Vedere un fondo obbligazionario in perdita può sorprendere molti investitori. Nell’immaginario comune, infatti, le obbligazioni sono considerate strumenti più stabili rispetto alle azioni. Eppure, anche i fondi obbligazionari possono attraversare fasi negative, talvolta anche significative. La domanda da porsi, però, non è soltanto quanto sta perdendo il fondo, ma soprattutto perché un fondo obbligazionario perde e se quella perdita rappresenti un fenomeno temporaneo oppure il segnale che qualcosa è cambiato rispetto agli obiettivi iniziali dell’investimento.
Capire i meccanismi che influenzano il valore di un fondo obbligazionario aiuta a evitare decisioni impulsive. Perché non sempre vendere è la scelta migliore, ma nemmeno restare investiti lo è in ogni situazione.

Perché un fondo obbligazionario può andare in perdita

Chi si chiede perché un fondo obbligazionario perde deve sapere che il valore di un fondo cambia ogni giorno in funzione dei prezzi di mercato delle obbligazioni che contiene. Esistono diversi fattori che possono provocare un ribasso.

Salgono i tassi di interesse

È la causa più frequente. Quando le banche centrali aumentano i tassi, le nuove obbligazioni vengono emesse con rendimenti più elevati. Di conseguenza, quelle già presenti sul mercato, che pagano cedole inferiori, diventano meno interessanti e il loro prezzo diminuisce. Poiché un fondo obbligazionario valorizza quotidianamente tutti i titoli in portafoglio, questo calo si riflette immediatamente sul valore della quota.

Peggiora il rischio di credito degli emittenti

Un’altra causa riguarda il cosiddetto rischio di credito. Se il mercato ritiene che uno Stato o un’azienda abbiano maggiori difficoltà nel rimborsare il proprio debito, gli investitori richiedono un rendimento più elevato per detenerne le obbligazioni. Il prezzo dei titoli già emessi scende e il fondo registra una perdita. Questo fenomeno può interessare sia obbligazioni societarie sia titoli governativi.

Aumenta la volatilità dei mercati obbligazionari

Anche il mercato obbligazionario attraversa periodi di forte volatilità. Inflazione inattesa, tensioni geopolitiche, cambiamenti nella politica monetaria o improvvisi timori sulla crescita economica possono spingere molti investitori a vendere contemporaneamente obbligazioni, causando oscillazioni anche importanti nei prezzi. I fondi obbligazionari scendono non sempre per problemi del fondo stesso, ma spesso a causa di fattori macroeconomici.

Il portafoglio ha una duration elevata

La duration misura quanto un’obbligazione è sensibile alle variazioni dei tassi di interesse. Più la duration è elevata, maggiore sarà l’impatto di un aumento dei tassi sul prezzo delle obbligazioni. Due fondi investiti nello stesso segmento di mercato possono quindi avere comportamenti molto diversi semplicemente perché uno possiede obbligazioni con scadenze più lunghe dell’altro.

La differenza chiave: fondo obbligazionario vs obbligazione singola

Molti investitori si aspettano da un fondo obbligazionario lo stesso comportamento di un’obbligazione acquistata direttamente. In realtà sono strumenti molto diversi. Chi acquista una singola obbligazione e la porta fino alla scadenza, salvo default dell’emittente, conosce fin dall’inizio quando riceverà il rimborso del capitale. Un fondo obbligazionario, invece:

  • non ha normalmente una scadenza prefissata;
  • sostituisce continuamente le obbligazioni in portafoglio;
  • aggiorna quotidianamente il valore della quota in base ai prezzi di mercato.

Per questo motivo una perdita temporanea del fondo non equivale automaticamente a una perdita definitiva, ma neppure può essere ignorata senza comprenderne le cause. Se invece l’obiettivo è conoscere gli strumenti che prevedono una scadenza definita, può essere utile leggere anche l’articolo dedicato agli investimenti a scadenza.

Quando la perdita è fisiologica e quando invece va analizzata meglio

Non tutte le perdite hanno lo stesso significato. Una fase negativa può essere perfettamente normale se deriva da un rialzo generalizzato dei tassi o da una correzione del mercato obbligazionario.

Occorre invece approfondire la situazione quando:

  • il fondo continua a sottoperformare i prodotti concorrenti della stessa categoria;
  • il livello di rischio è aumentato rispetto a quello dichiarato inizialmente;
  • il gestore ha modificato in modo significativo la strategia di investimento;
  • il proprio orizzonte temporale è cambiato e il fondo non è più coerente con i nuovi obiettivi.

In altre parole, non bisogna guardare soltanto la perdita, ma capire se è il mercato a essere cambiato oppure se è cambiato il proprio progetto di investimento.

Tassi, duration e prezzo: il triangolo da capire

Per interpretare l’andamento di un fondo obbligazionario basta comprendere la relazione tra tre elementi. Quando aumentano i tassi:

  • il prezzo delle obbligazioni tende a diminuire;
  • più alta è la duration, maggiore sarà il calo;
  • maggiore sarà quindi l’impatto sul valore del fondo.

Quando invece i tassi iniziano a diminuire, può verificarsi il fenomeno opposto: le obbligazioni acquistate in passato diventano più interessanti e il loro prezzo tende a salire.

Per questo motivo molti investitori seguono con attenzione le decisioni delle banche centrali e l’evoluzione dei rendimenti obbligazionari. Comprendere il rapporto tra tassi di interesse, duration e prezzo delle obbligazioni aiuta anche a interpretare le diverse fasi del mercato obbligazionario. Ne abbiamo parlato più nel dettaglio nella guida dedicata a perché i rendimenti dei bond sono un indicatore chiave per investire nel lungo termine.

Prima di vendere: 5 domande da farsi

Chi valuta se vendere un fondo obbligazionario in perdita dovrebbe evitare decisioni dettate esclusivamente dall’emotività. Prima di disinvestire conviene rispondere con sincerità a cinque domande.

  1. Perché avevo acquistato questo fondo? L’obiettivo iniziale era proteggere il capitale, ottenere un rendimento periodico o diversificare il portafoglio?
  2. Mi serve davvero questa liquidità oggi? Se il capitale non serve nell’immediato, una perdita temporanea potrebbe non richiedere un intervento.
  3. Il fondo è ancora coerente con il mio orizzonte temporale? Se hai scoperto che quei soldi ti serviranno tra pochi mesi, probabilmente il problema non è il fondo ma la scelta dello strumento. Gli investimenti obbligazionari possono comunque oscillare nel breve periodo. Per capire quali soluzioni sono più adatte a esigenze ravvicinate puoi leggere anche la guida su come investire nel breve termine correttamente.
  4. La perdita dipende dal mercato oppure dal prodotto? Non è la stessa cosa perdere insieme all’intero mercato obbligazionario oppure possedere un fondo che sta facendo peggio dei concorrenti.
  5. Ho davvero un’alternativa migliore oppure sto reagendo alla paura? Vendere soltanto perché il valore è sceso rischia di trasformare una perdita temporanea in una perdita definitiva.

Tenere, ridurre o uscire: tre scenari possibili

La risposta alla domanda tenere o vendere fondo obbligazionario dipende dal contesto.

Quando può avere senso mantenere l’investimento

Può essere una scelta razionale se:

  • l’obiettivo di investimento non è cambiato;
  • il fondo continua a rispettare la strategia prevista;
  • la perdita deriva principalmente dal rialzo dei tassi;
  • l’orizzonte temporale resta sufficientemente lungo.

Quando può essere opportuno ridurre l’esposizione

Una riduzione graduale può avere senso se il peso del fondo è diventato eccessivo rispetto al portafoglio complessivo oppure se si desidera riequilibrare il rischio tra azioni e obbligazioni. In alcuni casi il riequilibrio può prevedere anche una maggiore esposizione ai titoli governativi, che presentano caratteristiche diverse rispetto ai fondi obbligazionari. Se vuoi approfondire puoi leggere la guida dedicata a tutti i titoli di Stato italiani e alle loro caratteristiche.

Quando può essere corretto uscire

La risposta alla domanda quando uscire da un fondo obbligazionario non coincide semplicemente con il momento in cui registra una perdita. Può avere senso valutare il disinvestimento quando:

  • sono cambiati gli obiettivi personali;
  • il fondo non è più coerente con il proprio profilo di rischio;
  • emerge una soluzione più adatta alle nuove esigenze;
  • il capitale serve realmente nel breve termine.

Disinvestire in perdita è sempre un errore?

No. Esistono situazioni in cui mantenere un investimento ormai incoerente con i propri obiettivi può essere più rischioso che vendere. Altre volte, invece, vendere significa semplicemente cristallizzare una perdita causata da un normale ciclo di mercato. La decisione dovrebbe quindi basarsi sulla pianificazione finanziaria e non sull’andamento degli ultimi mesi.

Anche la composizione complessiva del portafoglio conta. Prima di decidere se vendere è sempre opportuno valutare il ruolo che obbligazioni e azioni ricoprono all’interno del portafoglio complessivo. Può essere utile leggere anche l’approfondimento su strategie, opportunità e rischi di azioni e obbligazioni nel 2026.

Un esempio pratico: stessa perdita, decisioni diverse

Immaginiamo due investitori che possiedono lo stesso fondo obbligazionario in perdita del 7%.

  • Il primo ha investito con un orizzonte di dieci anni, dispone già di un fondo di emergenza e non prevede di utilizzare quel capitale nel breve periodo. La perdita è dovuta soprattutto al rialzo dei tassi. In questo caso vendere immediatamente potrebbe non essere la scelta più razionale, perché il contesto potrebbe evolvere favorevolmente nel tempo.
  • Il secondo investitore, invece, pensava di utilizzare quei soldi entro un anno per acquistare casa. Ha scelto uno strumento non coerente con il proprio orizzonte temporale e oggi è costretto a vendere in perdita per ottenere la liquidità necessaria.

La perdita registrata è identica, ma la decisione finale è completamente diversa perché diversa è la pianificazione iniziale.

IDEE DI INVESTIMENTO

Un fondo obbligazionario in perdita non rappresenta automaticamente un problema né un motivo sufficiente per vendere. Nella maggior parte dei casi è la conseguenza del normale funzionamento dei mercati obbligazionari. La vera domanda non è quanto sta perdendo il fondo, ma se continua a essere coerente con il proprio orizzonte temporale, il livello di rischio accettabile e gli obiettivi finanziari. Solo dopo aver risposto a queste domande è possibile decidere se mantenere l’investimento, ridurne il peso o sostituirlo con una soluzione più adatta. Perché, negli investimenti, la scelta migliore raramente nasce dall’emotività: nasce dalla pianificazione.

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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