I robotaxi sono considerati una promessa tecnologica destinata a rimanere confinata ai laboratori e alle sperimentazioni? Il 2026 è stato senza dubbio un punto di svolta. I servizi completamente senza conducente sono ormai operativi in diverse città degli Stati Uniti e della Cina e il dibattito non riguarda più la fattibilità tecnica della guida autonoma, ma la sostenibilità economica del modello. La sfida al momento riguarda soprattutto Usa e Cina e la domanda è quando i robotaxi diventeranno un investimento profittevole?
Il mercato dei robotaxi vale davvero 1.000 miliardi?
Morgan Stanley stima che il mercato complessivo dei robotaxi possa raggiungere 1.000 miliardi di dollari entro il 2040, considerando non soltanto il servizio di trasporto, ma anche l’intero ecosistema composto da:
- produzione dei veicoli;
- software di guida autonoma;
- semiconduttori e sensori;
- cloud e intelligenza artificiale;
- piattaforme di mobilità;
- servizi assicurativi e manutenzione.
L’aspetto interessante è che il valore potrebbe distribuirsi lungo tutta la filiera e non concentrarsi esclusivamente sui costruttori automobilistici. È un cambiamento simile a quello avvenuto con gli smartphone: il vero valore non è rimasto nell’hardware, ma si è progressivamente spostato verso software, piattaforme e servizi.
Perché il 2026 rappresenta un punto di svolta
Per quasi dieci anni il settore è stato caratterizzato da continui test. Oggi quattro fattori stanno cambiando radicalmente lo scenario. In particolare:
- L’intelligenza artificiale è molto più affidabile. I modelli AI di nuova generazione elaborano enormi quantità di dati provenienti da telecamere, radar e lidar, migliorando continuamente le prestazioni di guida. Ogni chilometro percorso rende il sistema più efficiente. Questo crea un vantaggio competitivo crescente per gli operatori già presenti sul mercato.
- L’hardware costa sempre meno. Morgan Stanley stima che il costo operativo dei robotaxi possa diminuire di circa il 20% nei prossimi tre anni. La riduzione del prezzo di sensori, processori e componentistica rende più sostenibile l’espansione delle flotte.
- Le regole stanno diventando più chiare. Negli Stati Uniti diversi Stati stanno definendo normative specifiche per la guida autonoma. Anche la Cina continua ad accelerare le autorizzazioni nelle principali aree metropolitane. La certezza normativa è una delle condizioni indispensabili per attrarre nuovi investimenti.
- Crescono le partnership. Sempre più aziende specializzate nella guida autonoma collaborano con le grandi piattaforme di ride-hailing. Questo permette di ridurre i costi di acquisizione dei clienti e aumentare rapidamente l’utilizzo delle flotte.
Stati Uniti e Cina guidano la corsa
Morgan Stanley prevede che entro il 2035 saranno operativi circa 2,5 milioni di robotaxi nel mondo. Il dato più significativo riguarda la distribuzione geografica.
Secondo le stime:
- Stati Uniti e Cina rappresenteranno circa il 70% della flotta globale;
- Europa, Medio Oriente e Sud-est asiatico si divideranno il restante 30%.
Anche altri studi pubblicati nel 2026 confermano questa leadership. Le analisi di McKinsey evidenziano che il mercato cinese continua a beneficiare di una forte integrazione tra costruttori, piattaforme digitali e sostegno normativo, mentre negli Stati Uniti la crescita è trainata dall’espansione commerciale dei servizi già operativi in diverse città. Anche Bloomberg Intelligence sottolinea come la sfida si stia spostando dalla sperimentazione alla capacità di aumentare rapidamente la scala operativa. L’Europa, invece, procede con maggiore cautela. Le differenze normative tra Paesi e un approccio regolatorio più prudente rendono più lenta la diffusione commerciale.
I rischi che gli investitori non devono sottovalutare
Proprio perché il potenziale è enorme, anche i rischi restano elevati.
- Normative. Ogni Paese segue regole differenti. L’espansione internazionale potrebbe richiedere tempi molto più lunghi del previsto.
- Sicurezza. Un singolo incidente particolarmente grave potrebbe rallentare l’intero settore. La fiducia dei consumatori rappresenta ancora una variabile fondamentale.
- Investimenti iniziali. Costruire una flotta richiede miliardi di dollari. Molte aziende dovranno sostenere anni di investimenti prima di generare flussi di cassa positivi.
IDEE DI INVESTIMENTO
Per un investitore il settore dei robotaxi rappresenta un megatrend di lungo periodo, ma è ancora caratterizzato da elevata volatilità. Più che cercare il singolo possibile vincitore, può essere più prudente esporsi all’intera filiera attraverso fondi azionari globali orientati all’innovazione, alla tecnologia, all’intelligenza artificiale o alla mobilità del futuro, che includono aziende attive nei semiconduttori, nel software, nell’automazione e nelle infrastrutture digitali.
Come sempre, è importante ricordare che le previsioni di crescita fino al 2040 non garantiscono i rendimenti nel breve periodo. Per questo motivo il mercato continuerà probabilmente ad alternare entusiasmo e delusioni nei prossimi anni. Il tempo, in questo caso, è parte integrante della tesi di investimento. Per questo il tema robotaxi dovrebbe occupare una quota limitata e coerente con il proprio profilo di rischio, all’interno di un portafoglio ben diversificato e con un orizzonte d’investimento di lungo termine.
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Note
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