Dal 2026 si possono dedurre fino a 5.300 euro l’anno versati alla previdenza complementare, contro i 5.164,57 euro previsti fino al 2025. È una delle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, insieme a un ampliamento del beneficio previsto per alcuni lavoratori di prima occupazione successiva al 31 dicembre 2006.
Capire la deducibilità dei fondi pensione è importante perché permette di valutare il vantaggio fiscale della previdenza complementare. I contributi versati al fondo pensione, entro i limiti previsti, riducono infatti il reddito imponibile IRPEF. E dal 2026 cambia anche l’IRPEF: le aliquote sono pari al 23% fino a 28.000 euro, al 33% tra 28.000 e 50.000 euro e al 43% oltre questa soglia.
Quanto si può quindi recuperare con il 730 grazie al fondo pensione? Vediamo come funziona il calcolo, con alcuni esempi.
- Deducibilità fondo pensione cos’è e come funziona
- Limite di deducibilità 2026: da 5.164,57 a 5.300 euro
- Quali contributi sono deducibili e perché il TFR non lo è
- Extra deducibilità fino a 7.950 euro per chi ha iniziato a lavorare dopo il 2007
- Quanto si risparmia: coma si calcola
- Contributi non dedotti: cosa fare
- Deducibilità per categorie specifiche
- Fondo pensione nel 730: dove si indica e quando si ricevono i soldi
Deducibilità fondo pensione cos’è e come funziona
Prima di fare i conti bisogna chiarire un dubbio frequente: il fondo pensione è deducibile o detraibile? I contributi versati alla previdenza complementare sono deducibili, non detraibili. La differenza è importante. Una detrazione fiscale viene sottratta direttamente dall’imposta da pagare; una deduzione, invece, riduce il reddito sul quale viene calcolata l’IRPEF. Se, per esempio, un contribuente ha un reddito di 40.000 euro e versa 4.000 euro deducibili in un fondo pensione, ai fini del calcolo dell’imposta il reddito viene ridotto a 36.000 euro.
Non esiste quindi una percentuale di detrazione del fondo pensione nel 730 uguale per tutti. Il vantaggio dipende soprattutto dall’aliquota IRPEF applicabile alla parte di reddito che viene abbattuta grazie alla deduzione. È anche per questo che, a parità di versamento, il risparmio fiscale può essere diverso da contribuente a contribuente.

Limite di deducibilità 2026: da 5.164,57 a 5.300 euro
La principale novità riguarda il limite di deducibilità del fondo pensione 2026. Dal periodo d’imposta 2026, il tetto ordinario passa da 5.164,57 a 5.300 euro all’anno. Il nuovo limite riguarda i contributi versati alla previdenza complementare dal lavoratore e dal datore di lavoro. Il tetto è complessivo: se, per esempio, il lavoratore versa 4.000 euro e il datore di lavoro altri 1.300 euro, il plafond di 5.300 euro è già interamente utilizzato. La nuova soglia vale dal periodo d’imposta 2026. I versamenti effettuati nel corso del 2026 avranno quindi effetto sulla dichiarazione dei redditi relativa al 2026, presentata nel 2027.

Quali contributi sono deducibili e perché il TFR non lo è
Nel calcolo del limite di 5.300 euro rientrano:
- i contributi versati direttamente dal lavoratore;
- i contributi del datore di lavoro;
- i versamenti volontari e aggiuntivi effettuati dall’aderente;
- i contributi versati nell’interesse dei familiari fiscalmente a carico, secondo le regole previste.
Il TFR destinato al fondo pensione, invece, non entra nel limite dei 5.300 euro. Il motivo è che il TFR conferito alla previdenza complementare segue un regime fiscale differente: non viene dedotto dal reddito perché non è stato precedentemente assoggettato all’IRPEF ordinaria del lavoratore. Viene trasferito al fondo in sospensione d’imposta e sarà soggetto alla specifica fiscalità della previdenza complementare al momento dell’erogazione. Questo significa che un lavoratore può, per esempio, destinare il proprio TFR al fondo e contemporaneamente sfruttare fino a 5.300 euro di deducibilità per i contributi che rientrano nel plafond.
Per approfondire il ruolo del trattamento di fine rapporto puoi leggere la guida Online SIM su perché conviene destinare il TFR al fondo pensione.
Extra deducibilità fino a 7.950 euro per chi ha iniziato a lavorare dopo il 2007
Una disciplina particolare riguarda i lavoratori di prima occupazione successiva al 31 dicembre 2006. La regola punta ad aiutare soprattutto chi, all’inizio della propria carriera, ha redditi più bassi e quindi non riesce a sfruttare interamente il limite di deducibilità della previdenza complementare. Nei primi cinque anni di partecipazione al fondo si calcola la quota di deducibilità potenzialmente disponibile ma non utilizzata. A partire dal sesto anno, e per i venti anni successivi, questo “credito” può consentire di aumentare il limite ordinario.
Dal 2026 l’incremento massimo utilizzabile in un singolo anno è pari alla metà del nuovo limite ordinario. In particolare:
5.300 × 50% = 2.650 euro
Il massimo teoricamente deducibile in un anno può quindi arrivare a:
5.300 + 2.650 = 7.950 euro
Attenzione: 7.950 euro non è un nuovo limite automatico per tutti i giovani lavoratori. L’extra deducibilità dipende dall’ammontare di plafond non utilizzato nei primi cinque anni e può essere sfruttata soltanto secondo le condizioni previste dalla normativa.
Facciamo un esempio: un lavoratore di prima occupazione successiva al 2006 aderisce alla previdenza complementare e nei primi cinque anni versa importi inferiori ai limiti disponibili, accumulando almeno 2.650 euro di plafond inutilizzato. Dal sesto anno, in presenza delle condizioni previste, potrà dedurre fino a 7.950 euro in un anno, invece degli ordinari 5.300 euro.
Quanto si risparmia: come si calcola
Quanto si recupera con il 730 grazie al fondo pensione?
Non c’è una cifra uguale per tutti. Il risparmio fiscale dipende dal reddito del contribuente e quindi dalle aliquote IRPEF interessate dalla deduzione.
Dal 2026 gli scaglioni IRPEF sono:
- 23% fino a 28.000 euro;
- 33% oltre 28.000 e fino a 50.000 euro;
- 43% oltre 50.000 euro.
Il modo più semplice per capire il meccanismo è fare qualche esempio di deducibilità del fondo pensione.
Esempio con reddito di 30.000 euro: 890 euro risparmiati su due scaglioni
Supponiamo che un contribuente abbia un reddito imponibile di 30.000 euro e versi 3.000 euro nel fondo pensione.
La deduzione porta il reddito da 30.000 a 27.000 euro.
I primi 2.000 euro di deduzione abbattono reddito che sarebbe stato tassato al 33%:
2.000 × 33% = 660 euro
I restanti 1.000 euro abbattono reddito soggetto al 23%:
1.000 × 23% = 230 euro
Il risparmio IRPEF teorico è quindi:
660 + 230 = 890 euro.
Questo esempio mostra perché non sempre è corretto moltiplicare semplicemente il versamento per l’aliquota marginale: quando la deduzione fa scendere il reddito nello scaglione inferiore, il beneficio va calcolato su due aliquote.
Esempio con reddito di 45.000 euro: tutto al 33%
Consideriamo ora un contribuente con un reddito di 45.000 euro che versa il massimo ordinariamente deducibile, pari a 5.300 euro.
Dopo la deduzione, il reddito scende a 39.700 euro. L’intero importo dedotto rimane quindi nello scaglione compreso tra 28.000 e 50.000 euro.
Il risparmio fiscale teorico è:
5.300 × 33% = 1.749 euro.
Esempio con reddito di 80.000 euro: fino a 2.279 euro
Con un reddito di 80.000 euro e un versamento deducibile di 5.300 euro, la deduzione interessa interamente reddito soggetto all’aliquota del 43%.
Il calcolo è:
5.300 × 43% = 2.279 euro.
Il reddito imponibile scende a 74.700 euro e il risparmio IRPEF teorico raggiunge quindi 2.279 euro.
Gli esempi considerano la sola IRPEF e servono a illustrare il meccanismo della deduzione. Il risultato fiscale effettivo può variare in funzione della situazione personale del contribuente, delle addizionali e delle altre componenti della dichiarazione.
Contributi non dedotti: cosa fare
Cosa succede se si versano contributi superiori al limite deducibile oppure, per qualsiasi motivo, una parte dei contributi non viene portata in deduzione? Queste somme devono essere segnalate al fondo pensione per evitare che vengano tassate una seconda volta al momento dell’erogazione della prestazione.
La comunicazione dei contributi non dedotti deve essere effettuata alla forma pensionistica entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello del versamento oppure, se precedente, entro la data in cui sorge il diritto alla prestazione. Per esempio, per contributi versati nel 2026 e non dedotti, la comunicazione deve essere effettuata normalmente entro il 31 dicembre 2027.
Per capire come procedere puoi leggere la guida Online SIM sui contributi non dedotti nel fondo pensione.
La corretta comunicazione è importante anche perché la fiscalità dei fondi pensione cambia nelle diverse fasi dell’investimento. Per approfondire puoi leggere anche come funziona la tassazione dei fondi pensione.
Deducibilità per categorie specifiche
Le regole generali sulla deducibilità dei fondi pensione valgono per un’ampia platea di contribuenti, ma alcune categorie meritano qualche precisazione.
Dipendenti pubblici
Anche i dipendenti pubblici possono beneficiare della deduzione dei contributi versati alla previdenza complementare. Dal periodo d’imposta 2026 anche per loro il limite ordinario è pari a 5.300 euro. La previdenza complementare del pubblico impiego presenta tuttavia alcune caratteristiche specifiche, soprattutto per quanto riguarda i fondi negoziali e il rapporto con TFR e TFS.
Online SIM ne parla nella guida dedicata ai fondi pensione per dipendenti pubblici.
Autonomi e Partita IVA, incluso il caso dei forfettari
La deducibilità del fondo pensione per la Partita IVA segue in generale lo stesso limite previsto per gli altri contribuenti: dal 2026 fino a 5.300 euro all’anno.
Il vantaggio effettivo dipende però dal regime fiscale. Per un lavoratore autonomo soggetto all’IRPEF ordinaria, i contributi deducibili alla previdenza complementare possono ridurre il reddito complessivo soggetto all’imposta.
Diverso è il caso di chi opera nel regime forfettario. Il reddito prodotto nell’attività forfettaria è assoggettato a un’imposta sostitutiva e i versamenti alla previdenza complementare non possono essere utilizzati per abbattere direttamente tale reddito secondo il normale meccanismo IRPEF. Se il contribuente possiede anche altri redditi assoggettati a IRPEF, la situazione può essere diversa e va valutata sulla base del reddito complessivo e della posizione fiscale personale.
Per approfondire puoi leggere come funziona il fondo pensione per i lavoratori autonomi.
Pensionati
È possibile anche la deducibilità del fondo pensione per il pensionato. Il punto decisivo non è infatti essere ancora lavoratori, ma avere reddito imponibile IRPEF dal quale dedurre i contributi e rispettare le condizioni previste per la partecipazione alla previdenza complementare.
Anche in questo caso, quindi, il vantaggio dipende dall’aliquota IRPEF applicabile al contribuente.
Familiari a carico: non solo il coniuge
La deduzione non riguarda soltanto i contributi versati per se stessi. È possibile beneficiare dell’agevolazione anche per i contributi versati nell’interesse di familiari fiscalmente a carico, per la parte che questi non abbiano potuto dedurre direttamente. Non si tratta quindi soltanto del coniuge: possono rientrare, quando sussistono i requisiti fiscali, anche i figli e gli altri familiari contemplati dalla normativa.
È però importante ricordare che non nasce un nuovo plafond di 5.300 euro per ogni familiare: i versamenti effettuati per i familiari fiscalmente a carico concorrono al limite complessivo di deducibilità del contribuente che sostiene la spesa.
Iniziare molto presto a costruire una posizione previdenziale può inoltre sfruttare un elemento che diventa particolarmente importante negli investimenti di lungo periodo: il tempo. Ne abbiamo parlato nell’approfondimento Online SIM sul fondo pensione per i nuovi nati.
Fondo pensione nel 730: dove si indica e quando si ricevono i soldi
Come funziona la deducibilità del fondo pensione nel 730? Per i lavoratori dipendenti una parte dei contributi può essere già stata dedotta direttamente dal datore di lavoro. Le informazioni sono riportate nella Certificazione Unica. I versamenti effettuati autonomamente, invece, possono essere fatti valere in dichiarazione dei redditi se non sono già stati dedotti.
Nella dichiarazione precompilata l’Agenzia delle Entrate utilizza anche i dati trasmessi dalle forme di previdenza complementare. È comunque importante controllare che gli importi siano corretti e verificare che la deduzione non sia già stata riconosciuta dal datore di lavoro.
I contributi versati nel 2026 saranno indicati nella dichiarazione relativa al periodo d’imposta 2026, quindi nel 730/2027 o nel modello Redditi PF 2027. I righi esatti dovranno essere verificati sulle istruzioni ufficiali del modello relativo a quell’anno.
Ma quanto si recupera con il 730 per il fondo pensione? Come abbiamo visto, non esiste una percentuale fissa: il vantaggio deriva dalla riduzione del reddito imponibile e dipende quindi dalle aliquote IRPEF interessate dalla deduzione.
Per chi presenta il 730 con un sostituto d’imposta, l’eventuale credito risultante dalla dichiarazione viene normalmente riconosciuto attraverso il conguaglio in busta paga o sulla pensione, secondo le tempistiche previste per l’elaborazione della dichiarazione.
IDEE DI INVESTIMENTO
La novità del 2026 aumenta leggermente il vantaggio potenziale dei fondi pensione: il limite ordinario sale a 5.300 euro, mentre in presenza dei requisiti previsti per i lavoratori di prima occupazione successiva al 31 dicembre 2006 può arrivare fino a 7.950 euro. Il beneficio fiscale, però, è soltanto una delle variabili da considerare. Un fondo pensione è prima di tutto uno strumento di investimento di lungo periodo: prima di scegliere quanto versare è utile valutare reddito, aliquota fiscale, orizzonte temporale, costi, profilo di rischio e obiettivi previdenziali.
Online SIM offre ai suoi clienti la possibilità di investire nella previdenza integrativa con fondi pensione aperti. È possibile sottoscrivere anche più fondi contemporaneamente.
Tra i prodotti ci sono:
- Arca previdenza. Fondo gestito da Arca SGR che investe sui mercati finanziari con differenti profili ed è articolato in 4 comparti di investimento, differenziati per grado di rischio dal più dinamico al più prudente, e in un comparto garantito.
- Seconda Pensione. Il fondo gestito da Amundi SGR che consente di costruire nel tempo un trattamento pensionistico complementare al sistema obbligatorio investendo i contributi versati nelle differenti possibilità offerte dal fondo pensione. Il fondo è articolato in 5 comparti di investimento, differenziati per grado di rischio dal più dinamico al più prudente, e in un comparto garantito.
- Anima Arti & Mestieri. È un fondo aperto gestito da Anima SGR a contribuzione differita. Il fondo offre la possibilità di scegliere tra 5 comparti, di cui un comparto garantito. Questi con una composizione di investimento azionaria/obbligazionaria differente a seconda delle esigenze.
Aprire un fondo pensione consente di avere una rendita privata, ma come scegliere il migliore? Per evitare di sbagliare scopri come scegliere il fondo più adatto.
Note
Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.
*Articolo pubblicato il 9 agosto 2022 e sottoposto a successivi aggiornamenti

4 Commenti
Vorrei sapere che detrazione potrebbe avere un contribuente
forfettario a stipulare un fondo pensionistico.Grazie
Buongiorno Angelo,
la disciplina del Regime forfettario non prevede la possibilità di portare in detrazione dall’imposta sostitutiva nessuna spesa prevista per il Regime forfettario oltre quelle calcolate in modo forfettario. Per tutti gli anni in cui si resta in Regime forfettario oltre i contributi obbligatori versati, non si potrà portare in detrazione nessun tipo di spesa, neanche quelle per il fondo pensione.
Cordiali saluti.
Il team di Online SIM
Da quando il pensionato (già aderente ad un fondo pensione) che raggiunge l’età per la pensione di vecchiaia può decidere di continuare a versare oltre il pensionamento, rimandando l’erogazione della pensione integrativa e continuando a sfruttare la deducibilità?
Si tratta di una norma introdotta da qualche finanziaria?
Grazie
Buongiorno Ettore,
non è una norma introdotta dalla finanziaria, funziona così il sistema della previdenza integrativa.
Cordiali saluti.
Il team di Online SIM