Ogni estate ha il suo gelato di tendenza. Quest’anno è il Kunafa fatto con una base cremosa a cui si aggiungono kataifi croccante, sciroppo di fiori d’arancio e pistacchio sbriciolato. Negli anni scorsi sono stati il Dubai Chocolate, il carbone vegetale, il popcorn al caramello, il basilico con lime e altri gusti pensati per sorprendere. Le novità attirano clienti, riempiono i social e fanno parlare di sé. Poi arriva l’estate successiva e quel gusto lascia il posto a un altro.
C’è però un dettaglio curioso. Se chiedete a un maestro gelatiere come si riconosce una buona gelateria, difficilmente vi farà assaggiare la specialità dell’anno. Più probabilmente partirà dalla crema. Perché con pochi ingredienti non ci sono scorciatoie: è lì che si vedono la qualità delle materie prime, l’equilibrio della ricetta e la tecnica. Non a caso, secondo l’Osservatorio SIGEP World, tra le tendenze più recenti della gelateria artigianale c’è un ritorno ai gusti classici e alle lavorazioni essenziali. Negli investimenti succede qualcosa di simile.
Il mercato serve sempre un nuovo gusto
Ogni anno i mercati hanno il loro tema di moda. Un settore, una tecnologia o una storia che sembra destinata a cambiare tutto. Un esempio? Il metaverso. Nel 2021 dopo che Facebook cambiò nome in Meta, gli investitori si misero alla ricerca delle aziende che avrebbero beneficiato della nuova rivoluzione digitale. Nacquero ETF tematici, molte società riposizionarono la propria comunicazione e il metaverso sembrava destinato a trasformare l’economia. Pochi mesi dopo, però, il riflettore si era già spostato quasi interamente sull’intelligenza artificiale. Il punto non è stabilire se il metaverso fosse una buona o una cattiva idea. Il punto è capire perché così tanti investitori abbiano sentito il bisogno di investirci nello stesso momento.
Perché il nostro cervello rincorre le novità
La risposta arriva dalla finanza comportamentale. Il premio Nobel, Daniel Kahneman, ha dimostrato che il nostro cervello utilizza scorciatoie mentali per prendere decisioni rapide. Una delle più comuni è attribuire maggiore importanza a ciò che è nuovo, più visibile o di cui tutti parlano. Nei mercati questo comportamento si traduce nella FOMO (Fear of Missing Out): la paura di perdere l’opportunità del momento.
È una reazione naturale: se un tema conquista le prime pagine e sembra destinato a cambiare il futuro, è facile convincersi che rappresenti anche il miglior investimento possibile. Ma popolarità e valore non sono la stessa cosa.
Il costo di inseguire il tema del momento
Che questo comportamento abbia conseguenze concrete lo dimostra da oltre trent’anni il Quantitative Analysis of Investor Behavior (QAIB) di DALBAR. Nell’edizione pubblicata nel 2025, l’investitore medio azionario statunitense ha ottenuto nel 2024 un rendimento del 16,54%, contro il 25,02% registrato dall’indice S&P 500. Quasi 8,5 punti percentuali di differenza. Secondo DALBAR, il divario non dipende tanto dagli strumenti scelti quanto dal comportamento degli investitori: molti comprano dopo i forti rialzi, quando l’entusiasmo è già elevato, e vendono durante le fasi di maggiore incertezza. La lezione è importante. Molto spesso il problema non è scegliere il fondo sbagliato, investire nel momento sbagliato.
Anche i professionisti fanno fatica
Un’altra conferma arriva dalle analisi SPIVA (S&P Indices Versus Active). Le scorecard di S&P mostrano da anni quanto sia difficile, anche per molti gestori professionali, battere con continuità il proprio benchmark. Questo non significa che la gestione attiva non abbia valore. Significa che individuare con regolarità il prossimo settore vincente è molto più difficile di quanto sembri. Per un investitore retail il messaggio è semplice: costruire il portafoglio inseguendo il tema più discusso del momento aumenta il rischio di arrivare quando una parte importante della corsa è già avvenuta.
La lezione della crema
Che cosa insegna, allora, un gelato alla crema? Che la qualità nasce dai fondamentali. In una gelateria significa ingredienti, equilibrio e tecnica. Negli investimenti significa costruire prima un portafoglio coerente con i propri obiettivi, ben diversificato e con un orizzonte temporale adeguato. Solo dopo ha senso valutare se inserire una quota limitata in un tema emergente, senza trasformarlo nell’elemento principale della strategia.
Le innovazioni possono creare opportunità interessanti e alcuni trend cambieranno davvero l’economia. Ma dovrebbero entrare in portafoglio perché migliorano un progetto di investimento già solido, non perché sono diventati il tema di cui tutti parlano. La prossima volta che un nuovo settore conquisterà i mercati, prima di chiederti quanto potrebbe salire, prova a fermarti un momento.
La domanda più utile non è: “E se questa fosse l’occasione della vita?”. È un’altra: Questo investimento rende il mio portafoglio migliore oppure sto semplicemente inseguendo il gusto dell’estate?
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Note
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