Quanto varranno i risparmi accumulati per la pensione tra venticinque anni? Secondo uno studio di Robeco e Standard Life, il cambiamento climatico potrebbe incidere sul capitale previdenziale, sui rendimenti degli investimenti e sul potere d’acquisto. Tre scenari raccontano come potrebbe cambiare la vita di chi smetterà di lavorare nel 2050. Immaginiamo una persona di 42 anni che oggi guadagna 40 mila sterline all’anno, ha già accumulato 40 mila sterline per la pensione e continua a destinare il 10% dello stipendio alla previdenza. Nel 2050 avrà raggiunto l’età del pensionamento. Quanto denaro avrà a disposizione? La risposta, secondo una ricerca di Robeco e Standard Life, dipenderà anche dal clima. Il caso riguarda un lavoratore britannico, ma il ragionamento vale anche per chi risparmia in euro: il cambiamento climatico può incidere sui rendimenti degli investimenti e, nel lungo periodo, sul capitale disponibile al momento della pensione
Nel migliore dei tre scenari ipotizzati, il capitale pensionistico raggiunge 276 mila sterline. Nel peggiore si ferma a 215 mila: 61 mila sterline di differenza, pari a circa il 22%. Eppure, il risparmiatore è lo stesso, così come il capitale di partenza e la percentuale di contribuzione. A cambiare è il mondo in cui ha investito e risparmiato. Un mondo nel quale il riscaldamento globale può influenzare la crescita economica, i rendimenti finanziari, l’inflazione e, di conseguenza, la capacità di costruire un patrimonio per la pensione.
È questa la prospettiva proposta dal rapporto Retirement in 2050: The world we retire into, realizzato da Robeco e Standard Life. Lo studio prende in esame il Regno Unito e costruisce tre scenari climatici ed economici alternativi. Non sono previsioni, ma simulazioni che aiutano a comprendere come le decisioni di oggi possano influenzare il benessere finanziario di domani.
Tre futuri possibili per chi andrà in pensione nel 2050
- Un mondo nel quale le politiche di riduzione delle emissioni e gli investimenti per adattarsi al cambiamento climatico funzionano. Il riscaldamento globale resta su una traiettoria inferiore ai 2 gradi entro il 2100. Le infrastrutture sono più resilienti, i servizi pubblici funzionano e l’economia mantiene una crescita relativamente sostenuta. In questo contesto, la simulazione ipotizza una crescita economica reale del 2%, un rendimento azionario reale del 4,5% e un’inflazione del 2%. Il capitale pensionistico dell’esempio raggiunge 276 mila sterline.
- Un mondo nel quale la transizione procede, ma in maniera disomogenea. Le emissioni diminuiscono troppo lentamente, gli eventi climatici estremi diventano più frequenti e le economie devono sostenere costi crescenti per adattarsi. La crescita economica reale scende all’1,7%, il rendimento azionario reale al 4,3% e l’inflazione sale al 2,5%. Il capitale previdenziale arriva a 266 mila sterline.
- Le politiche climatiche non riescono a contenere adeguatamente il riscaldamento globale, che si dirige oltre i 3 gradi entro il 2100. Gli eventi estremi, i danni alle infrastrutture e le interruzioni delle catene di approvvigionamento pesano sull’attività economica. La crescita reale ipotizzata si riduce allo 0,6%, il rendimento azionario reale al 3% e l’inflazione raggiunge il 3,5%. Il capitale pensionistico scende a 215 mila sterline.
La differenza tra questi futuri non dipende da una singola crisi finanziaria, ma dall’accumularsi nel tempo di condizioni economiche più o meno favorevoli. È proprio l’orizzonte pluridecennale della previdenza a rendere significativa questa relazione.
- Per chi pianifica la pensione, la questione diventa concreta: non basta chiedersi quanto capitale sarà possibile accumulare, bisogna anche valutare quanto potere d’acquisto quel capitale potrà garantire.
Perché il clima può influenzare i rendimenti degli investimenti
Il legame tra cambiamento climatico e previdenza passa attraverso i mercati finanziari. I fondi pensione e gli altri strumenti di investimento di lungo periodo impiegano il patrimonio in attività il cui valore dipende anche dall’andamento delle economie e delle imprese. In particolare:
- Eventi meteorologici estremi possono danneggiare impianti produttivi, infrastrutture e reti di trasporto. La scarsità di risorse può aumentare i costi delle aziende, mentre le interruzioni delle forniture possono ridurne la produttività. Se questi fenomeni diventano più frequenti e diffusi, possono incidere sulla crescita economica e sulla redditività delle imprese.
- Esiste poi il rischio legato alla transizione energetica. Il passaggio verso un’economia a minori emissioni richiede investimenti, nuove tecnologie e cambiamenti nei modelli produttivi. Per alcune imprese rappresenta un’opportunità di crescita, per altre comporta costi di adeguamento e rischi per le attività esistenti.
Per gli investitori di lungo periodo, il problema non è dunque soltanto individuare aziende esposte ai rischi climatici, ma comprendere come questi possano influenzare interi settori, mercati e classi di investimento. Lo studio richiama per questo l’importanza di integrare le considerazioni climatiche nella costruzione dei portafogli, nelle decisioni di allocazione e nella gestione dei rischi di lungo termine.
IDEE DI INVESTIMENTO
Le simulazioni di Robeco e Standard Life riguardano il Regno Unito e non possono essere trasferite automaticamente al sistema previdenziale italiano. Offrono però uno spunto importante per chi sta costruendo un capitale destinato a essere utilizzato tra venti o trent’anni.
- Il primo riguarda l’orizzonte temporale. Quanto più lontano è il pensionamento, tanto maggiore è il periodo durante il quale le trasformazioni economiche, ambientali e tecnologiche possono influenzare il rendimento degli investimenti.
- Il secondo è la diversificazione. Distribuire il patrimonio tra differenti strumenti, mercati e aree geografiche può contribuire a contenere i rischi legati a singole imprese o settori, pur senza eliminare quelli che interessano l’economia nel suo complesso.
- Il terzo riguarda l’inflazione. Quando si definisce un obiettivo previdenziale, è importante ragionare in termini di potere d’acquisto futuro e non soltanto di capitale nominale. Una somma che oggi appare sufficiente potrebbe non esserlo tra venticinque anni, se il costo della vita aumenta più del previsto.
- Il cambiamento climatico introduce un’ulteriore dimensione nella valutazione degli investimenti di lungo periodo. Considerare i rischi fisici e quelli della transizione non significa necessariamente scegliere un unico settore o una particolare categoria di prodotti, ma ampliare l’analisi dei fattori che possono influenzare i rendimenti futuri.
Online SIM, la piattaforma italiana del risparmio gestito, offre ai suoi clienti la possibilità di investire in fondi pensione in completa autonomia a zero commissioni di ingresso e con commissioni di gestione molto competitive. Tra i prodotti ci sono:
- Arca previdenza. Fondo pensione gestito da Arca Sgr che investe sui mercati finanziari con differenti profili ed è articolato in 4 comparti di investimento, differenziati per grado di rischio dal più dinamico al più prudente, e un 1 comparto garantito.
- Seconda Pensione. Il fondo gestito da Amundi Sgr che consente di costruire nel tempo un trattamento pensionistico complementare al sistema obbligatorio investendo i contributi versati nelle differenti possibilità offerte dal fondo pensione. Il fondo è articolato in 5 comparti di investimento, differenziati per grado di rischio dal più dinamico al più prudente, e in 1 comparto garantito.
- Anima Arti & Mestieri. È un fondo pensione aperto a contribuzione differita. Il fondo offre la possibilità di scegliere tra 5 comparti, di cui 1 comparto garantito, con una composizione di investimento azionaria/obbligazionaria differente a seconda delle esigenze.
Note
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