Perdere una risorsa vitale come l’acqua è il rischio più grande che il Pianeta corre a causa dei cambiamenti climatici, secondo la relazione Global Risks 2015 del World Economic Forum. La dimensione del problema è enorme: 1,5 miliardi di persone vivono già oggi in aree colpite dalla scarsità dell’acqua. Per risolvere l’emergenza della gestione dell’acqua, la tecnologia e i Big Data sono uno dei modi più promettenti per affrontare la sfida grazie ai progressi in settori quali intelligenza artificiale e internet delle cose. Ed è la vera scelta di investimento disruptive. L’acqua non è però solo un business. E’ anche un’arma potentissima nelle mani di chi in nome della siccità e dei cambiamenti climatici può scatenare conflitti. L’acqua e in generale il clima impazzito valgono una cyberguerra come raccontano Grammenos Mastrojeni ed Antonello Pasini, un diplomatico ed un climatologo, in un passaggio del libro Effetto serra effetto guerra.

La domanda di soluzioni intelligenti legate all’acqua rappresenta un’enorme opportunità di mercato, secondo una recente relazione del Global Compact dell’ONU, che stima come il mercato definito smart water possa valere 20,1 miliardi di dollari entro il 2021. Una delle caratteristiche più interessanti di investire nelle tecnologie delle acque intelligenti è il loro contributo alla cosiddetta economia circolare. Un recente rapporto ING ha calcolato che se si mette in moto il circolo virtuoso dell’economia legata all’acqua si possono arrivare a risparmiare 412 miliardi di metri cubi d’acqua l’anno, pari a circa l’11% della domanda annua globale, e ha individuato le sei aree geografiche dove l’intervento è più urgente: California, Bangladesh, Ghana, Paesi Bassi, Emirati Arabi Uniti e India settentrionale.

Investire nell’oro blu: tecnologia e chimica sono i settori più promettenti

Il potenziale di sviluppo economico ha fatto moltiplicare le start up intelligenti dedicate a risolvere i problemi idrici del Pianeta. Tra i settori più vivaci c’è sicuramente quello della tecnologia applicata alla ricerca con aziende come l’americana Ecolab, che ha brevettato uno strumento capace di monitorare il rischio d’acqua, consentendo di individuare le aree più compromesse per carenza e qualità dell’acqua e ha consentito, per esempio, a un hotel a Pune, in India, di risparmiare 1,8 milioni di galloni d’acqua dolce all’anno.

L’innovazione oltre alla riduzione delle perdite, punta anche al miglioramento dell’irrigazione in agricoltura, per esempio, e al recupero energetico dalle acque reflue. A guidare il mercato delle start up di settore ci sono gli acceleratori come Ycombinator e ImagineH2O, che sono sempre alla ricerca di nuove tecnologie promettenti. Entrambi i gruppi hanno sede in California, una delle aree dove la siccità pluriennale seguita da inondazioni massicce ha spinto grandi investitori e imprese verso la ricerca di nuove soluzioni. Tra e ultime iniziative di ImagineH20 c’è Utilis, che utilizza immagini satellitari per rilevare le perdite nelle condotte idriche, Arable Labs, un produttore di sensori di colture e meteo e Triple Bottom Line Enterprises, un’applicazione per la progettazione di sistemi idrici a basso impatto.

Vene da Israele una delle innovazioni più promettenti che coniuga chimica e informatica: si chiama GENius e sembra un frigo dalle dimensioni contenute all’interno del quale avviene una reazione chimica che converte l’aria in acqua. La tecnologia applicata è definita Water-Gen e ricava dall’umidità dell’atmosfera 30 litri di acqua potabile al giorno. Arriverà sul mercato già nel 2018 in varie versioni e potrà avere dimensioni anche più grandi, per utilizzi commerciali e militari per esempio, con la capacità di generare fino a 6 mila litri ogni giorno. Il brevetto israeliano richiama da vicino il progetto etiope Warka Water, l’albero tecnologico che produce 100 litri di acqua al giorno potabile che è in funzione nell’area di Dorze. Anche in questo caso il sistema che sfrutta l’aria che produce acqua in odo naturale grazie all’escursione termica.

 

IDEE DI INVESTIMENTO

Secondo i dati elaborati da Citi Global Perspectives & Soluzioni (GPS) solo l’8% di acqua dolce viene utilizzato per il consumo umano. La maggior parte dell’acqua dolce viene utilizzata per agricoltura e per scopi industriali, come nelle industrie di estrazione, che comprendono petrolio e gas, potenza o miniera. Di conseguenza, lo stress dell’acqua non riguarda esclusivamente il consumo umano dell’acqua, ma anche l’agricoltura e l’industria che se andasse verso modelli più sostenibili porterebbe a un risparmio di acqua.
Secondo i membri del Comitato di consulenza della strategia di Pictet Water, il fondo azionario specializzato nel settore di Picet asset management, le società produttrici di petrolio e gas di scisto, per esempio, potrebbero ridurre nettamente il consumo di acqua dolce. «Se i gestori di pozzi renderanno più trasparenti i processi di produzione sarà possibile ridurre le barriere tecniche all’adozione di procedure per il riciclo dell’acqua» ha detto Arnaud Bisschop, gestore del fondo Pictet-Water. «I ricavi generati dal trattamento e dal riciclo delle acque reflue del fracking negli USA dovrebbero crescere del 30% annuo nei prossimi 10 anni. A fare la parte del leone saranno probabilmente le società che sviluppano sistemi di filtraggio, precipitazione chimica e dissalazione»
Oltre che a livello di imprese, l’altra grande sfida legata all’acqua è geografica. Sempre secondo Citi GPS ee si guarda alla distribuzione di acqua dolce in tutto il mondo, gli Usa hanno il 5% della popolazione mondiale, ma il 29% dell’acqua dolce disponibile, mentre l’Africa ha il 16% della popolazione mondiale, ma solo il 10% delle risorse idriche e l’Asia detiene il 60% della popolazione mondiale e ha solo il 33% delle risorse idriche. C’è una evidente sfida che circonda la domanda di acqua pulita e come fornirla adeguatamente.

Per investire sul mega trend legato all’acqua esistono sul mercato italiano diversi fondi specializzati nella ricerca di imprese che fanno dell’acqua il loro business (Categoria Morningstar: Azionari Settore Acqua). Ecco dove investono i migliori:

Dove investono i migliori gestori azionari settore acqua

ProdottiPerformanceSettore industria e diagnosticaSettore industria ingegneristica e costruzioniIndustria agricola e costruzioniIndustria innovazione e controllo inquinamentoIndustria scientifica e innovazione tecnologicaIndustria utilities e controllo acqua
YTD1y3y
MULTIPARTNER SICAV - RobecoSAM Sustainable Water Fund Classe B Eur11,29%12,83%14,92%16,13%3,91%0,89%2,96%1,23%11,20%
BNP Paribas Aqua I10,83%16,05%17,38%11,03%2,33%3,36%1,74%5,11%19,97%
Parvest Aqua C C8,97%13,95%14,85%11,02%2,45%3,25%2,44%5,02%19,66%
Swisscanto (LU) EF Glbl Water Inv JT EUR8,38%11,46%11,90%6,48%3,09%2,07%0,88%4,92%17,28%
Pictet-Water P EUR7,46%12,01%13,23%8,48%2,16%2,07%2,00%2,42%23,64%
Nella tabella, i fondi azionari settore acqua ordinati per rendimento da gennaio a ottobre 2017 e il peso dei settori più importanti in portafoglio. Fonte: Morningstar Direct. Dati in euro disponibili al 17 ottobre 2017.

L’offerta completa dei Fondi e SICAV è disponibile sul sito Online SIM.

Note

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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