Continua a crescere la digitalizzazione dei servizi in Italia. La prova viene dai numeri dell’avanzata del Cloud che, secondo le stime dall‘Osservatorio Cloud & Ict as a Service a cura della School of Management del Politecnico di Milano, nel 2017 avrà un incremento del 18% rispetto al 2016, pari a un valore di 1,978 miliardi di euro. Tra i settori più dinamici e più attenti alle nuove frontiere del cloud ci sono il manifatturiero che ha il peso maggiore (24%), seguito da bancario (20%), telco e media (15%), utility/ oil & gas (10%), altri servizi (10%). Completano il quadro PA e sanità (8%), grande distribuzione (8%) e l’assicurativo (5%).

Il boom del cloud  è già un macro trend di investimento anche se non tutti gli strumenti a disposizione godono della stessa popolarità tra gli utenti italiani. Alcuni servizi digitali come la Pec e le prenotazioni di visite mediche online sono diventati di uso comune, mentre l’uso del Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID), partito a marzo del 2016, è molto limitato anche all’interno della stessa Pubblica Amministrazione. Solo il 34% degli italiani dichiara di conoscerlo, secondo i dati raccolti nel Quaderno Agi/Censis 2017 – che raccoglie il parere di un campione rappresentativo di 2.000 italiani dai 18 agli 80 anni – dal titolo “Il dilemma digitale, gli italiani, l’innovazione e la PA digitale”.

Secondo il rapporto Agi/Censis la posta elettronica certificata, la firma digitale, la prenotazione di visite mediche e i sistemi per la dichiarazione dei redditi e per il pagamento di tasse e contributi online sono tutti servizi oramai entrati nel quotidiano con una penetrazione vicina al 70%. La firma digitale, in particolare, è lo strumento principe nei servizi di finanza digitale ed è usata per aprire un conto corrente, sottoscrivere un prestito o gestire un portafoglio di investimento, anche dal proprio smartphone o tablet.

La firma digitale consente di firmare, direttamente online, documenti e contratti, in formato digitale e con la stessa validità legale dei documenti sottoscritti con firma autografa su carta. La firma digitale è il risultato di una procedura informatica – detta validazione – che garantisce l’autenticità e l’integrità dei documenti informatici.

La firma digitale conferisce al documento informatico le seguenti caratteristiche:

  • autenticità: la firma digitale garantisce l’identità del sottoscrittore del documento;
  • integrità: la firma digitale assicura che il documento non sia stato modificato dopo la sottoscrizione;
  • non ripudio: la firma digitale attribuisce piena validità legale al documento, pertanto il documento non può essere ripudiato dal sottoscrittore.

Altre informazioni sulla firma digitale sono disponibili sul sito dell’AgID (Agenzia per l’Italia Digitale) della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

 

IDEE DI INVESTIMENTO

Anche Online SIM, nell’ambito di questo continuo rinnovamento tecnologico, ha deciso di mettere a disposizione dei propri clienti un sistema di firma digitale e ha scelto la Firma Elettronica Qualificata (FEQ) di InfoCert, leader del mercato italiano nei servizi di digitalizzazione e dematerializzazione e una delle principali Certification Authority a livello europeo.

La firma digitale di Online SIM è un servizio gratuito che consente al cliente di firmare digitalmente il contratto di apertura di un nuovo conto e tutti gli altri documenti dell’area riservata, evitando così di stampare carta ed eliminando le attese legate ai tempi di spedizione del contratto cartaceo.

Ecco come funziona la firma digitale di Online SIM:

  • Con la firma digitale l’apertura del conto è completamente online, anche da smartphone e tablet, dura pochi minuti ed è possibile allegare una foto del proprio documento d’identità e codice fiscale anche scattandola sul momento.
  • Per firmare in modo digitale il cliente sceglie un suo PIN personale e poi un codice usa e getta (OTP) viene inviato al numero di cellulare inserito dal cliente in fase di apertura conto.

Scopri di più sulla firma digitale di Online SIM.

Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.
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