Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è appena stato varato con un decreto legge dal governo Draghi e ha un’influenza su mercati e investimenti. All’interno del PNRR sono incluse importanti manovre per la finanza sostenibile: scopri come investire.

Cos’è il PNRR

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è il documento che il governo Draghi ha predisposto per illustrare alla Commissione Europea come l’Italia investirà in fondi che arriveranno nell’ambito del programma Next Generation EU. Ovvero lo strumento temporaneo pensato per stimolare la ripresa economica post Covid-19.

Nel pacchetto del Next Generation EU sono stati stanziati oltre 2.000 miliardi di euro per finanziare progetti che trasformino l’Europa in un continente più ecologico, digitale e resiliente. Dopo aver centrato i 51 obiettivi del 2021, nel primo semestre 2022 il governo Draghi si è dato 47 obiettivi da realizzare grazie ai 24,1 miliardi di finanziamenti in arrivo dall’UE. In totale l’Italia beneficerà di 235,12 miliardi di euro per finanziare l’intero PNRR.

Il PNRR è stato costruito seguendo le indicazioni della Commissione Europea che ha individuato tre macro aree di sviluppo: digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica e inclusione sociale. I progetti collegati alle tre macro aree sono diversi e spesso trasversali.

Per questo il PNRR è stato suddiviso in 6 missioni che tengono insieme i tanti progetti di investimento:

  • Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo
  • Rivoluzione verde e transizione ecologica
  • Infrastrutture per una mobilità sostenibile
  • Istruzione e ricerca
  • Coesione e inclusione
  • Salute

Il PNRR non è però solo gestione e impiego degli investimenti UE. Accanto ai progetti di investimento già individuati dal governo, il PNRR guida anche le riforme per modernizzare l’Italia da qui al 2026 e che sono una condizione necessaria per ottenere i finanziamenti UE.

All’interno del PNRR sono state indicate 4 direttrici per le riforme:

  • orizzontali o di contesto che riguardano misure d’interesse generale
  • abilitanti ovvero interventi funzionali per garantire l’attuazione del piano
  • settoriali che sono riferite a singole missioni o incidono su ambiti specifici
  • concorrenti che non sono strettamente collegate con l’attuazione del piano, ma sono necessarie per la modernizzazione dell’Italia (per esempio, la riforma del sistema fiscale)

Come il PNRR influisce su mercati e finanza

Il rilancio dell’economia italiana è il primo obiettivo del PNRR. Secondo i calcoli del governo, l’attuazione del Piano può portare ad una crescita potenziale dell’1,4% al termine del programma. Tra tutti i Paesi Europei, l’Italia è la principale beneficiaria dei finanziamenti comunitari con una dote di 191,5 miliardi di euro di fondi suddivisi tra sovvenzioni (68,9 miliardi) e prestiti (122,6 miliardi). A questi poi vanno aggiunti circa 13 miliardi di euro che arrivano dal programma Assistenza alla ripresa per la coesione e i territori d’Europa (React-Eu) e i 30,62 miliardi che il governo Draghi ha stanziato con un decreto legge.

La direzione degli investimenti ha un’influenza diretta anche su mercati e finanza:

  • La prima considerazione da fare è che il mercato italiano diventa un catalizzatore di investimenti
  • La seconda è che sono tanti i settori che ne possono beneficiare anche a livello globale

Vediamo come sono stati ripartiti i finanziamenti:

  • Per digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo sono stati stanziati 40,7 miliardi di euro
  • La rivoluzione verde e transizione ecologica hanno ottenuto il maggiore finanziamento del piano pari a circa 60 miliardi di euro
  • Per modernizzare le infrastrutture e spingere una mobilità sostenibile sono stati stanziati 25 miliardi di euro
  • Il capitolo istruzione e ricerca ha ottenuto 31 miliardi di euro
  • Per spingere su coesione e inclusione ci sono quasi 20 miliardi di euro
  • Per salute sono stati previsti 15 miliardi di euro

Quali sono i settori di mercato che in Italia beneficeranno del PNRR secondo l’analisi di Equita Sim:

  • energia e rinnovabili (solare, eolico, idrogeno) e utilities (gas, acqua e rifiuti) che sono spinte anche dalla rivoluzione verde anche in vista dell’obiettivo zero emissioni previsto per il 2050
  • un grande catalizzatore di fondi pubblici è il settore digitale che comprende non solo la Rete, ma anche nuovi sistemi di pagamento e il settore finanza. L’ammodernamento della pubblica amministrazione e ambiti nuovi come l’economia circolare e la space economy
  • da tenere d’occhio sul mercato anche il settore delle infrastrutture che guida sia la transizione energetica sia quella digitale
  • gli investimenti in formazione e cultura possono fare bene al settore dell’editoria

Come investire nell’epoca del PNRR

A ciascuna missione sono collegati diversi settori e megatrend di investimento che guidano l’economia sostenibile. I settori più impattati sono quelli legati a transizione ecologica, digitalizzazione, economia circolare e infrastrutture.

Per investire sulla crescita dell’economia italiana spinta dal PNRR la scelta migliore è un fondo azionario Italia.

Ecco i migliori fondi azionari Italia per rendimento a tre anni presenti sulla piattaforma di Online SIM:

  • Algebris Core Italy Fund Classe R Eur Acc investe prevalentemente in titoli azionari di società italiane, concentrandosi sul segmento di mercato a piccola e media capitalizzazione. A tre anni rende il 21,62% (dati Morningstar aggiornati a febbraio 2022). Lanciato nel 2017, il fondo detiene beni industriali, tecnologia e finanza come primi settori in portafoglio.

Algebris Core Italy Fund Classe R Eur Acc

  • Acomea PMITALIA ESG partito nel 1992 e di recente rinominato in chiave ESG il fondo investe in piccole e medie imprese italiane. Rende il 16,42% a tre anni (dati Morningstar aggiornati a febbraio 2022). Beni industriali, finanza e beni di consumo ciclici sono i primi settori in portafoglio.

Acomea PMITALIA ESG

  • Fidelity Italy Fund E Acc lanciato nel 2007 il fondo investe prevalentemente nei settori finanza, beni di consumo ciclici e utilities. Rende il 14,92% a tre anni (dati Morningstar aggiornati a febbraio 2022).

Fidelity Italy Fund E Acc

  • Lemanik Sicav High Growth Cap Retail Eur rende il 14,52% a tre anni (dati Morningstar aggiornati a febbraio 2022). Finanza, beni industriali, tecnologia e beni di consumo ciclici sono equamente pesati in portafoglio.

Lemanik Sicav High Growth Cap Retail Eur

  • Eurizon Azioni Italia lanciato nel 1994 il fondo investe prevalentemente nei settori finanza, beni di consumo ciclici e utilities. Rende il 14,2% a tre anni (dati Morningstar aggiornati a febbraio 2022).

Eurizon Azioni Italia

Credit Suisse (Lux) Copernicus Italy Equity Fund Classe B EUR Acc

  • Anima Italia Classe A rende l’11,97% a tre anni (dati Morningstar aggiornati a febbraio 2022). Partito nel 1995, il fondo investe prevalentemente nei settori finanza, utilities e beni di consumo ciclici.

Anima Italia Classe A

  • Axa Wf Framlington Italy A Acc lanciato nel 1997 il fondo investe prevalentemente nei settori finanza, beni industriali e utilities. Rende l’11,22% a tre anni (dati Morningstar aggiornati a febbraio 2022).

Axa Wf Framlington Italy A Acc

Per investire invece sui settori più impattati dal PNNR puntando alla massima diversificazione a livello globale abbiamo selezionato i migliori fondi settoriali tematici per rendimento a tre anni (Categoria Morningstar Settori Ecologia; Energie alternative; Infrastrutture) presenti sulla piattaforma di Online SIM:

  • BGF Sustainable Energy Fund Class E2 EUR è un fondo azionario internazionale focalizzato sulla transizione energetica e ha un rendimento a tre anni del 23,38% (dati Morningstar aggiornati a gennaio 2022). Investe a livello globale almeno il 70% del patrimonio in azioni di società operanti nel settore delle energie alternative e tecnologiche.

BGF Sustainable Energy Fund Class E2 EUR

  • Nordea 1 – Global Climate and Environment Fund Classe BP Eur ha un rendimento del 22,41% a tre anni (dati Morningstar aggiornati a febbraio 2022). Il fondo a vocazione ecologica con un occhio attento all’economia circolare investe a livello globale su società che si prevede beneficeranno, direttamente o indirettamente, dell’evoluzione delle problematiche ambientali, tra cui i cambiamenti climatici.

Nordea 1 – Global Climate and Environment Fund Classe BP Eur

  • Pictet – Clean Energy Classe R Eur ha un rendimento a tre anni del 21,88% (dati Morningstar aggiornati a febbraio 2022). Investe in società di tutto il mondo che contribuiscono e beneficiano della transizione a livello globale verso una produzione e un consumo di energia meno basati sulle energie fossili.

Pictet – Clean Energy Classe R Eur

Vontobel Fund - Clean Technology Classe B EUR

  • Schroder ISF Global Climate Change Equity Classe B USD Acc è un fondo azionario globale che ha una vocazione ecologica e investe in aziende che beneficeranno degli sforzi volti a contenere o limitare l’effetto delle variazioni climatiche globali. A tre anni rende il 20,41% (dati Morningstar aggiornati a febbraio 2022).

Schroder ISF Global Climate Change Equity Classe B USD Acc

M&G (Lux) Global Listed Infrastructure Fund Classe A Eur Acc

  • DWS Invest Global Infrastructure NC è un fondo azionario internazionale che investe prevalentemente in società del settore infrastrutture globali. Il fondo rende il 10,31% a tre anni (dati Morningstar aggiornati a febbraio 2022).

DWS Invest Global Infrastructure NC

Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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