Il cambiamento climatico minaccia seriamente almeno il 36% di quattro colture che sono fondamentali per l’alimentazione dell’uomo (riso, mais, grano e soia) e una diminuzione della produzione è una forte minaccia perché servirà più cibo per sfamare la popolazione mondiale che, sempre secondo i calcoli delle Nazioni Unite, è destinata a superare i 10 miliardi di persone entro il 2050.

Per tenere il passo con la crescita della popolazione, le Nazioni Unite stimano che l’approvvigionamento alimentare globale dovrà aumentare del 50% rispetto al volume attuale per soddisfare la domanda prevista.

Trovare una strada sostenibile per cambiare l’agricoltura è, quindi, necessario per salvare il Pianeta. Si tratta del punto 2 dei 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile SDGs dellAgenda 2030 che indica come l’agricoltura, la silvicoltura e la pesca possono garantire cibo per tutti e generare redditi adeguati, grazie a un diverso sviluppo rurale centrato sulle persone e che salvaguardi anche l’ambiente.

Al centro della trasformazione del settore agricolo c’è il tema della biodiversità che il Pianeta sta perdendo. Non c’è una soluzione unica per risolvere il problema ma ci sono tante risposte che messe insieme possono far raggiungere l’obiettivo di emissioni zero per il settore agricolo.

Secondo l’analisi di Morgan Stanley e Pictet Asset Management, alcuni punti chiave sono driver del cambiamento e del megatrend di investimento legato all’agricoltura e ai comportamenti alimentari delle persone.

  • Modificare il sistema dei semi. Il primo punto da cui partire è il seme da cui si generano i prodotti alimentari agricoli. Il mercato dei semi è fortemente concentrato e in mano a pochi, per diventare più sostenibile dovrebbe essere allargato anche ai piccoli produttori su scala mondiale. L’innovazione delle sementi ha guidato la maggior parte dei miglioramenti della produzione agricola negli ultimi 30 anni, un modello che probabilmente continuerà.
  • L’affermarsi di modelli di agricoltura verticale. Coltivare verticalmente, in un ambiente controllato, diminuisce o annulla l’uso di pesticidi oltre a utilizzare molto meno spazio e acqua rispetto all’agricoltura tradizionale. Secondo i calcoli di Morgan Stanley, questo segmento potrebbe crescere del 25% all’anno nel prossimo decennio, limitandosi però a colture di alto valore, come verdure a foglia verde e fragole.
  • Nuovi modelli nutrizionali. Attualmente assistiamo a un cambio generazionale nel comportamento dei consumatori e nel modo in cui i prodotti alimentari vengono immessi sul mercato. Secondo l’analisi di Pictet Asset Management, ci sono tre driver: la domanda di cibi più salutari, cibi più nutrienti ed innovazione tecnologica nella produzione. In questo trend si inserisce, per esempio, il cibo biologico, che potrebbe crescere del 6% all’anno tra il 2020 e il 2030 e nuovi alimenti proteici alternativi che potrebbero valere più di 80 miliardi di dollari entro il 2030. Tra questi ci sono gli hamburger a base vegetale che producono circa il 90% in meno di emissioni di gas serra e richiedono il 99% in meno di acqua rispetto ai loro equivalenti di carne; il latte di soia, mandorle e riso.
  • I Big Data aumentano la produzione. L’agricoltura di precisione, che utilizza la tecnologia e i dati per ottimizzare l’efficienza e la produttività dell’agricoltura, può anche essere la chiave per rese più elevate e un sistema alimentare più sostenibile. Può comprendere un’ampia gamma di approcci, inclusi dati satellitari, droni, sensori, automazione e robotica. Già oggi ci sono contadini robot, ma si sta facendo strada anche la tecnica di coltivazione dove non c’è bisogno di usare il terreno. Meno terreno coltivabile, più bocche da sfamare. Una spinta importante alla base dell’aumento della coltivazione fuori suolo è la diminuzione del terreno coltivabile. Un altro esempio virtuoso è l’acquacoltura, che potrebbe soddisfare la crescente domanda di prodotti ittici, guidata dalla crescita della popolazione e dall’aumento del consumo di pesce pro capite. In effetti, l’acquacoltura fornisce già più della metà di tutto il pesce consumato a livello globale.

IDEE DI INVESTIMENTO

Il tema della conservazione della biodiversità è fondamentale sulla strada del cambiamento dei sistemi produttivi dell’agricoltura. Secondo l’analisi FAO, il 95% della domanda di cibo a livello globale oggi dipende da 30 colture e di queste tre (mais, frumento e riso) le più minacciate dal cambiamento climatico costituiscono il 60% del fabbisogno calorico alimentare a livello globale. Questo impoverimento delle colture è dovuto ai modelli di iperspecializzazione dell’agricoltura che sono stati seguiti fin qui e che, se non verranno modificati, abbatteranno di un altro 25% la biodiversità del Pianeta entro il 2050.

Per puntare sulla trasformazione del settore agricolo ci sono sul mercato fondi azionari specializzati (Categoria Morningstar Azionari Settore Agricoltura) presenti sulla piattaforma di Online Sim

  • BGF Nutrition Fund Classe E2 EUR è un azionario tematico che investe in azioni emesse da società operanti nella catena del valore del settore agricolo. Il Comparto predilige società operanti nella produzione, nell’imballaggio, nella fornitura e nella fabbricazione di attrezzature agricole. Nato nel 2009, il fondo rende il 16,25% a un anno secondo dati Morningstar aggiornati a febbraio 2021. Beni di consumo e materie prime sono i primi settori in portafoglio, gli Stati Uniti pesano per oltre il 43% in portafoglio.
  • Pictet – Nutrition Classe R Eur è un azionario internazionale che investe in azioni di società agricole (prodotti chimici per l’agricoltura, attrezzature e infrastrutture, prodotti agricoli e alimenti, combustibili biologici, scienze delle colture, terreni agricoli e forestali). Nato nel 2010, il fondo rende il 12,87% a un anno secondo dati Morningstar aggiornati a febbraio 2021. Beni di consumo e materie prime sono i primi settori in portafoglio, gli Stati Uniti pesano per oltre il 45% in portafoglio.
  • DPAM INVEST B Equities Sustainable Food Trends è un azionario internazionale che investe in imprese direttamente o indirettamente impegnate nella catena di produzione e distribuzione del settore agroalimentare e di altri settori connessi e selezionate sulla base di criteri ambientali, sociali e di governance (ESG). Nato nel 2007, il fondo rende il 10,66% a un anno secondo dati Morningstar aggiornati a febbraio 2021. Beni di consumo e materie prime sono i primi settori in portafoglio, geograficamente è ripartito in maniera equa tra America ed Europa.

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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