L’evoluzione tecnologica sembra essere molto più veloce dell’evoluzione biologica, perché i vicoli ciechi vengono eliminati molto più velocemente. Per Juergen Schmidhuber, scienziato e filosofo tedesco e direttore dell’Istituto di Intelligenza Artificiale di Lugano e del Laboratorio di Robotica Cognitiva dell’Università di Monaco, il conto alla rovescia per vedere lo sviluppo di un’intelligenza artificiale “umana” è già partito e dovremo aspettare solo qualche decennio. Per lo scienziato considerato uno dei padri dell’intelligenza artificiale europea prima si dovrà passare da un’intelligenza artificiale a livello animale poi, quando il confine si sposterà fino all’uomo, le applicazioni saranno davvero illimitate. Il futuro dell’intelligenza artificiale è già qui per la scienza, perché i sistemi di elaborazione quantistica e neuromorfica stanno aprendo la strada alla prossima generazione di intelligenza artificiale, e avranno la capacità di rimodellare il business nei prossimi 50 anni.

L’evoluzione si chiama computing neuromorfico ed è il frutto di lunghi anni di un lavoro ingegneristico che punta alla creazione di un chip che abbia le capacità del cervello umano con una velocità simile. L’obiettivo è che il chip funzioni esattamente come un neurone potenziato e in grado di risolvere problemi complessi. Questo apre la strada ad una nuova era per l’intelligenza artificiale che, secondo l’analisi di Morgan Stanley, non è più basata su macchine sempre più potenti, ma su macchine che siano in grado di processare un’enorme quantità di dati per imparare, adattarsi, evolversi e pensare proprio come il cervello umano. Il primo passo di questa evoluzione è stato lo spostamento dell’informatica quantistica nel cloud, ora la nuova frontiera è il calcolo neuromorfico che dovrebbe aiutare le macchine ad apprendere e pensare. A guidare il processo di trasformazione non è più solo l’innovazione tecnologica: sono la fisica e la biologia che danno nuovi strumenti all’intelligenza artificiale, all’Internet delle Cose e alla robotica.

I primi settori in cui il computing neumorfico si svilupperà, secondo Morgan Stanley, saranno quelli delle macchine che potranno eseguire operazioni senza un intervento umano (veicoli autonomi, assistenti personali e droni), mentre il passo successivo sarà aumentare le capacità umane, usando le macchine per risolvere problemi difficili, per esempio nell’ambito delle diagnosi mediche. Tutto questo processo ha un valore economico importante: secondo le stime dalla società di consulenza Grand View Research, il mercato dell’informatica neuromorfica potrà arrivare a valere 6,5 miliardi di dollari entro il 2024 (contro i 2,9 miliardi nel 2020) e sarà trainato in primo luogo dall’elaborazione delle immagini, che rappresenterà la quota maggiore di applicazioni per fatturato, e dai chip neuromorfici.

IDEE DI INVESTIMENTO

Mentre la pandemia ha indubbiamente gettato un’ombra sulle prospettive immediate di crescita dell’economia, i trend globali e duraturi, come l’Intelligenza artificiale, hanno subito un’accelerazione. Tra i trend in ascesa c’è il cloud computing che, secondo l’analisi di Columbia Threadneedle Investments, è al centro del processo di una trasformazione globale che ha ancora molta strada da percorrere. I servizi cloud sono un settore in rapida espansione che, in definitiva, creerà un mercato globale molto più grande di quello attualmente esistente. Gli enormi investimenti di capitale necessari per raggiungere una scala efficiente in questo settore contribuiscono a consolidare il vantaggio degli operatori dominanti, tra cui Amazon, Microsoft, Alibaba e Google. Lo sviluppo del cloud computing anche legato alle nuove frontiere dell’intelligenza artificiale è uno dei trend secolari della tecnologia individuati anche da Bnp Paribas Asset Management. Accanto al cloud ci sono: lavoro agile o smart working; intrattenimento on demand; assistenza sanitaria da remoto; e-commerce e pagamenti digitali; automazione (software, robot fisici).

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Note

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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