L’Europa dà, l’Europa toglie. In una sola settimana Jeff Bezos, fondatore di Amazon, ha incassato un vittoria e una sconfitta nel Vecchio Continente. La sconfitta è la nuova indagine Antitrust Ue sul sistema di vendita degli ebook che punta il dito su alcune clausole incluse nei contratti che Amazon stipula con gli editori: si sospetta possano creare problemi di concorrenza sul mercato, riducendo la possibilità di scelta dei consumatori. L’indagine è arrivata a pochi giorni dalla vittoria: la decisione presa in Europa al G7 di Elamu in Baviera dove i Paesi più industrializzati hanno trovato un accordo di massima sul miglioramento del clima del pianeta, grazie alla riduzione delle emissioni.

 Tale decisione dà una spinta al settore delle energie rinnovabili che è un pallino per Bezos. Tanto che Amazon ha annunciato una collaborazione con Community Energy Inc., per costruire e gestire Amazon Solar Farm US East, un parco solare da 80 MW, nella contea di Accomack, in Virginia. La produzione prevista – circa 170.000 MWh ogni anno a partire da ottobre 2016 – copre più o meno il fabbisogno di 15.000 abitazioni americane e sarà la più grande nello stato della Virginia.

E la scelta di Bezos non è isolata. Anche Ikea ha deciso di investire un miliardo di dollari in rinnovabili e difesa dal cambiamento climatico: investirà 600 milioni di euro in solare ed eolico (e 400 milioni in aiuti alle popolazioni colpite da eventi climatici estremi). Dal 2009 Ikea ha già investito 1,5 miliardi in progetti mirati a rendere il gruppo indipendente dal punto di vista energetico. In questi anni ha già firmato contratti per gestire 314 turbine eoliche e 700 mila pannelli solari.

 

IDEE DI INVESTIMENTO

Per seguire l’esempio di Amazon e Ikea, che hanno deciso di diversificare nel settore delle energie pulite, sono tanti i fondi specializzati in energie rinnovabili (Categoria Morningstar: azionari energie rinnovabili). Ecco cosa hanno in portafoglio i primi 5 per rendimento a tre anni:

  • Pictet – Clean Energy Classe R Eur è un azionario specializzato in energia con un portafoglio globale. Rende il 18,50% a tre anni il fondo è gestito da Xavier Chollet e da Luciano Diana. L’obiettivo è acquistare azioni di società che contribuiscono o beneficiano della minore produzione e consumo di energie fossili. I settori più presenti in portafoglio sono: Tecnologia (32%), Utilities (25%) e Industria (18%). L’America è il primo mercato (61%), ma almeno due terzi del fondo sono investiti in titoli di altri Paesi.
  • Bgf New Energy Fund Eur Classe E2 è gestito da Poppy Allonby e a tre anni rende il 15,7%. E’ un azionario globale con una forte specializzazione su energie alternative e tecnologia. Industria (27%, utilities (22%) e materie prime (21%) sono i settori più rappresentati. Area euro (37%) e America (27%) sono i Paesi guida seguiti dall’Europa non euro (12%).
  • Vontobel fund New Power C a tre anni rende il 14,51%. Il fondo è un azionario globale gestito da Pascal Dudle e punta su titoli di Industria (36%), tecnologia (28%) e Utilities (16%).
    America ed Europa quasi si equivalgono in portafoglio e pesano rispettivamente il 35% e il 29%, ma anche l’Asia ha un peso importante (12%).
  • Jb Ef Energy Transition Fund Eur Classe B alla guida del fondo c’è Roberto Cominotto che investe parte del portafoglio anche in energia “tradizionale” e atre anni rende il 12,3%. I settori più presenti sono: Industria (32%), tecnologia (27%) e Utilities (20%). America (33%) e Canada (23%) sono i Paesi più pesanti seguiti da Europa area euro (20%).
  • Robecosam Smart Energy Fund-eur Classe B Energie rinnovabili, gas naturale ed efficienza energetica sono i temi che il fondo azionario globale gestito da Thiemo Lang. A 3 anni rende il 9,27%. Tecnologia (47%), utilities (24%) e Industria (18%) sono i settori più forti. A livello geografico, America (38%) ed Europa euro (14%) sono i Paesi più forti, ma anche il Giappone (12%) ha un ruolo rilevante.

    Note

    Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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