Il 2016 dei mercati finanziari si è appena concluso e il bilancio analitico di ciò che è accaduto, come per ogni esperienza umana, aiuta a razionalizzare un bagaglio di esperienze e conoscenze che fornisce validi strumenti per affrontare il 2017.

Di seguito analizziamo e sintetizziamo il 2016 in una serie di tabelle, con dati aggiornati al 29/12/2016. I dati di rischio e rendimento decretano i migliori e i peggiori asset e fondi dell’anno. Tra i vincitori oro, Brasile, Russia, Stati Uniti e petrolio. Ad archiviare il 2016 come un anno nero troviamo invece biotecnologie, finanza, sterlina inglese, l’azionario italiano e quello cinese.

Bilancio 2016 - I miglior indici azionari

IndicePerformance 2016Volatilità
Azionari Metalli e Minerali79,97%27,80%
Azionari Russia78,55%21,65%
Azionari Brasile66,17%29,73%
Azionari Europa (Mercati emergenti)36,46%15,81%
Azionari Risorse Naturali (Energia e Materie Prime)34,84%16,72%
Nella tabella, i mercati che hanno reso d più da gennaio a dicembre 2016. Fonte: Fida.

Il 2016 ha avuto inizio con gravi correzioni aventi epicentro in Cina: tornano subito alla mente i timori di un rallentamento del gigante asiatico nonché di un possibile scoppio della bolla azionaria e la conseguente corsa all’oro, bene rifugio per eccellenza.

Bilancio 2016 - I peggiori indici azionari

IndicePerformance 2016Volatilità
Azionari Biotecnologia-11,04%24,33%
Azionari Farmaceutico e Sanitario-6,48%14,59%
Azionari Finanza Europa-5,64%31,82%
Azionari Regno Unito Large e Mid-2,92%21,41%
Azionari Regno Unito Mid e Small -2,70%21,14%
Nella tabella, i peggiori indici azionari da gennaio a dicembre 2016. Fonte: Fida.

Il rimbalzo di metà febbraio ha ridato fiducia agli operatori, che hanno però dovuto attendere gli appuntamenti con le banche centrali di metà marzo per tirare un sospiro di sollievo e archiviare un inizio anno a dir poco catastrofico.

Bilancio 2016 - I migliori indici obbligazionari

IndicePerformance 2016Volatilità
Obbligazionari America Latina30,33%13,76%
Obbligazionari Usa Corporate High Yield17,46%8,12%
Obbligazionari Globali (Mercati Sviluppati) Corporate High Yield13,43%6,24%
Obbligazionari Aud H13,00%12,70%
Obbligazionari Globali (Mer Emergenti e Sviluppati) Corp e Government e High Yield12,79%5,87%
Nella tabella, i migliori indici obbligazionari da gennaio a dicembre 2016. Fonte: Fida.

Durante la primavera la debolezza dell’Asia, i ribassi del petrolio, il terrorismo e l’aggravarsi della guerra in Siria hanno fatto ripiombare i mercati in quell’incertezza che ha dominato gran parte dell’anno. Anche l’avvicinarsi del referendum su Brexit ha contribuito a fomentare la volatilità, della quale ha beneficiato notevolmente l’oro.

Bilancio 2016 - I peggiori indici obbligazionari

IndicePerformance 2016Volatilità
Obbligazionari Sterlina Corporate e Government-5,79%10,45%
Obbligazionari Sterlina Government-3,87%10,94%
Obbligazionari Euro Hedged Renminbi Cinese-3,53%3,50%
Obbligazionari Corona Svedese-2,72%5,08%
Obbligazionari Euro Asset e Mortgage Backed-0,48%0,55%
Nella tabella, i peggiori indici obbligazionari da gennaio a dicembre 2016. Fonte: Fida.

Tutto sommato, marzo e aprile sono trascorsi senza i crolli disastrosi assaggiati a inizio anno, né i forti e duraturi rialzi auspicati dagli investitori rimasti a mercato nonostante le condizioni avverse. Il contesto ha così indotto molti a ridurre l’esposizione al rischio di mercato, alleggerendo i portafogli e riposizionandosi su obbligazioni con merito creditizio più alto e titoli dei leader di settore.

Bilancio 2016 - I migliori indici settoriali

IndiciPerformanceVolatilità
Azionari Metalli e Minerali79,97%27,80%
Azionari Metalli Preziosi e Minerali48,12%33,31%
Azionari Risorse Naturali (Energia e Materie Prime)34,84%16,72%
Azionari Energia33,11%21,07%
Azionari Materie Prime e Chimiche25,62%14,53%
Nella tabella, i migliori indici settoriali da gennaio a dicembre 2016. Fonte: Fida.

A maggio le tendenze dei sondaggi hanno d’un tratto fatto apparire Brexit come un’eventualità non più così remota, ed allo stesso tempo i dati economici in miglioramento facevano sentire odore di rialzo dei tassi sul dollaro. Lo scenario contrastante ha impedito agli investitori di affrontare i mercati con entusiasmo e fiducia, per cui alle prime impennate dei prezzi arrivavano le conseguenti prese di profitto a raffreddare gli animi.

Bilancio 2016 - I peggiori indici settoriali

IndicePerformance 2016Volatilità
Azionari Biotecnologia-11,58%24,29%
Azionari Farmaceutico e Sanitario-6,48%14,59%
Azionari Finanza (Europa)5,81%31,76%
Azionari Immobiliare (Europa)-0,97%15,93%
Azionari Italia (Europa)2,92%19,77%
Nella tabella, i peggiori indici settoriali da gennaio a dicembre 2016. Fonte: Fida.

Con Brexit è iniziata la serie di eventi politici che ha catalizzato l’attenzione durante l’anno. L’uscita inaspettata del Regno Unito ha avuto pesanti ripercussioni su tutti i listini, Milano in prima linea, con la sua pesante esposizione al settore finanziario. Ed è stata subito corsa all’oro, ai government bond statunitensi, al Franco svizzero e allo Yen.

Durante l’estate gli indici americani si sono spinti a segnare nuovi massimi storici, la BoJ ha sviluppato nuove strategie di politica monetaria per contrastare l’apprezzamento dello Yen. Stati Uniti e dollaro hanno rappresentato più che mai la motrice dei listini mondiali, con l’Europa segnata dalla piaga del terrorismo e della crisi umanitaria e il Giappone in stagnazione.

Bilancio 2016 - Le valute

IndicePerformance 2016Volatilità
Euro - Dollaro Usa-3,65%8,11%
Euro - Sterlina Inglese16,15%12,27%
Euro - Yen Giapponese-6,47%12,24%
Euro - Franco Svizzero-1,37%4,70%
Euro - Rublo Russo-19,70%20,01%
Nella tabella, l'andamento dell'euro contro le principali valute da gennaio a dicembre 2016.

A fine agosto Jackson Hole ha richiamato l’attenzione sulla possibilità del rialzo dei tassi Usa, pur rimandando la manovra. La conferma da parte della Fed del miglioramento dell’impostazione dell’economia Usa ha tuttavia contribuito a dare serenità ai mercati che erano ormai prossimi a livelli chiave: durante i primi di settembre l’Euro Stoxx 50 ha confermato in rialzo dai minimi di fine giugno, i listini americani hanno continuato a stazionare sui massimi, la sterlina si era stabilizzata e l’oro raffreddato.

L’autunno è ancora fresco nella memoria e non occorre ripercorrere le tappe che hanno segnato le elezioni presidenziali negli Usa, il secondo evento politico che ci ha allenati per affrontare i numerosi appuntamenti elettorali che si terranno nel corso del 2017 in Europa.

 

Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Luca Lodi

Luca Lodi

Head of R&D di FIDA, Finanza Dati Analisi, coordina le attività di ricerca-sviluppo e formazione del gruppo (FIDAmind). Sviluppa metodologie quantitative per l'analisi di portafoglio, di strumenti e mercati finanziari. Negli anni precedenti ha collaborato con ADB S.p.A occupandosi della gestione del settore Banche Dati e dell’Uffico Studi. Giornalista pubblicista collabora con testate editoriali.

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