Meglio un’azione oppure un’obbligazione? Meglio un fondo specializzato su un settore specifico oppure un prodotto che investe in un’area geografica definita? Rispondere a queste domande significa aver compreso cosa vuol dire costruire una corretta asset allocation del portafoglio di investimento.
L’asset allocation è un concetto chiave che aiuta nella diversificazione dei propri investimenti, dando la possibilità di suddividere il portafoglio in tanti spicchi che sono rappresentati da diverse classi di investimento e da prodotti (fondi comuni, azioni, obbligazioni, liquidità e così via). L’obiettivo è massimizzare il rendimento, tenendo conto del proprio grado di rischio, cercando di evitare sovrapposizioni tra classi di investimento e prodotti che possono essere strettamente correlati tra loro.

Ecco cosa imparerai sull’asset allocation:

Come scegliere le classi di investimento

La prima cosa da valutare per costruire una corretta asset allocation è comprendere quale sia l’universo di soluzioni che si hanno a disposizione, le cosiddette classi di investimento. Le principali classi di investimento sono: azioni, obbligazioni, liquidità e immobili che vengono combinate dai gestori nella costruzione di un fondo comune. Ad ogni classe di investimento corrispondono vantaggi e rischi e combinarli nella giusta dose consente la miglior diversificazione e un’asset allocation ottimale. La ragione è semplice: ogni classe di investimento ha un comportamento diverso all’interno di un portafoglio – per esempio, le azioni rendono più della liquidità.
Non esiste una classe di investimento che vada a bene a priori per un investitore. Per ognuna esiste il tempo giusto in cui investire in un determinato periodo della propria vita, in base al rischio che si è in grado di sostenere, all’obiettivo che si vuole raggiungere e alla durata del proprio investimento.

Come valutare il rischio

La seconda cosa da valutare per costruire una corretta asset allocation è misurare la personale propensione al rischio. Si tratta della parte più difficile perché ogni investitore ha tanti profili di rischio che si modificano nel tempo anche in base agli obiettivi e alla durata dell’investimento. Una volta definito il proprio grado di rischio, bisogna calibrare il portafoglio in base a due concetti chiave che influenzano tutti gli investimenti:

  • il rischio sistemico, ovvero il rischio di mercato, che è associato alla variazione di fattori macroeconomici come il Prodotto Interno lordo (PIL), l’inflazione e l’andamento dell’occupazione.
  • il rischio specifico che è collegato a un singolo titolo, azionario oppure obbligazionario.

Sia il rischio sistemico, sia quello specifico possono essere ridotti e in qualche caso annullati con un’adeguata diversificazione che porti a compensare rendimenti negativi e positivi. Per misurare il rischio di portafoglio lo strumento più utile è il Value at Risk (VAR) che indica qual è la massima perdita che un investitore può sopportare investendo senza che questo comporti un impatto negativo sulla propria vita.
Di fatto, il VAR misura la performance dell’investimento in base a due parametri:

  • l’orizzonte temporale, ovvero il tempo entro cui si vuole calcolare una potenziale perdita
  • la probabilità che, in base a indicatori analitici, possano verificarsi le condizioni di mercato perché si arrivi alla massima perdita

Il VAR è espresso con un numero negativo e rappresenta un’alert per gli investitori che vogliono tenere sotto controllo il portafoglio e calibrare la propria asset allocation.

Le differenze tra asset allocation strategica, tattica e dinamica

Il terzo fattore chiave per una corretta asset allocation è che, una volta stabilito il livello di propensione al rischio in base a obiettivi e durata dell’investimento, si può cominciare a costruire il portafoglio con i singoli strumenti (fondi comuni, azioni, obbligazioni, liquidità e così via). L’asset allocation è il mezzo per una corretta pianificazione finanziaria secondo la teoria del Modern Portfolio Theory (MPT), elaborata oltre 60 anni fa da Harry Markowitz , che punta alla definizione di un portafoglio efficiente. Questo è il momento delle scelte di investimento che devono essere fatte anche in base all’età dell’investitore: ai più giovani di solito si raccomanda una selezione di prodotti più aggressivi, come i fondi azionari, e un orizzonte temporale più lungo, mentre chi è più avanti con gli anni e ha l’obiettivo di conservazione del capitale, si può orientare su un portafoglio bilanciato.

Prima di prendere una decisione, bisogna anche tenere in considerazione l’obiettivo per cui si investe e il tempo necessario per raggiungerlo. E questo comporta anche una scelta di campo per la costruzione della propria asset allocation che può essere diversa a seconda dell’obiettivo e della durata.

Possiamo trovare diverse strategie di asset allocation per costruire un portafoglio:

  • Si parla di asset allocation strategica, che è anche nota come passiva, che ha come obiettivo la replica di un indice di riferimento di mercato, il cosiddetto benchmark, azionario oppure obbligazionario. Il portafoglio è molto diversificato e non c’è alcuna velleità di inseguire i trend di mercato o di fare market timing, ovvero di aggiustare il portafoglio in corsa. L’orizzonte temporale più adatto per questo tipo di asset allocation è medio-lungo.
  • Esiste poi un’asset allocation tattica, che è anche nota come attiva, che punta a battere il benchmark per realizzare una extra performance. In questo caso il market timing è la tecnica guida per il portafoglio ed è effettuato con il sovrappeso o il sottopeso di alcuni titoli, e l’acquisto con stock picking, ovvero l’analisi e la selezione secondo l’analisi tecnica e fondamentale di asset ritenuti migliori. L’orizzonte temporale più adatto per l’asset allocation tattica è di breve termine, per sfruttare le asimmetrie del mercato.
  • Non è da sottovalutare anche un’asset allocation dinamica che segue regole predeterminate di movimentazione di portafoglio legate alle variazioni di mercato. In questo caso si fissano delle regole e degli alert che movimentano il portafoglio in basse alle salite e alle discese del mercato. L’orizzonte temporale consigliato è di medio-lungo periodo.

La composizione di portafoglio

Il quarto fattore da tenere in considerazione, una volta definita la strategia di allocation, è la composizione di portafoglio che viene effettuata tenendo conto dei parametri caratteristici delle diverse strategie. Per esempio:

  • Il benchmark è utilizzato nell’asset allocation strategica e, a seconda del prodotto scelto, rappresenta il parametro di riferimento a cui tende la performance di portafoglio. Per esempio, se si sceglie di mettere in portafoglio un fondo azionario globale, il benchmark di riferimento è l’indice MSCI World e su questo parametro si ottimizza il portafoglio.
  • Per l’asset allocation tattica, oltre al benchmark che in questo caso è da battere, si utilizzano l’analisi tecnica, ovvero lo studio dell’andamento dei prezzi dei mercati finanziari per prevederne le tendenze future, attraverso metodi grafici e statistici, e anche l’analisi fondamentale, per prendere le decisioni di investimento.

Per tutte e scelte strategiche di asset allocation è effettuata un’analisi ulteriore per selezionare i singoli prodotti da mettere in portafoglio. Ci sono diversi tipi di approccio analitico:

  • L’approccio Top-down guida l’asset allocation che parte da una considerazione generale, per esempio un mercato azionario di riferimento, e arriva alla selezione del particolare, ovvero un singolo fondo comune o titolo. In questo modo si parte da un’area geografica per arrivare poi a un settore e ai singoli titoli dando il giusto peso in portafoglio.
  • L’approccio Bottom-up, al contrario, parte dal particolare, ovvero un singolo mercato o fondo o titolo, e costruisce l’asset allocation per mattoncini che hanno le prospettive migliori a prescindere dal contesto generale.
  • Si può anche utilizzare un approccio misto con un asset allocation dinamica che mette insieme una selezione Top-down e Bottom-up. In questo caso a guidare è l’obiettivo di rendimento e la massimizzazione del profitto, lasciando, per esempio, mano libera al gestore di un fondo nella selezione dei titoli da mettere in portafoglio che può essere aggiustato in qualsiasi momento.

Idee di investimento: le strategie di asset allocation

Quando si decide di investire è fondamentale avere un obbiettivo verso cui tendere. I traguardi possono essere diversi: accantonare una somma per l’università dei figli, l’acquisto di una casa, una pensione integrativa, solo per fare qualche esempio. Bilanciare il portafoglio in base all’obiettivo è compito di una corretta asset allocation che può essere composta da una vasta gamma di prodotti di investimento. Un aiuto nella costruzione dei portafogli arriva anche dai robo advisor, che sfruttando sofisticati algoritmi matematici, offrono soluzioni di investimento in base alle esigenze e agli obiettivi dell’investitore, propongono prodotti finanziari adeguati e suggeriscono cambiamenti nell’asset allocation per sfruttare le situazioni di mercato.

Ecco due esempi di obiettivi di investimento:

  • Investire sul futuro dei propri bambini è una scelta di lungo periodo che va ben ponderata, prendendo in considerazione tutta l’offerta di prodotti finanziari disponibile e valutando i bisogni a cui un minore andrà incontro da 0 a 18 anni. Può essere effettuata con prodotti più aggressivi e con un’asset allocation dinamica.
  • Se l’obiettivo è una rendita pensionistica integrativa la scelta di asset allocation dipende dall’età in cui si comincia ad accantonare: più aggressiva e di lungo periodo per i giovani, più prudente per chi è già vicino all’uscita dal lavoro.

 

Scopri sul sito di Online SIM come costruire un portafoglio in fondi.

Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Articolo precedente

Fondi Esg: come si costruisce un prodotto sostenibile

Articolo successivo

Fondi obbligazionari: una nuova era per investire

Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *