Mario Draghi è di nuovo sotto pressione. Perché la sua politica di sostegno all’economia europea fatta di tassi zero e acquisto di titoli obbligazionari, anche corporate, comincia a stare molto stretta alla Germania che spinge perché il prossimo presidente della Banca centrale europea (Bce) sia un tedesco. Super Mario, ovviamente, non ci sta e ha risposto alle accuse dei suoi detrattori in un’intervista alla rivista tedesca Bild: “Se ci fosse un tedesco a capo della Bce farebbe le stesse cose che stiamo facendo noi adesso”. Come dire: non disturbate il manovratore, ribadendo che la Bce obbedisce alle leggi, non ai politici.

Al di là delle critiche tedesche, una cosa è certa: per chi investe azioni europee, le manovre di Draghi non sono state finora una manna dal cielo. La prova? Dal momento che il presidente della Banca centrale europea ha iniziato il suo programma di acquisto di bond nel 2015, l’indice MSCI EMU che misura la performance delle Borse dei Paesi che hanno adottato l’euro come moneta, è in rosso del 7% da inizio anno. E nonostante il rimbalzo del 16% messo a segno e febbraio, la fiducia dei grandi investitori non è tornata come quella espressa a inizio 2016 quando la maggior parte delle case di investimento dava all’Europa le prospettive di crescita migliori tra le Borse mondiali.

Sono ancora troppe le incognite politiche che pesano sulla crescita economica dell’Europa e tutte saranno sul tavolo dell’Eurogruppo, che si riunirà il 9 maggio. Accanto alla questione migranti e ai dubbi sulla stabilità di Schengen (Leggi qui l’approfondimento di Online Sim) è tornata di attualità la Grecia che, esattamente come un anno fa, rischia di nuovo uno stato di crisi. Da dirimere c’è questione della polizza assicurativa chiesta dal Fondo Monetario Internazionale (Fmi) per avviare l’azione di riprofilatura del debito ellenico. La richiesta va contro le leggi elleniche, e c’è da scommettere che l’impasse dal tavolo giuridico si sposterà rapidamente su quello economico.

IDEE DI INVESTIMENTO
I principali gestori di fondi non sono sicuri che le manovre di Draghi siano una fonte sicura di stimolo all’economia europea. Tanto che, secondo l’ultimo sondaggio di Bank of America Merrill Lynch che ha raccolto il consensus dei principali asset manager mondiali, la visione sulle borse europee e sugli utili aziendali è stata rivista al ribasso. La ragione? Secondo Morgan Stanley la Bce può fare poco per stimolare l’interesse sui titoli azionari europei dal momento che l’euro resta forte, la crescita economica dell’area euro incerta e il programma di acquisto di obbligazioni proseguirà con ogni probabilità anche a settembre.
E che dopo l’estate Draghi lancerà un nuovo bazooka per stimolare l’economia della zona euro è una cosa cerca secondo l’ultimo consensus degli analisti pubblicato da Bloomberg: per il 60% delle 47 case di analisi mondiali la data da segnare sul calendario per una nuova manovra è l’8 settembre 2016, anche se alcuni si aspettano una mossa a sorpresa anche a giugno.
La previsione è che Draghi prosegua con il Quantitative easing (Qe) oltre la scadenza di marzo 2017 con un ulteriore taglio dei tassi che sono già negativi (-0,4%) e un aumento del piano di acquisto titoli mensile oltre gli 80 miliardi di euro.

Per chi investe lo scenario, quindi, non è destinato a mutare radicalmente nei prossimi tre mesi:

  • Chi vuole restare sulle azioni europee deve tenere conto dell’impatto delle decisioni di Draghi su euro, inflazione e utili aziendali, scegliendo la strada del Piano di Accumulo (Pac) che consente di mediare il rischio (Leggi qui l’approfondimento di Online Sim).
  • Chi vuole puntare sull’obbligazionario, deve mettere in conto che rendimenti negativi per le obbligazioni statali sono orami una regola. La manovra di Draghi spinge però verso l’acquisti di fondi specializzati in corporate bond e obbligazioni high yield, che offrono un rendimento elevato a fronte di un rischio medio alto (Leggi qui l’approfondimento di Online Sim).

 

Note

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