La parola crisi sembra essere alle spalle per le banche made in Usa. A certificarlo è stata la Banca centrale americana (FED) che ha promosso tutte e 34 le banche Usa esaminate, dicendo sì a dividendi e buyback. Non accadeva da sette anni, ovvero da quando gli stress test sono in vigore. E questo è il segnale che il sentiment sul settore finanziario è davvero cambiato. Il via libera a tutti e 34 gli istituti esaminati –  solo Capital One ha ricevuto una promozione condizionata – ha sancito il miglioramento dello stato di salute del settore bancario che deve anche ringraziare Donald Trump. E può rappresentare un punto di svolta per gli azionisti risvegliando la voglia di dividendi.

Citigroup, American Express, JPMorgan, Goldman Sachs e Wells Fargo sono di nuovo nomi su cui puntare, anche se resta il nodo delle carte di credito, che ancora preoccupa gestori e analisti e ha costretto Capital One e American Express a rivedere al ribasso i propri piani di dividendi e buy back. Non c’è dubbio, però, che i fondamentali siano tornati solidi ma che, secondo l’analisi di Morningstar, i prezzi dei titoli delle banche americane non sono un’occasione. In compenso il reddito dei banchieri americani non è mai stato così alto. Secondo un’analisi di Bernstein che confronta i redditi di banchieri americani, europei e asiatici negli ultimi 13 anni, i manager a stelle e strisce sono pagati almeno tre volte in più rispetto ai loro colleghi.

IDEE DI INVESTIMENTO

Negli ultimi mesi il settore bancario è stato tra i principali protagonisti del rialzo del mercato, con un’accelerazione dopo le elezioni di Donald Trump. Per Guglielmo Manetti, vice direttore generale di Intermonte Advisory e Gestione, la divisione di Intermonte Sim che si occupa di risparmio gestito e advisory, sono due i motivi principali alla base di questa performance:

  • il trend di rialzo dei tassi, che finalmente è tornato ad essere benigno per il sistema bancario oppresso dai tassi zero;
  • la promessa di una de-regulation fatta dalla nuova amministrazione.

A questi due fattori per Manetti si sono certamente uniti anche risultati ed utili migliori delle attese. «Anche l’Europa sta beneficiando, anche se in maniera minore, del sentiment positivo sul settore bancario USA» ha detto Manetti. «Qui la situazione macro è certamente più complessa e le potenzialità di rialzo tassi sembrano certamente più contenute rispetto agli USA». In ogni caso, secondo l’analisi di Intermonte, qualche passo in avanti anche sul fronte della regolamentazione, dopo l’accanimento degli anni precedenti, sembra essere stato fatto anche in Europa e la positiva e relativamente incruenta conclusione della vicenda della banche venete può aggiungere un po’ di ottimismo a breve con le valutazioni che, In Italia, rimangono molto a sconto rispetto al mercato.

Per investire sulla ripresa del settore bancario la scelta migliore sono i fondi azionari settoriali (Categoria Morningstar: Azionari settore servizi finanziari):

La top ten dei fondi azionari che investono nel settore finanza

ProdottoRendimento 1yRendimento 3y
Oddo European Banks CR48,69%0,68%
Bgf World Financials Fund Usd Classe E246,63%10,36%
Fonditalia Euro Financials39,72%3,12%
Parvest Equity World Finance Classic-Distribution35,94%11,96%
Jpm Global Financials D (acc) - Usd35,01%9,61%
Eurizon Azioni Finanza32,20%8,31%
Robeco New World Financial Equities D €31,64%9,74%
NN (L) Banking & Insurance Classe X30,77%12,43%
Polar Capital Financial Opportunities Fund Class I Acc28,50%11,33%
Fidelity Funds - Global Financial Services Fund Y-DIST-EUR26,28%13,91%
Nella tabella, i fondi azionari settore servizi finanziari ordinati per rendimento a un anno. Fonte Morningstar. Dati aggiornati al 4 luglio 2017.

Il resto della gamma prodotti è disponibile sul sito Online SIM.

Note

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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