Nouriel Roubini, Johseph Stiglitz e George Soros l’hanno definita la più grande bolla di tutti i tempi. Eppure, la community degli investitori in Bitcoin continua ad aumentare, nonostante la quotazione sia crollata a 6 mila dollari il 6 febbraio per poi risalire fino a 8000 mila dollari (era a oltre 20 mila dollari a dicembre 2017). Ma la corsa delle criptovalute nell’ultimo anno è stata così avvincente che il mensile americano Forbes ha deciso di stilare una classifica dei Paperoni in denaro virtuale, anche se il compito non è stato facile perché non tutti hanno la voglia di dichiarare che investono in queste valute.

Nella classifica, subito fuori dal podio, ci sono i gemelli Cameron e Tyler Winklevoss, con una ricchezza stimata in 1 miliardo do dollari. I due fratelli Winklevoss per primi ebbero l’idea di un sito dove tenersi in contatto con i compagni di università e gli amici che poi divenne il Facebook di Mark Zuckerberg con il quale andarono in causa vincendo. Per Tyler Winkler il Bitcoin dovrebbe valere almeno il 40% in più e molti analisti stimano che il prezzo giusto sia 50 mila dollari. Secondo gli analisti di Goldman Sachs, invece, il valore è zero. E presto ce ne accorgeremo. Se fosse così. A piangere più degli altri sarebbe Chris Larsen, il co-fondatore ed ex amministratore delegato di Ripple che, secondo la classifica di Forbes, è il più ricco investitore in criptovalute con un patrimonio stimato fino a 8 miliardi di dollari.

Il Ripple facilita i pagamenti internazionali per le banche usando la tecnologia blockchain ed è una delle criptovalute sorelle del Bitcoin e ha perso oltre il 20% del valore da dicembre 2017 a febbraio 2018, così come l’Ethereum, l’altra sorella del Bitcoin. La piattaforma dell’Ethereum è stata fondata da Joseph Lubin, ex Goldman Sachs, che è secondo in ricchezza per Forbes, la sua ricchezza è stimata tra 1 e 5 miliardi di dollari. Sul podio c’è il cinese Changpeng Zhao, noto con il nome di CZ, che a Tokyo ha creato Binance, la piattaforma di scambio di Bitcoin divenuta più grande al mondo e si stima abbia accumulato una ricchezza fino a 2 miliardi di dollari.

Per Nouriel Roubini questi Paperoni sono sull’orlo del fallimento. Secondo l’economista della New York University conosciuto anche come Dr Doom, il Bitcoin è “la madre di tutte le bolle” e le altre criptovalute sono anche peggio e individua nelle quotazioni raggiunte da Bitcoin fattori di rischio ben maggiori rispetto alla bolla dei tulipani scoppiata nel ‘600. Per Roubini la blockchain è il male in giro da 10 anni la sua unica applicazione sono state le criptovalute. Joseph Stiglitz, economista e vincitore del premio Nobel oltre che professore alla Columbia University, è andato oltre e ha chiesto che il Bitcoin debba considerarsi fuori legge perché usato per scopi illeciti tra cui evasione e riciclaggio. Anche George Soros considera le criptovalute una gigantesca bolla di sapone, ma non è convinto che crolleranno.

Insomma, l’anno prossimo la classifica di Forbes potrebbe non esserci oppure vedere la lista dei miliardari allungarsi. Magari con qualcuno dei 600 nomi dei partecipanti alla Blockchain Cruise Asia, organizzata da CoinsBank e salpata da Singapore il 15 gennaio 2018. Più di 600 appassionati di blockchain provenienti da 35 paesi hanno fatto tappa in Malesia e Tailandia, a suon di conferenze e dibattiti su ICO, volatilità e quotazioni, e di guadagni e perdite stellari. Di sicuro, per ora, c’è che il fenomeno della criptovalute ha creato una community. Ma diventare miliardari in criptovalute non è così facile.

 

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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