Soltanto 11 anni e gli effetti del riscaldamento globale che, secondo le stime dovrebbe far salire la temperatura del Pianeta di 1,5 gradi centigradi, saranno evidenti. L’ultimo rapporto del gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC) dimostra che le attività umane hanno già causato 1 grado centigrado di riscaldamento globale al di sopra dei livelli pre-industriali e tra il 2030 e il 2052 le cose possono solo peggiorare se non si fa nulla. Le conseguenze? Il riscaldamento delle emissioni antropogeniche dal periodo pre-industriale ad oggi persisterà per secoli e continuerà a causare ulteriori cambiamenti a lungo termine nel sistema climatico, come l’innalzamento del livello del mare. La necessità di agire sui cambiamenti climatici non è mai stata così urgente come oggi e dalle azioni delle grandi città che ospitano più della metà della popolazione mondiale può arrivare una grossa spinta al cambiamento.

Barcellona, ​​Londra, Parigi, Città del Capo, Hong Kong e San Francisco sono le città più attive sul clima, ma sono ancora poche quelle che si impegnano con strategie costanti e di lungo periodo. Questa è la conclusione di CDP, gruppo non-profit che spinge le istituzioni a dettagliare le loro emissioni di gas serra e assegna un punteggio alle città più virtuose (climate change ranking). Soltanto 43 centri urbani hanno ottenuto il massimo del punteggio (A) pari al 7% del campione analizzato composto da 625 città. Tra i punteggi migliori, però, solo 28 centri urbani hanno fissato obiettivi per la neutralità del carbonio (bilanciamento delle emissioni di gas serra), neutralità climatica (definizione di politiche più ampie per ridurre l’impatto complessivo delle attività umane sull’ambiente) o riduzione delle emissioni.

Per esempio, Londra, Sydney e Boston hanno piani rigorosi per raggiungere la neutralità del carbonio entro il 2050, mentre Parigi e San Francisco si sono prefissate obiettivi di essere alimentate a energia rinnovabile al 100% entro il 2030: oggi le energie pulite valgono il 35% per la capitale francese e il 60% per la città americana. Secondo l’analisi CDP, Reykjavik è l’unica città analizzata che dichiara di essere già alimentata al 100% da energia rinnovabile. La velocità con cui le altre città arriveranno a quel punto dipende in gran parte dalla politica, ma anche da azioni comuni e alleanze che le città stanno cominciando a stringere per condividere le conoscenze e spingere il cambiamento, come il network C40 che vede impegnate oltre 90 città nel mondo – tra cui Roma e Milano – a realizzare e condividere obiettivi climatici.

IDEE DI INVESTIMENTO

Le città sono veri e propri punti caldi dell’innovazione e del cambiamento sociale e dalla loro ridefinizione, secondo gli Obiettivi di sostenibilità delle Nazioni Unite, dipende il contenimento delle emissioni di gas serra: oggi oltre il 70% di questi gas è prodotto proprio dai centri urbani. Tra gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu, in particolare, l’Obiettivo 11 delle Nazioni Unite mette al centro le città che devono diventare più inclusive, sicure, resilienti e sostenibili. «Le città in tutto il mondo riconoscono la necessità di investire nell’ammodernamento delle infrastrutture e di adottare soluzioni e tecnologie più intelligenti per migliorare la qualità della vita dei cittadini», ha detto gestore Ivo Weinoehrl, gestore del fondo Pictet-SmartCity, azionario globale specializzato nell’evoluzione dell’urbanizzazione secondo megatrend di investimento legati alle città.

Per investire sul cambiamento dell’urbanizzazione in chiave climatica, l’ideale è un fondo azionario rispettoso dei criteri ESG con un alto rating ambientale (Categoria Morningstar Azionari Globali Large Cap)

I fondi azionari globali più rispettosi dell'ambiente

ProdottoRendimento 3yRendimento 1y
DPAM Invest B Equities World Sustainable13,60%11,24%
RobecoSAM Gender Equality Impact B EUR13,04%11,74%
Raiffeisen Azionario Sostenibile Classe R10,52%8,71%
MFS Meridian Global Equity A1 GBP10,04%10,13%
Allianz Global Sustainability CT EUR9,96%9,08%
M&G (Lux) Glb Select B EUR Acc9,84%8,27%
SSGA State Street MultiFac Glb ESG Eq I9,61%6,03%
Eurizon Azionario Internazionale Etico9,60%5,94%
Stewart Investors Wldwd Sustbl A Acc USD9,44%8,14%
Mirabaud Global Equity Hi Inc A USD Acc9,10%9,49%
Prescient GF Osmosis MoRE Wld Res Eff G9,07%1,57%
KBI Institutional Dev Eq H EUR8,23%1,75%
Robecosam Sustainable Healthy Living Fund-eur Classe B7,95%11,65%
Fidelity Global Dividend A-MInc(G)-USD7,61%12,93%
Amundi Funds II - Global Ecology Classe F EUR Acc7,18%1,42%
Fonte: Morningstar Direct. Performance in euro disponibili al 17 maggio 2019. I fondi sono ordinati per rendimento annualizzato a 3 anni. Sustainability Rating al 31 marzo 2019. Sono inclusi i fondi della Morningstar Global category: Global equity large cap che comprende diversi stili di gestione.

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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