Sembra di essere tornati al 2015. Dopo la chiusura del primo trimestre 2019 da record per le Borse globali, la sensazione nelle sale operative è che il mercato sia tornato indietro di 3 anni, poco prima dell’annuncio della manovra di Quantitative easing da parte della Banca centrale europea guidata da Mario Draghi. E la ragione, secondo l’analisi di Antonio Cesarano, global strategist di Intermonte Sim, sta proprio nella direzione che le banche centrali hanno preso in queste ultime settimane. Il bilancio del primo trimestre è più che positivo e nessuno ci avrebbe scommesso un euro a gennaio: il settore azionario globale ha registrato la performance più alta dal 2010 e per Wall Street l’andamento è stato il migliore addirittura dal 1998. Ciò che ha sorpreso di più è che anche che la maggioranza degli asset obbligazionari abbiano avuto performance positive.

Dopo un trimestre così è lecito chiedersi se adesso il mercato sia arrivato sul punto di prendersi una pausa. Anche perché in termini macroeconomici, fanno notare i gestori di Raiffeisen Capital Management, il quadro non è così diverso rispetto a dicembre 2018. A cambiare è stato il sentiment, ovvero il percepito dei mercati, da parte dei grandi investitori che hanno seguito con diffidenza il rally del mercato azionario nel primo trimestre e hanno orientato la liquidità più sul mercato obbligazionario. Per un investitore area euro, i temi caldi da seguire sono sempre gli stessi anche nel prossimo trimestre:

  • La riapertura dei negoziati tra Stati Uniti e Unione europea per far cadere le barriere commerciali sui beni industriali;
  • il possibile calo del greggio per effetto della probabile proroga della partenza delle sanzioni all’Iran;
  • la variabile politica con le elezioni europee alle porte, oltre all’evoluzione del tema Brexit che continua a tenere i mercati in allerta.

I mercati in ascesa e le dinamiche sull’inflazione, con il consensus degli analisti Bloomberg per un ribasso nei prossimi mesi, hanno spinto le banche centrali, in particolare FED e BCE, a rivedere le loro strategie sui tassi. Così l’attesa virata verso decisioni cosiddette Hawkish, ovvero da falco, sono rimandate e le banche centrali restano Dovish, ovvero colombe, e questo significa che i tassi bassi e una politica monetaria accomodante, che punta decisamente alla crescita con un occhio all’aumento dell’inflazione, resteranno ancora lungo.

IDEE DI INVESTIMENTO

Il ritorno della volatilità sarà il leit motiv del secondo trimestre 2019 appena cominciato. Già ad aprile ci sono stati i primi segnali. Le manovre delle banche centrali sono tornate a guidare l’andamento, secondo l’analisi di Bnp Paribas Asset Management, dopo che la FED ha interrotto il ciclo al rialzo dei tassi a gennaio e ha confermato la sua posizione accomodante a marzo e la Banca centrale europea (BCE) si è spostata su una posizione più accomodante a inizio marzo. In particolare, sul mercato europeo secondo l’analisi di Olivier De Berranger, Chief Investment Officer di La Financière de l’Echiquier, la BCE si concede la possibilità di un rimbalzo congiunturale nel secondo trimestre e temporeggia prima di mostrarsi ancor più accomodante. In prospettiva, secondo l’analisi di Intermonte sim, se tra maggio e giugno 2019 dovessero verificarsi prese di profitto sui mercati, potrebbe trattarsi di una buona opportunità di progressivo rientro sui listini azionari in vista di azioni più vigorose da parte delle banche centrali tra giugno e settembre.

Il buon momento del mercato azionario globale è testimoniato dall’andamento dei fondi specializzati sull’azionario globale (Categoria Morningstar: Azionari Internazionali Growth).

La top 5 dei fondi azionari globali stile nel primo trimestre 2019

ProdottoRendimento YTDRendimento 3y
Morgan Stanley Global Advantage Fund Classe A Eur24,97%18,07%
Threadneedle (Lux) - Global Extended Alpha 8E (EUR Accumulation)24,76%12,94%
Morgan Stanley Global Advantage Classe C EUR Acc24,70%17,15%
T. Rowe Price Funds SICAV - Global Focused Growth Equity Fund Q GBP23,58%18,05%
Robeco Global Growth Trends Equities D EUR23,12%14,67%
Nella tabella, i migliori fondi azionari globali con uno stile growth ordinati per rendimento da gennaio 2019. Dati in euro aggiornati ad aprile 2019. Fonte: Morningstar.

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Note

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