I mercati globali sono alle prese con inflazione elevata, rischi di recessione e inasprimento della politica monetaria. In questo contesto, le azioni giapponesi sono un’opportunità di diversificazione rispetto ad altri mercati sviluppati.

Diversificazione e Giappone

Secondo l’analisi di Morgan Stanley ci sono tre fattori che supportano il Giappone come buona idea per diversificare:

  1. Banca centrale e gestione dell’inflazione.
    La politica monetaria della Banca del Giappone è differente rispetto alle altre banche centrali. La ragione? L’inflazione core giapponese è solo dell’1,4% e se eliminiamo cibo ed energia, l’inflazione è solo dello 0,4% anno su anno. Nei prossimi mesi non ci sarà un inasprimento della politica monetaria da parte della Banca del Giappone o manovre di politica fiscale.
  2. Lo yen aiuta gli utili.
    La valuta giapponese in questa fase di mercato con il dollaro in salita è e un cuscinetto per gli utili delle aziende che utilizzano lo yen come valuta per finanziarsi. Uno yen debole è un fattore positivo.
  3. La riforma del diritto societario.
    La disciplina del capitale nel settore delle imprese sostiene gli utili aziendali e il riacquisto di azioni proprie da parte delle aziende giapponesi (da gennaio 2022 i riacquisti sono arrivato alla cifra record di 10 mila miliardi di yen).

IDEE DI INVESTIMENTO

Oltre alla politica monetaria e fiscale, l’approccio più cauto del Giappone alla riduzione delle restrizioni Covid-19 e dei programmi di stimolo incentrati sull’occupazione hanno fatto sì che l’economia giapponese si trovi in ​​una fase diversa rispetto ad altri mercati sviluppati. Secondo il consensus degli analisti di Bloomberg l’aspettativa per l’economia giapponese è di una crescita bassa ma costante dell’1,3% in media nel 2022 e nel 2023.

Prima di diversificare il portafoglio di investimento sul mercato giapponese bisogna valutare attentamente la propria asset allocation in base al proprio grado di rischio e obiettivo. Una buona strada è utilizzare i portafogli modello di Online SIM che contengono diverse asset class e sono sviluppati sulla base di metodologie quantitative.

Per saperne di più consulta la Guida per utilizzare i portafogli modello.

Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

Giornalista segue da oltre 20 anni le dinamiche del mercato del risparmio gestito, della consulenza finanziaria e dei protagonisti del mondo degli investimenti. Prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vicecaporedattore di Panorama Economy (Gruppo Mondadori).
Nel 2015, dopo la lunga carriera nella carta stampata economica, è passata alla comunicazione come responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content occupandosi di progetti editoriali in diversi settori (risparmio, finanza, assicurazioni).
Dal 2015 cura, inoltre, la redazione dei contenuti del Blog di Online SIM, che oggi conta oltre 1200 articoli.

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