Tra obbligazioni e azioni esiste una categoria di strumenti che negli ultimi anni è tornata sotto i riflettori degli investitori: le obbligazioni convertibili. Grazie alla loro struttura ibrida, questi titoli permettono di partecipare in parte ai rialzi dei mercati azionari mantenendo alcune caratteristiche tipiche del reddito fisso.

Per chi investe attraverso il risparmio gestito, i fondi obbligazionari convertibili rappresentano uno strumento interessante per migliorare la diversificazione del portafoglio e affrontare con maggiore flessibilità fasi di mercato caratterizzate da volatilità, incertezza sui tassi e crescita economica non uniforme. Ma cosa sono le obbligazioni convertibili? Come funzionano i fondi convertibili? E soprattutto quale peso possono avere all’interno di una strategia di investimento di lungo periodo?

Cosa sono le obbligazioni convertibili

Le obbligazioni convertibili sono titoli obbligazionari emessi da società che attribuiscono all’investitore il diritto di convertire il titolo in azioni dell’emittente secondo modalità e condizioni prestabilite. In pratica, si tratta di uno strumento finanziario “ibrido” che combina due componenti:

  • una componente obbligazionaria, che paga cedole e prevede il rimborso del capitale;
  • una componente azionaria, rappresentata dall’opzione di conversione.

Se il titolo azionario sale, il possessore può beneficiare dell’apprezzamento convertendo il bond in azioni. Se invece il mercato azionario attraversa una fase negativa, la componente obbligazionaria contribuisce a contenere le perdite. Proprio questa natura intermedia rende i bond convertibili una soluzione particolarmente interessante nei periodi in cui i mercati alternano fasi di crescita e volatilità.

Come funzionano i fondi obbligazionari convertibili

I fondi obbligazionari convertibili investono in un portafoglio diversificato di obbligazioni convertibili emesse da società appartenenti a differenti settori e aree geografiche. La gestione professionale consente di:

  • selezionare le emissioni più interessanti;
  • diversificare il rischio di singolo emittente;
  • monitorare continuamente il rapporto tra componente obbligazionaria e potenziale azionario;
  • cogliere opportunità nei diversi mercati globali.

Dal punto di vista del comportamento, i fondi convertibili tendono a partecipare solo parzialmente ai ribassi azionari, ma riescono anche a beneficiare di una quota significativa dei rialzi. Per questo motivo vengono spesso definiti strumenti “asimmetrici”, capaci di offrire un equilibrio tra crescita e protezione.

Perché i bond convertibili sono tornati sotto osservazione nel 2026

Nel 2026 i bond convertibili sono tornati al centro dell’attenzione per diverse ragioni.

  • La prima riguarda l’incertezza sui tassi d’interesse. Dopo anni di politiche monetarie restrittive, gli investitori stanno cercando strumenti che possano beneficiare di eventuali tagli dei tassi senza esporsi completamente ai rischi azionari.
  • La seconda riguarda le valutazioni dei mercati azionari, in particolare negli Stati Uniti. Molti investitori ritengono che alcune aree del mercato presentino ancora opportunità di crescita, ma desiderano affrontare eventuali correzioni con una maggiore protezione.
  • Infine, il mercato delle convertibili continua a offrire esposizione a società innovative nei settori tecnologico, sanitario e industriale, che rappresentano una quota significativa delle nuove emissioni.

Perché i fondi convertibili possono aiutare la diversificazione

Uno dei principali vantaggi dei fondi convertibili è la loro capacità di migliorare la diversificazione del portafoglio. La correlazione dei bond convertibili con azioni e obbligazioni tradizionali tende a collocarsi a metà strada tra le due asset class. Questo significa che possono contribuire a ridurre la volatilità complessiva di un portafoglio ben costruito e migliorare il rapporto rischio-rendimento nel lungo periodo. In molti casi i fondi convertibili vengono utilizzati come componente satellite accanto a fondi azionari globali e fondi obbligazionari tradizionali.

Per approfondire il tema della costruzione di un portafoglio efficiente può essere utile leggere la guida alla diversificazione del portafoglio.

Fondi obbligazionari convertibili: i rischi

Nonostante le loro caratteristiche difensive, i fondi convertibili non sono privi di rischi. In particolare:

  • Rischio azionario. Quando il prezzo delle azioni sottostanti scende significativamente, anche il valore delle obbligazioni convertibili può diminuire.
  • Rischio di credito dell’emittente. Come qualsiasi obbligazione corporate, anche le convertibili sono esposte alla solidità finanziaria della società emittente. Un peggioramento del merito creditizio può penalizzare il valore del titolo.
  • Rischio tasso. Le variazioni dei tassi d’interesse influenzano il prezzo delle obbligazioni convertibili, sebbene generalmente in misura inferiore rispetto ai bond tradizionali di lunga durata. Leggi questo post per comprendere meglio il ruolo dei tassi e dei rendimenti obbligazionari.
  • Rischio di concentrazione settoriale o geografica Molte emissioni convertibili provengono da specifici settori, come tecnologia e healthcare, oppure da particolari aree geografiche. Una concentrazione eccessiva può aumentare la volatilità.

Fondi convertibili o obbligazioni convertibili singole?

Per la maggior parte degli investitori privati i fondi convertibili rappresentano una soluzione più efficiente rispetto all’acquisto di singole obbligazioni convertibili. Le ragioni sono principalmente tre:

  • maggiore diversificazione;
  • gestione professionale;
  • accesso a emissioni spesso difficili da acquistare direttamente sul mercato.

L’investimento diretto in singoli bond convertibili può invece essere più adatto a investitori esperti, capaci di analizzare sia il profilo obbligazionario sia quello azionario delle singole emissioni.

Come scegliere un fondo obbligazionario convertibile

La selezione di un fondo convertibile richiede attenzione a diversi fattori.

  • Area geografica e valuta. Alcuni fondi investono prevalentemente negli Stati Uniti, altri in Europa o a livello globale. È importante valutare anche l’eventuale esposizione valutaria.
  • Esposizione settoriale. Tecnologia, sanità e industria rappresentano spesso una parte rilevante dell’universo convertibile.
  • Qualità creditizia media. Fondi con maggiore esposizione a emittenti investment grade tendono a presentare una volatilità inferiore.
  • Sensibilità azionaria. Alcuni fondi hanno una partecipazione più elevata ai movimenti delle Borse, altri privilegiano la componente obbligazionaria.
  • Copertura valutaria. La presenza di una share class hedged può ridurre il rischio derivante dalle oscillazioni dei cambi.
  • Costi del fondo. Commissioni di gestione e spese correnti incidono sui rendimenti di lungo periodo.
  • Approccio attivo e grado di concentrazione. Una gestione attiva può fare la differenza in un mercato specialistico come quello delle convertibili, ma è importante verificare anche il livello di concentrazione del portafoglio.

Idee di investimento: esempi

I migliori fondi convertibili

ProdottoApproccioArea prevalenteCopertura valutariaStileRischioNote distintive
UBS (Lux) Bond Sicav - Convert Global Classe P Eur AccAttivo globale69% AmericaSì (EURBilanciatoMedio altoStorico lungo, buon rendimento recente. Rende a un anno il 14,95% (guadagna il 7,60% a tre anni).
Schroder Global Convertible Bond Classe A USDAttivo globale59% AmericaNoDinamicoMedioRende a un anno il 12,19% (guadagna il 7,38% a tre anni. Elevata esposizione internazionale.
DNCA Invest Convertibles Classe A EUREuropa Investment grade100% EuropaDifensivoMedioAlmeno 50% in emittenti investment grade. Rende a un anno il 9,64% (guadagna il 6,68% a tre anni).
Amundi Funds Global Convertible Bond Classe G EUR AccAttivo globale100% AmericaFlessibileMedio Nessun vincolo settoriale. Rende a un anno il 6,94% (guadagna il 4,62% a tre anni).
Morgan Stanley Global Convertible Bond Classe AH EURAttivo globale ed emergenti69% AmericaOpportunisticoMedio altoInclude mercati emergenti. Rende a un anno il 6,07% (guadagna lo 5,75% a tre anni).
DWS Invest Convertibles LcAttivo globale69% AmericaVariabileFlessibileMedioAmpio universo di strumenti convertibili. Rende a un anno il 5,27% (guadagna il 4,69% a tre anni).
Nella tabella i migliori convertibili per rendimento a un anno presenti sulla piattaforma di Online Sim. Dati Morningstar aggiornati a giugno 2026.

Quale peso dare ai fondi convertibili in portafoglio? Non esiste una regola valida per tutti, ma generalmente i fondi convertibili vengono utilizzati come componente complementare tra il 5% e il 15% del portafoglio complessivo.

  • Per un investitore prudente possono rappresentare una quota alternativa rispetto a parte dell’esposizione obbligazionaria corporate.
  • Per un investitore più dinamico possono invece costituire un ponte tra la componente obbligazionaria e quella azionaria.

La percentuale corretta dipende sempre dagli obiettivi, dall’orizzonte temporale e dalla tolleranza al rischio dell’investitore. Per approfondire leggi le strategie di investimento conservative.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra obbligazioni convertibili e obbligazioni corporate tradizionali?

Le obbligazioni corporate tradizionali offrono esclusivamente una componente obbligazionaria. Le obbligazioni convertibili includono invece il diritto di trasformare il titolo in azioni della società emittente, partecipando potenzialmente alla crescita del valore azionario.

I bond convertibili proteggono davvero nelle fasi di volatilità?

Non eliminano il rischio, ma storicamente tendono a limitare parte delle perdite rispetto alle azioni nelle fasi di mercato negative grazie alla componente obbligazionaria incorporata.

Quale peso dare ai fondi convertibili in portafoglio?

Nella maggior parte dei casi una quota compresa tra il 5% e il 15% può contribuire a migliorare la diversificazione. La percentuale ottimale dipende dal profilo di rischio dell’investitore.

I fondi convertibili sono adatti a un investitore prudente?

Possono essere adatti a investitori prudenti che desiderano incrementare il potenziale di rendimento rispetto ai bond tradizionali, purché siano consapevoli della presenza di una componente azionaria e della maggiore volatilità rispetto ai fondi obbligazionari governativi.

Per diversificare l’asset allocation obbligazionaria e controllare il rischio puoi utilizzare i portafogli modello selezionati per te da Online SIM tra quelli offerti dalle migliori società di gestione, compresi i più recenti investimenti sostenibili ESG.

Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

*Articolo pubblicato a febbraio 2024 e sottoposto a successive revisioni

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

Competenze:
Giornalista segue da oltre 20 anni le dinamiche del mercato del risparmio gestito, della consulenza finanziaria e dei protagonisti del mondo degli investimenti. Per Online SIM scrive di scenari e storie di mercato, megatrend e idee di investimento, educazione finanziaria.

Esperienza:
É stata caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vicecaporedattore di Panorama Economy (Gruppo Mondadori).
Nel 2015, dopo la lunga carriera nella carta stampata economica, è passata alla comunicazione come responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content occupandosi di progetti editoriali in diversi settori (risparmio, finanza, assicurazioni).
Dal 2015 cura la redazione dei contenuti del Blog di Online SIM, che oggi conta oltre 1200 articoli.

Formazione:
Ha una laurea in lingue e letterature straniere e una specializzazione in giornalismo.

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