Da quasi un anno sui mercati emergenti la volatilità è elevata e i rendimenti deboli. Questo soprattutto a causa della Cina. Tanto che i gestori hanno messo in atto una rotazione di portafoglio. Portando così a privilegiare le strategie value rispetto a quelle growth.

Secondo l’analisi di Columbia Threadneedle Investments il focus sui fondamentali e le valutazioni è la strategia giusta nel lungo termine. La prova? Nonostante il conflitto Russia-Ucraina, i fondi azionari emergenti tengono grazie all’Asia e al rialzo delle materie prime.

In particolare, secondo Columbia Threadneedle Investments, il dopoguerra avrà un impatto sull’inflazione. Spingendo al rialzo i prezzi dei generi alimentari e dei carburanti, con conseguenti pressioni sui consumatori sia nei mercati emergenti sia a livello globale. In questo contesto, è bene puntare su settori che beneficiano dell’inflazione (finanziari e produttori di materie prime) e su opportunità di crescita strutturale.

Mercati emergenti: quattro fattori a sostegno del mercato azionario

Secondo l’analisi di Abrdn ci sono 4 fattori che possono sostenere le azioni del mercati emergenti nei prossimi mesi:

  1. Il ciclo dei tassi d’interesse dei mercati emergenti rispetto a quello degli Stati Uniti. La guerra in Ucraina allontana possibili allentamenti futuri (a causa dell’accelerazione dell’inflazione), per molti di questi mercati l’esigenza di tenere il passo con la Fed dovrebbe essere minore. Inoltre oggi gran parte delle economie emergenti si trova in condizioni decisamente migliori per far fronte alle strette monetarie USA, grazie alla maggiore solidità delle proprie bilance con l’estero.
  2. Il sostegno monetario anticiclico in Cina. Pechino ha ampio margine di manovra per fornire sostegno all’economia con misure monetarie e fiscali. Non dobbiamo dimenticare che le azioni cinesi rappresentano quasi il 32% dell’indice Morgan Stanley Capital Emerging (MSCI EM).
  3. L’aumento dei prezzi delle materie prime. Stiamo assistendo a un trasferimento di ricchezza dai paesi consumatori a quelli produttori di materie prime, molti dei quali fanno parte del complesso emergente. Per esempio, l’aumento dei prezzi delle materie prime tende a favorire molte economie dell’America Latina, ma ha un impatto negativo sulla maggior parte dei paesi asiatici, che sono per lo più consumatori di queste materie.
  4. Valutazioni relative interessanti. Anche a causa della sostanziale sotto performance a partire dal 2021, oggi le azioni emergenti sono nettamente più convenienti di quelle della maggior parte degli altri mercati azionari globali. Se guardiamo al rapporto prezzo/utili (P/E), oggi l’indice MSCI EM quota a sconto del 33% rispetto all’indice indice MSCI World e lo sconto sale al 40% se confrontiamo l’indice dei mercati emergenti con l’indice S&P 500 americano.

IDEE DI INVESTIMENTO

Dopo un periodo di netta sotto performance, oggi le azioni emergenti appaiono convenienti rispetto a quelle della maggior parte degli altri mercati. La volatilità resta però elevata e in questo contesto è consigliabile adottare un approccio selettivo per far fronte ai molteplici rischi.

Secondo l’analisi di Pictet Asset Management, gestione attiva, flessibilità e diversificazione sono la chiave per investire con successo nel complesso universo dei Paesi emergenti che sono ancora poco presenti nei portafogli degli italiani. Eppure, i mercati emergenti sono una parte importante della crescita economica e demografica globale e il loro peso continua a crescere. Oggi le economie emergenti valgono il 40% del PIL mondiale e arriveranno al 61% entro il 2026 secondo le stime del Fondo monetario internazionale (FMI), mentre la loro popolazione rappresenta già l’86% di quella mondiale.

I migliori fondi mercati emergenti

Ecco dove hanno investito i migliori fondi mercati emergenti (Categoria Morningstar Azionari Paesi Emergenti) presenti sulla piattaforma di Online SIM.

  • Nordea 1 – Stable Emerging Markets Equity Fund Classe BP Usd è un azionario Paesi emergenti che utilizza un modello quantitativo di costruzione del portafoglio. In questo modo identifica aziende che operano in consolidate linee di business, in grado di generare utili, dividendi, flussi di cassa stabili nel tempo. Questo stabilità aiuta a contenere la volatilità dei prezzi. Il portafoglio è ben diversificato su 100-150 titoli azionari. Partito nel 2011, il fondo rende il 7,54% a un anno (dati Morningstar aggiornati ad aprile 2022). L’Asia e l’America Latina sono le aree geografiche più rappresentate. Finanza, servizi alla comunicazione, utilities e tecnologia i settori più pesanti.

Nordea 1 - Stable Emerging Markets Equity Fund Classe BP Usd

  • RAM (Lux) Systematic Funds – Emerging Markets Equities Classe F è un fondo azionario denominato in dollari specializzato nei mercati emergenti che investe prevalentemente nel mercato asiatico. Lanciato nel 2009, ha un rendimento dell’1,43% a un anno (dati Morningstar aggiornati ad aprile 2022). Finanza e tecnologia sono i primi settori in portafoglio. L’Asia emergente vale il 44% mentre l’Asia Paesi sviluppati il 32%.

RAM (Lux) Systematic Funds - Emerging Markets Equities Classe F

  • Invesco Emerging Market Structured Equity Fund Classe E (acc) Eur investe prevalentemente in società dei mercati emergenti anche in chiave di sostenibilità. Lanciato nel 2010, ha un rendimento dell’1,16% a un anno (dati Morningstar aggiornati ad aprile 2022). Finanza e tecnologia sono i primi settori in portafoglio. L’Asia emergente e Paesi sviluppati è l’area geografica prevalente, investe anche in Medio Oriente.

Invesco Emerging Market Structured Equity Fund Classe E (acc) Eur

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

Giornalista segue da oltre 20 anni le dinamiche del mercato del risparmio gestito, della consulenza finanziaria e dei protagonisti del mondo degli investimenti. Prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vicecaporedattore di Panorama Economy (Gruppo Mondadori).
Nel 2015, dopo la lunga carriera nella carta stampata economica, è passata alla comunicazione come responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content occupandosi di progetti editoriali in diversi settori (risparmio, finanza, assicurazioni).
Dal 2015 cura, inoltre, la redazione dei contenuti del Blog di Online SIM, che oggi conta oltre 1200 articoli.

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