Il ritorno della fiducia sui mercati coincide con il ritorno dei grandi investitori sulle azioni small e mid-cap che sono state colpite duramente nel primo trimestre del 2020 a causa della pandemia. L’indice Russell 2000 che racchiude le principali azioni a piccole e media capitalizzazione ha registrato un calo dei profitti del 90% rispetto a un anno fa secondo l’analisi di Goldman Sachs effettuata subito dopo i bilanci trimestrali. Eppure a Wall Street e anche in Europa l’appetito per le piccole società è tornato. La ragione? Secondo l’analisi di Robeco queste azioni hanno mostrato un certo grado di resilienza e tendono a sovraperformare nei recuperi di mercato. L’indice MSCI World Small Cap ha sottoperformato l’indice MSCI World del 7,5% a marzo e del 9% rispetto al primo trimestre dell’anno, poi è successo qualcosa ed è partito il rally delle piccole. La prova è il rimbalzo di oltre il 15% dell’indice Russell 2000 che ha recuperato in una settimana quanto aveva perso in tre mesi, ma resta ancora sotto del 10% circa rispetto all’indice S&P 500 della borsa americana.

Cosa sta accadendo? La ritrovata fiducia dei grandi investitori dimostra che sono disposti a allontanarsi dai settori e dalle azioni vincenti della pandemia – tecnologia e assistenza sanitaria – e spostarsi negli angoli più instabili del mercato. Ma il danno agli utili per le società più piccole nel primo trimestre 2020 è stato profondo e ci vorrà tempo per recuperare terreno. In prospettiva secondo dati Bloomberg, si prevede che circa il 47% delle società Russell 2000 avrà una perdita nel secondo trimestre, contro il 16% delle aziende di grandi dimensioni. Non c’è dubbio però che le small e mid cap trattino oggi a sconto rispetto a tutto il resto del mercato e questo attrae gli investitori di lungo periodo. Il Russell 2000 viene scambiato vicino a un multiplo che è un quarto di quello che gli investitori sono disposti a pagare per le azioni del Nasdaq 100, per esempio. Si tratta dello sconto più grande degli ultimi 20 anni, secondo l’analisi di Bloomberg, e per gli analisti di Jeffries le società a piccola capitalizzazione uscendo dalle recessioni hanno battuto nove volte nelle ultime 10 correzioni le grandi.

IDEE DI INVESTIMENTO

I grandi investitori hanno già approfittato della rincorsa delle aziende tecnologiche e ora sono alla ricerca di nuovi affari. Per questo le small e mid cap sono il nuovo trend di mercato post pandemia. Questa tendenza è sostenuta dalla performance storica delle azioni a piccola capitalizzazione rispetto alle azioni a grande capitalizzazione: durante le recessioni economiche e i successivi recuperi, le azioni a piccola e media capitalizzazione tendono a essere colpite più duramente durante le correzioni,  ma tendono anche a rimbalzare più rapidamente nel periodo successivo. Le piccole però pagano un prezzo più alto alla volatilità e hanno un rischio maggiore rispetto alle grandi.

Per investire sulla ripresa della azioni a piccola e media capitalizzazione ci sono fondi azionari specializzati che investono in maniera globale (Categoria Morningstar Azionari Internazionali Small Cap).

La Top 5 dei fondi azionari internazionali che investono in small cap

ProdottoRendimento YTDRendimento 3y
Threadneedle (lux) Global Smaller Companies Fund Classe Ae2,74%13,36%
Hermes Global Small Cap Equity Fund Class R EUR Accumulating-2,92%---
Aberdeen Standard Sicav I - World Smaller Companies Fund Classe A Eur Acc-4,40%8,71%
Allianz Global Investors Fund - Allianz Global Small Cap Equity AT USD-5,04%1,99%
AXA World Funds - Framlington Global Small Cap I Capitalisation USD-6,77%3,85%
Nella tabella, i migliori fondi azionari che investono in maniera globale sulle azioni a piccola capitalizzazione ordinati per rendimento da gennaio 2020. Dati in euro aggiornati a giugno 2020. Fonte: Morningstar.

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Note

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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