Il 2020 avrà un posto speciale nei libri di storia non solo per la pandemia. Siamo solo quasi alla fine del primo semestre e sono già stati moltissimi gli eventi senza precedenti che si sono verificati: la cancellazione di importanti eventi sportivi, come i Giochi Olimpici, i Campionati Europei di Calcio e il Torneo di Wimbledon, se si guarda allo sport, e poi le emergenze nazionali e la morte della democrazia parlamentare in un Paese dell’UE come l’Ungheria, la reintroduzione dei controlli alle frontiere nell’area Schengen e i divieti di vasta portata all’ingresso in molti Paesi del mondo, ma soprattutto la restrizione della libertà personale prima impensabile nelle democrazie occidentali.

Tutti questi fattori saranno associati al ricordo del 2020 e sono una ferita aperta nel momento in cui la libertà personale sta tornando lentamente. Nella loro resilienza, i mercati dopo un primo profondo momento di sbandamento hanno reagito con coraggio aggrappandosi alle massicce misure di politica economica, sia monetaria sia fiscale, adottate da banche centrali e governi di tutto il mondo. Queste manovre non solo limitano l’impatto economico della pandemia, ma rappresentano il propulsore della ripresa. Il mondo dopo il coronavirus sarà diverso: vediamo come cambiano le principali variabili macroeconomiche grazie all’analisi di Pictet Asset Management e Flossbach von Storch.

  • Politica monetaria. Le banche centrali manterranno bassi i tassi d’interesse per lungo tempo perché è l’unico modo per gestire la montagna di debito sovrano che deriva dai piani di aiuto agli stati. Se guardiamo all’area euro, il nuovo piano Next Generation EU (NGEU) da 750 miliardi di euro (pari al 5% del PIL dell’eurozona) lanciato dalla Commissione europea, si andrà ad aggiungere al pacchetto di manovre comunitarie già concordate pari a 540 miliardi di euro. Le banche centrali saranno costrette a fare tutto per sostenere il debito che ne deriverà per evitare il crollo del sistema finanziario.
  • Politica economica. Dopo la pausa forzata da lockdown, tutti i Paesi cercheranno di aumentare la produzione interna di beni vitali e strategici per ridurre la propria dipendenza dalle catene di fornitura transfrontaliere e dai singoli Paesi. La globalizzazione verrà messa in discussione a favore della localizzazione.
  • Politica sociale. Dopo anni di forte polarizzazione sociale, è in atto un processo di redistribuzione della ricchezza. L’aumento significativo delle tasse sul reddito e sulla ricchezza è un riflesso politico laddove la prosperità di gran parte della popolazione è in pericolo.
  • Il ritorno dell’inflazione. Ferma per anni, l’inflazione potrebbe tornare insieme con il ritorno di capacità produttiva dall’estero che elimina in alcuni casi i vantaggi in termini di costi della globalizzazione, aumentando i costi di produzione dei beni in questione. Ciò potrebbe far aumentare i prezzi al consumo a medio termine.

IDEE DI INVESTIMENTO

La crisi da coronavirus ha reso le persone consapevoli della propria vulnerabilità. Senza una riserva di emergenza, ci si può ritrovare senza fondi da un giorno all’altro. Questo porterà probabilmente a una certa moderazione nell’acquisto di beni durevoli non necessari, per esempio un’auto nuova, e aumenterà la propensione al risparmio. La digitalizzazione, per esempio, sta crescendo di importanza in tutti i settori e avrà una nuova ondata di crescita. Anche altri settori, come la diagnostica, la tecnologia medica e i prodotti farmaceutici, ne trarranno probabilmente beneficio.

  • Una buona idea sul fronte obbligazionario è investire sull’aumento dell’impegno delle società in tema ambientale per contenere il rischio di portafoglio. La pattuglia dei fondi obbligazionari sostenibili che puntano su green e social bond sta crescendo con performance rilevanti.
  • Aumentano le occasioni sul fronte azionario e l’investimento sulla tecnologia che cambia è una scelta per catturare un trend di lungo periodo, con fondamentali solidi e una buona diversificazione. I fondi azionari specializzati in tecnologia sono una buona scelta per un investitore che ha un orizzonte temporale di 5 anni.

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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