Nemmeno le imminenti elezioni politiche hanno convinto il Governo Gentiloni a congelare a dopo il voto, previsto con ogni probabiltà in primavera, la decisione sull’innalzamento dell’età della pensione a 67 anni, cinque mesi in più rispetto ad ora, che è fissata a partire dal 2019.

I sindacati, il 2 novembre 2017 è atteso un nuovo incontro, chiedono di:

  • fermare l’aumento dell’età pensionabile legato all’aspettativa di vita – per adeguare l’età della pensione all’andamento demografico una legge del 2011 stabilisce che vanno usate come riferimento le variazioni della speranza di vita nell’ultimo triennio;
  • intervenire sulle future pensioni dei giovani;
  • eliminare le disparità di genere che penalizzano le donne;
  • rilanciare con forza la previdenza complementare continua.

Ma sembra che l’unico sconto che il Governo sia pronto a fare riguarda poche categorie di lavoratori che svolgono le cosiddette attività gravose (maestre di asilo nido e di scuola materna, infermieri che fanno i turni di notte, macchinisti, camionisti, gruisti, muratori, facchini, badanti di persone non autosufficienti, oltre agli addetti alle pulizie, alla raccolta dei rifiuti e alla concia delle pelli). La manovra ha ottenuto il via libera del Quirinale ed è appena arrivata al Senato dove la sessione di bilancio prenderà ufficialmente il via il 31 ottobre, ma la discussione entrerà nel vivo non prima del 10 novembre.

In attesa che la questione si definisca è bene cominciare a fare due conti per potersi assicurare una vecchiaia serena. E a fare i conti devono essere non solo i giovani ma anche i quarantenni e gli ultracinquantenni che hanno alle spalle tra i 15 e i 20 anni di contributi già versati e vedono allungarsi tra 10 e 15 anni il tempo per andare in pensione.

Quanto serve versare per mantenere il proprio tenore di vita? Secondo i calcoli di Ubs, occorre accantonare almeno 4 euro su 10 guadagnati. In pratica, per uno stipendio di 1500 euro nette occorrerebbe accantonare 600 euro al mese.

Nello studio elaborato dagli analisti della banca elvetica che per la prima volta hanno messo a confronto i sistemi previdenziali di 12 paesi prendendo come esempio profilo Jane, donna di 50 anni con un salario medio. Nella stessa situazione degli italiani, secondo Ubs, ci sono i francesi e i tedeschi, mentre stanno peggio inglesi, canadesi e americani che dovrebbero risparmiare tra il 50% e il 60% del salario, e i più fortunati sono gli svizzeri che devono mettere da parte solo 1 franco su 10.

IDEE DI INVESTIMENTO

Se non ci saranno sconti da parte del Governo Gentiloni, per andare in pensione in anticipo rispetto all’età di vecchiaia dal 2019 saranno necessari 43 anni e tre mesi di contributi per gli uomini e 42 anni e 3 mesi per le donne. È un altro effetto dei nuovi dati sulla speranza di vita pubblicati dall’Istat. Anche in questo caso l’aumento sarebbe di cinque mesi: al momento per l’uscita anticipata ci vogliono 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 e 10 mesi per le donne.

Come parare il colpo? Occorre quantificare e qualificare l’obiettivo d’investimento, considerando il proprio caso personale e utilizzando i parametri standard secondo questo schema:

  • Valutare età, anzianità contributiva e capitale o risparmio annuo disponibile, considerando che più si è lontani dalla pensione più alto è il capitali;
  • Valutare la propensione al rischio, per ogni individuo è differente la capacità di sopportare una perdita
  • Stabilire la rendita desiderata che deve essere coerente con i tutti i parametri.

L’Indagine Mercer Italia sul sistema previdenziale italiano riportata da Il Sole 24ORE evidenzia come il nostro Paese sia il fanalino di coda per il sistema previdenziale e come, invece, i fondi pensione venduti nel nostro Paese siano da promuovere.

Online SIM, la piattaforma italiana del risparmio gestito, offre ai suoi clienti la possibilità di investire in fondi pensione in completa autonomia scegliendo a zero commissioni di ingresso e con commissioni di gestione molto competitive. Tra i prodotti ci sono:

  • Arca previdenza. Fondo pensione che investe sui mercati finanziari con differenti profili ed offre 5 linee di investimento, diversificate per grado di rischio, dal più alto al più basso, di cui 2 garantite.
  • Seconda Pensione. Il fondo gestito da Amundi Sgr che consente di costruire nel tempo un trattamento pensionistico complementare al sistema obbligatorio investendo i contributi versati nelle differenti possibilità offerte dal fondo pensione. Il fondo è articolato in 5 comparti di investimento, differenziati per grado di rischio dal più dinamico al più prudente, e in 1 comparto garantito.

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

 

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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