Negli ultimi anni investire in metalli preziosi è tornato al centro dell’attenzione degli investitori retail. In un contesto di inflazione persistente, tensioni geopolitiche e mercati finanziari più volatili, i metalli preziosi continuano a svolgere il loro storico ruolo di bene rifugio. Inserirli in portafoglio può inoltre favorire una maggiore diversificazione, riducendo la dipendenza da azioni e obbligazioni tradizionali. Non stupisce quindi il crescente interesse anche da parte di chi investe principalmente in fondi comuni, alla ricerca di soluzioni capaci di bilanciare rischio e rendimento nel medio-lungo periodo.

Metalli preziosi da investimento le tipologie principali

Quando si parla di metalli preziosi da investimento, il riferimento va soprattutto a quattro asset principali:

  • Oro, il bene rifugio per eccellenza
  • Argento, più volatile ma ricco di potenziale
  • Platino, legato in larga parte alla domanda industriale
  • Palladio, metallo raro e strategico per alcuni settori produttivi

A questi si affiancano i cosiddetti metalli rari, una categoria di nicchia che sta attirando l’attenzione degli investitori più orientati alla crescita.

Metalli preziosi oro e argento

Investire in oro: il classico bene rifugio

Investire in oro significa puntare su un asset che da secoli conserva valore nel tempo. L’oro è considerato un bene rifugio perché tende a mantenere la sua funzione di riserva di valore anche nelle fasi di crisi economica o finanziaria.

Dal punto di vista dell’investimento diretto, l’oro fisico si presenta principalmente sotto forma di monete e lingotti. Le monete offrono maggiore flessibilità e facilità di rivendita, mentre i lingotti sono più efficienti in termini di costo per grammo. Tra i costi da considerare ci sono il premio sul prezzo spot, la custodia e l’assicurazione.

I vantaggi dell’oro includono stabilità e protezione dall’inflazione; i rischi, invece, riguardano l’assenza di rendimento periodico e le oscillazioni di prezzo nel breve termine. Per approfondire il tema puoi leggere anche questa guida dedicata a investire in oro: come fare e quando conviene.

Investire in argento: una scelta ricca di opportunità nel 2026

Investire in argento significa affiancare al ruolo di bene rifugio una forte componente industriale. L’argento è infatti utilizzato in numerosi settori, dalla tecnologia alle energie rinnovabili, un fattore che nel 2026 continua a sostenere la domanda.

Anche l’argento può essere acquistato in forma fisica, tramite monete e lingotti, oppure attraverso strumenti finanziari collegati al prezzo del metallo. Rispetto all’oro, l’argento è più volatile, ma proprio questa caratteristica può tradursi in maggiori opportunità di rendimento.

Chi valuta di investire oggi in questo metallo trova un approfondimento completo nell’articolo dedicato a investire in argento.

Meglio investire in oro o argento?

Investire in oro o argento può essere una scelta strategica per diversificare il portafoglio, ma la convenienza dipende da vari fattori, tra cui: tolleranza al rischio, orizzonte temporale e condizioni di mercato. Vediamo i principali vantaggi e svantaggi di entrambi i metalli.

Oro: i vantaggi

  • Stabilità e sicurezza. L’oro è considerato un bene rifugio, il che significa che tende a mantenere il suo valore durante i periodi di incertezza economica o crisi finanziarie.
  • Storico di lungo periodo. L’oro ha mostrato una tendenza a crescere costantemente nel lungo termine, soprattutto in contesti di alta inflazione.
  • Alta liquidità. L’oro è estremamente liquido, ovvero è facile da vendere in qualsiasi momento. C’è sempre una domanda stabile.
  • Protezione contro l’inflazione. Storicamente, l’oro ha mantenuto o aumentato il suo valore durante i periodi di inflazione elevata.

Oro: gli svantaggi

  • Costo iniziale elevato. Il prezzo dell’oro per oncia è significativamente più alto rispetto all’argento, il che significa che può richiedere un investimento iniziale maggiore.
  • Crescita limitata a breve termine. Sebbene l’oro sia sicuro, i guadagni di breve termine potrebbero essere limitati rispetto a investimenti più rischiosi.

Argento: i vantaggi

  • Prezzo più accessibile. L’argento è molto più economico dell’oro, rendendolo più accessibile per gli investitori con un budget ridotto.
  • Potenziale di crescita. Essendo utilizzato anche in diversi settori industriali (per esempio, elettronica, energia solare), l’argento può avere un forte potenziale di crescita durante i cicli economici espansivi, quando la domanda industriale aumenta.
  • Volatilità. L’argento tende a essere più volatile rispetto all’oro, il che potrebbe portare a guadagni maggiori in determinati periodi, ma anche a rischi più alti.

Argento: gli svantaggi

  • Maggiore volatilità. Questa caratteristica dell’argento può anche essere uno svantaggio, perché il suo valore può fluttuare notevolmente in periodi brevi.
  • Meno considerato bene rifugio. Sebbene l’argento possa comportarsi bene in situazioni di crisi economica, è meno affidabile come “bene rifugio” rispetto all’oro.
  • Costi di stoccaggio e trasporto. L’argento è meno denso dell’oro, è più voluminoso, quindi può comportare costi di stoccaggio più alti.

Investire in platino: quando è un investimento interessante?

Investire in platino significa puntare su un metallo prezioso raro, con importanti applicazioni industriali, in particolare nel settore automobilistico e nella chimica. Il suo prezzo è storicamente più volatile rispetto all’oro, proprio perché fortemente legato alla domanda produttiva.

Il platino può risultare interessante quando le prospettive industriali migliorano o quando il prezzo si colloca su livelli storicamente bassi, offrendo potenziale di recupero nel medio periodo.

Investire in palladio

Il palladio è un metallo prezioso utilizzato principalmente nei catalizzatori per auto e in alcune applicazioni elettroniche. La forte dipendenza dalla domanda industriale rende il suo prezzo particolarmente sensibile ai cicli economici.

Molti investitori si chiedono se conviene investire in palladio: la risposta dipende dal contesto di mercato. Può essere un’opzione interessante in fasi di crescita del settore automotive, ma va considerata l’elevata volatilità e la concentrazione della produzione geografica.

Investire in metalli rari

Investire in metalli rari significa esplorare nicchie di mercato come rodio, iridio o rutenio. Si tratta di asset con potenziale di crescita elevato, spesso legato a innovazione tecnologica e transizione energetica, ma anche con rischi significativi legati a scarsa liquidità e forte volatilità.

Per questa categoria è fondamentale puntare sulla diversificazione, limitando l’esposizione complessiva e integrandola in una strategia ben bilanciata.

Come iniziare ad investire in metalli preziosi

Per chi si avvicina per la prima volta a questo mondo, il primo passo è definire l’obiettivo dell’investimento: protezione, diversificazione o crescita. Successivamente è importante valutare la forma di esposizione più adatta, considerando costi, orizzonte temporale e livello di rischio.

All’interno di un portafoglio costruito con fondi comuni, i metalli preziosi possono rappresentare una componente strategica per affrontare le diverse fasi di mercato con maggiore equilibrio e consapevolezza.

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

*Articolo pubblicato a gennaio 2023 e sottoposto a successive revisioni

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