In un futuro non troppo lontano il prototipo di bevanda potrebbe essere un bicchiere pieno d’acqua di cactus, mentre un pasto principale completo essere fatto a base di pere dell’Asia sudorientale che sono molto simili alla carne per consistenza, mentre i cereali a colazione potrebbero essere sostituiti da alghe eliminando totalmente le sostanze chimiche. Non si tratta di fantasie alimentari ma di un futuro già molto presente che si chiama “Super food” e identifica una serie di alimenti che sono salutari e aiutano il benessere delle persone. La moda dell’acqua di cocco, per esempio, ha già scatenato una nuova categoria di bevande: le acque vegetali. Dall’acqua di aloe e dall’acero all’acqua di acacia e all’acqua del cactus, tutte queste bevande sono considerate dei sostitutivi di quelle sportive più zuccherate e delle acque artificialmente aromatizzate che non appaiono ai consumatori nutritive e naturali.

È la prova che la scienza dell’alimentazione sta andando dietro ai gusti in rapida evoluzione dei clienti, soprattutto Millennials, e sta costringendo le aziende del settore alimentare a investire sempre di più nella ricerca per trovare e rendere commestibili prodotti che fino a ieri erano pensati come piante ornamentali e animali che fino a ieri erano il simbolo del ribrezzo alimentare a vere prelibatezze, come gli insetti che da gennaio 2018 saranno commercializzati in tutta Europa. Tanto che in un futuro non troppo lontano sugli scaffali dei supermercati potrebbero arrivare snack di grillo, che potrebbero essere solo uno dei tanti prodotto della nuova tendenza detta snackification che punta a ridurre a pasto veloce ma salutare, quasi tutto. Del resto, la Food and Agriculture Organization of the United Nations (FAO), l’agenzia delle Nazioni Unite nata per contribuire ad accrescere i livelli di nutrizione del mondo, ha definito gli insetti come il cibo del futuro perché hanno un valore proteico pari al doppio rispetto alla bresaola, sono ricchi di vitamina B12 e di acidi grassi come Omega-3 e Omega-6.

I Super Food, ovvero i cibi più nutritivi e sostenibili – per esempio per produrre un chilo di carne di manzo servono più di 15 mila litri d’acqua, per produrre l’equivalente di grillo ne basta solo uno – sono il futuro così come le nuove etichette che raccontano la storia del cibo che mangiamo. Adesso non è più sufficiente affermare che un prodotto sia semplicemente privo di qualcosa, ovvero freefrom, come nel caso del tormentone dell’olio di palma. I consumatori vogliono sapere se l’ingrediente “cattivo” sia stato sostituito con qualcosa di altrettanto preoccupante oppure no. La storia del cibo, cosa c’è dietro la produzione e la distribuzione, qual è l’impatto sull’ambiente, sono tutti elementi che sembrano aver soppiantato le banali caratteristiche organolettiche del cibo che finora erano indicate sulle confezioni alimentari.

IDEE DI INVESTIMENTO

Il super food è già una megatrend di investimento che, secondo l’analisi della società di consulenza AlixPartners, è stata cavalcata dalle aziende in chiave health, ovvero salute. «Un alimento di questo tipo deve offrire vantaggi sanitari, che devono essere facilmente comprensibili, avere un senso economico per il produttore e, naturalmente, un buon sapore», secondo AlixPartners. «Ed è ancora meglio se il prodotto racconta una storia e ha una verifica di terze parti, ad esempio un’etichetta certificata». Quanto può valere il mercato? Secondo La società di ricerca Wedbush Securities stima che l’industria globale degli alimenti alternativi a base vegetale, inclusi i sostitutivi per carne e prodotti lattiero-caseari, può arrivare a un giro d’affari di vendite annuali di 3,5 miliardi di dollari. Gli analisti americani si aspettano che il mercato continui a crescere per una questione di salute, sostenibilità e grazie soprattutto allo sviluppo di nuove tecnologie come, per esempio, la molecola eme, contenente un atomo di ferro in grado di dar vita ad un prodotto vegetale abbia la consistenza e il gusto delle verdure più simili alla carne.

Per investire nella trasformazione biotecnologica del cibo che arriva sulle nostre tavole, il segmento migliore è quello dei fondi azionari che investono in biotecnologie e che stanno vivendo un 2017 d’oro. Ecco i migliori fondi per investire.

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Note

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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