Il social impact investing piace sempre di più alle famiglie affluent, il nuovo report del Global Impact Investing Network (GIIN) che monitora il settore ha certificato che gli asset in gestione nel 2016 sono arrivati a 114 miliardi di dollari (erano 77,4 miliardi di dollari nel 2015). Ma non sono solo le famiglie più facoltose del mondo a voler investire facendo del bene. La spinta a investire puntando a un beneficio sociale senza rinunciare a un ritorno economico è sempre di più un affare anche per i Governi. Il tema è stato al centro del GSG Summit di Chicago a cui hanno preso parte 27 Paesi a luglio 2017.

Gli obiettivi che sono emersi dal summit americano a cui tutti i Paesi, Italia compresa, hanno dato adesione sono tre: arrivare a 30 paesi affiliati entro il 2020; raggiungere 1 miliardo di persone alla base della piramide nel 2020; arrivare a 150 miliardi di investimenti ad impatto nel 2017 e 300 miliardi nel 2020. Tutti gli obiettivi sembrano essere alla portata anche grazie al sempre maggiore interesse che le gli investitori, non solo affluent, hanno verso questo di tipo di investimenti. Una spinta decisiva la sta dando anche il settore del risparmio gestito che ha portato alla crescita dei fondi Socialmente responsabili (Sri) al boom dei green bond e dei prodotti ad esso collegati.

La strategia dei fondi social impact investing che piacciono anche al Vaticano fa un passo in più rispetto ai fondi SRI come evidenzia bene il report annuale realizzato dal Financial Times, in partnership con Global Impact Solutions Today (GIST) e Barclays che analizza l’impact investing in senso proprio e la filantropia, ovvero le attività di beneficenza che, a differenza degli investimenti, sono a fondo perduto. Il report, arrivato ormai alla quarta edizione, prende in esame i comportamenti di banche, fondi pensione o compagnie di assicurazione, fondazioni e family office. Il risultato è che nelle decisioni delle famiglie facoltose, cresce sempre di più l’interesse verso aspetti come la Corporate social responsibility (CSR) e verso un approccio di costruzione del portafoglio che soddisfa criteri Environmental, social and governance (ESG), ovvero ha a cuore aspetti ambientali, sociali e di governance.

IDEE DI INVESTIMENTO

La conclusione del report realizzato dal Financial Times è che l’impact investing sia una scelta sempre più efficiente rispetto alla filantropia e che sia sempre più consigliata da family office e fondazioni anche per i ritorni positivi che genera. “La domanda per questo tipo di strategie sta crescendo, soprattutto nella clientela istituzionale pura che cerca di unire investimenti finanziari a temi di sostenibilità e di impatto sociale” ha detto Alessandro Aspesi, Country Head Italy di Columbia Threadneedle Investments, società di gestione tra le pioniere del settore in Europa che ha recentemente lanciato la strategia European Social Bond, la prima del suo genere nel Vecchio contintente, perché mira a offrire un rendimento sia finanziario che sociale investendo in obbligazioni societarie di tutta Europa. Il lancio di nuovi prodotti impact investing cresce in maniera costante anche sul mercato italiano, anche se l’offerta è ancora ridotta.

Impact investing: quali sono i fondi sul mercato italiano

ProdottoCategoriaRendimento YTD
AXA World Funds Planet BondsObbligazionari Globali0,13%
Fonditalia Ethical InvestmentBilanciati Prudenti Globali0,47%
Investimenti SostenibiliBilanciati Prudenti Globali-1,54%
Mirova Europe Environmental Equity Fund classe R DisAzionari settore
ecologia
8,46%
Mirova Europe Sustainable Equity classe R DisAzionari Europa Large Cap7,11%
Mirova Global Transition Energy Equity Fund classe R Euro AccAzionari settore ecologia4,80%
UBI SICAV Social 4 Future C EUR IncBilanciati Prudenti Globali0,84%
Nella tabella, i fondi disponibili in Italia che adottano una strategia che mira a creare impatti sociali positivi e, al tempo stesso, rendimenti economici. I prodotti sono in ordine alfabetico. Fonte: elaborazione Online Sim Blog su dati Investireresponsabilmente.it e Morningstar. Dati aggiornati al 27 luglio 2017.

Il resto della gamma prodotti è disponibile sul sito Online SIm

 

Note

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Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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