Semplicità, un buon livello di controllo e obiettività sono le tre caratteristiche chiave che un Millennial, ovvero la generazione dei nati tra il 1980 e il 1994, vuole quando cerca un canale di consulenza al risparmio. La flessibilità è tra le considerazioni principali dei Millennial al momento di decidere come investire i propri soldi e in particolare è ricercata la facilità di liquidare l’investimento.

«La semplicità del processo e il fatto di poter gestire e personalizzare facilmente gli investimenti stessi è la prima cosa per questa generazione» ha detto Federico Odello, Sales and Marketing Director di Online Sim.

Più in particolare:

  • Sette Millennial su dieci (72%) hanno selezionato fattori relativi alla facilità o semplicità mentre non stupisce che tra i fattori importanti ci sia il rendimento (87%).
  • E’ molto più bassa la sensibilità al livello di rischio, preso in considerazione solo dal 44% degli intervistati.
  • Solo il 21% invece considera un elemento importante il mix di investimenti nel portafoglio.

Flessibilità e semplicità sono sicuramente le parole chiave, ma su queste ne aleggia anche un’altra che è “on demand”. La generazione dei nuovi quarantenni è, infatti, la prima ad avere un rapporto diverso con la tecnologia e questo la differenzia in maniera netta rispetto alle precedenti.

«Pensiamo a quanto scritto da Umberto Galimberti nel suo ultimo libro Heidegger e il nuovo inizio – Il pensiero al tramonto dell’Occidente dove si sottolinea come ai tempi dei nostri padri la tecnica poteva essere considerata uno strumento nelle mani dell’uomo. Oggi non lo è più e la tecnica è diventata l’ambiente in cui l’uomo vive e si muove e i Millennials sono la prima generazione che vive a pieno questo cambiamento» ha detto Odello.

Millennial: l’importanza delle piattaforme di consulenza on demand

Il rapporto uomo-macchina oggi è diretto e questo rende i Millennial investitori più autonomi, capaci di cercare da soli le informazioni, di premiare le aziende che offrono esperienze di acquisto veloci e trasparenti, anche quando si tratta di risparmio. Per questa ragione, secondo l’analisi di Odello, la netta maggioranza dei Millennial è favorevole all’utilizzo delle tecnologie per gestire le proprie risorse.

Più in particolare:

  • L’indipendenza è un aspetto molto importante nel modo in cui i Millennials gestiscono i loro investimenti tanto che quasi la metà (47%) dichiara di condurre la propria ricerca in maniera indipendente;
  • Quattro su cinque (79%) affermano di preferire l’utilizzo della tecnologia per gestire le proprie risorse rispetto ad altri metodi di gestione degli investimenti;
  • Tre quarti (77%) affermano che le piattaforme e le app online sono un modo più efficace per gestire il denaro;
  • Usare la tecnologia per gestire il denaro fa sentire di avere più tutto sotto controllo (oltre 80%).

I Millennial dunque abbracciano l’ascesa degli investimenti online che soddisfano il loro desiderio di una gestione agile dei risparmi. Questo ha portato a un felice incontro tra le nuove generazioni di investitori e l’industria del risparmio attraverso le piattaforme di Robo Advisor, i consulenti virtuali che sfruttano algoritmi matematici per creare soluzioni personalizzate, e i portafogli modello.

Più in particolare:

  • i Robo Advisor soddisfano il desiderio di indipendenza dei Millennials che differiscono dalle generazioni precedenti perché hanno le idee chiare sui settori dove investire.
  • Il 53% preferisce ricevere consigli da un Robo Advisor anche se il margine di vantaggio rispetto ad un consulente in carne ed ossa non è così ampio.
  • I millennial più giovani, tre su cinque (60%) dei nati negli anni ’90, dichiarano di preferire un Robo Advisor mentre è così solo per la metà (49%) dei nati negli anni ’80.
  • Analogamente, la percentuale dei millennials con un patrimonio maggiore di 75.000 euro sono più propensi ad utilizzare un Robo Advisor (65%) contro un 50% se il patrimonio è inferiore a 75.000 Euro.
  • Sebbene i millennial utilizzino la tecnologia per la loro semplicità, il livello di controllo e l’obiettività, non rinunciano ad un confronto e un supporto fornito da un consulente. Ciò è illustrato dal fatto che proporzioni simili affermano di chiedere consiglio ai consulenti finanziari (48%) e di utilizzare la tecnologia (46%).

Millennial: perché scelgono prodotti tradizionali

Le forme di investimento più popolari tra i Millennial continuano ad essere quelle tradizionali. I millennials investono prevalentemente in azioni (37%), in fondi comuni di investimento (25%) o titoli a reddito fisso (23%).

«Una curiosità: nonostante la percezione diffusa che i Millennial  abbiano una preferenza per gli impact investment (dichiarato dal 73%), l’incidenza degli asset effettivamente investiti in fondi, di investimento sostenibili o sociali, è relativamente bassa, con solo il 16% che dichiara di averlo fatto» ha sottolineato Odello che basa la sua analisi sul campione di Millennials clienti di Online Sim (pari al 9,7% del totale, suddivisi per il 75% in Millennials degli anni ’80 e 25% degli anni ’90). «Il 29% dei nostri clienti Millennials sono donne, percentuale significativamente superiore rispetto alla nostra clientela di altre fasce di età (21% donne)».

Da uno studio di Bank of America sui Millennials emerge inoltre che questa è una generazione di ottimi risparmiatori che iniziano ad accumulare già a 24 anni. Cosa che non ha fatto la generazione Y, che non ha cominciato prima dei 30 anni, e si sale a 33 anni se si guarda ai Baby boomers.

«I giovani avendo sempre il telefonino in mano usano diversi metodi di risparmio» ha sottolineato Odello. «Sono abituati ad un accumulo automatico di risparmio: il salto successivo è distinguere tra accumulo e risparmio, scegliendo formule come, per esempio, i Piani di accumulo (Pac), che in maniera automatica consentono di risparmiare cominciando anche con piccole cifre, abbracciando forme di investimento di lungo periodo».

Per la generazione dei Millennial è centrale il tema della copertura pensionistica.

«Lo strumento principe è il fondo pensione che è studiato con formule su misura per chi ha budget limitati, da alimentare con micro versamenti» afferma Odello. «Il fondo pensione consente di integrare l’assegno previdenziale futuro tenendo conto anche di un contesto lavorativo differente rispetto al passato e con molte più discontinuità contributive».

Il mondo del lavoro per i Millennials, infatti, è molto differente da quello che è stato per i loro padri e, soprattutto, nonni. In particolare per l’Italia dal recente focus Censis risulta che il tasso di copertura pensionistica scenderà entro 30 anni dal 84,3 al 69,7% della retribuzione. La ragioni stanno nel ritardo nell’ingresso nel mondo del lavoro, nella discontinuità contributiva e anche nella debole dinamica retributiva che caratterizza molte attività lavorative.

Millennial: dal PAC ai Portafogli Modello

I Piani di accumulo (PAC) sono lo strumento principe per passare dall’accantonare denaro a investire a lungo termine in maniera automatica. Per rispondere a esigenze di risparmio più evolute e con cifre via via più consistenti ci sono altre formule che vanno incontro alle esigenze dei Millennial. Si tratta di un’evoluzione tecnologica dei classici portafogli modello che consentono di attuare una corretta asset allocation attraverso una gestione attiva.

«Abbiamo studiato e rivisto la concezione classica di portafogli modello per renderli più contemporanei e adatti alle esigenze dei Millennials e non solo» ha detto Odello. «Abbiamo sviluppato questo servizio in collaborazione con importati case di gestione internazionali con un occhio anche agli investimenti sostenibili ESG».

Come funziona? Il cliente riceve riallocazioni e ribilanciamenti in base all’evoluzione dei mercati e può seguire le indicazioni con un semplice click monitorando l’andamento del portafoglio in ogni momento e da ogni device. Di fatto è una sorta di smart Robo Advisor personalizzato che funziona a consumo.

«Per quanto riguarda i costi, abbiamo previsto una logica di pagamento ad abbonamento, affine a servizi come Netflix o Spotify cui i Millennials sono abituati e ne apprezzano la flessibilità di fruizione, dunque la possibilità di pagare per avere a disposizione un servizio potendo interrompere e riprendere ad utilizzarlo in ogni momento pagando soltanto l’effettivo utilizzo» ha aggiunto Odello. «Anche l’importo è coerente in quanto si tratta di soli 7 euro al mese».

I portafogli modello consentono di:

  • seguire le strategie di investimento di importanti Società di Gestione
  • incrementare o ridurre la volatilità del portafoglio a seconda delle proprie esigenze e in ogni momento
  • scegliere cosa seguire direttamente e cosa invece delegare (es. la componente azionaria o obbligazionaria)
  • mettere il pilota automatico agli investimenti se non si desidera seguirli costantemente

Pinterest - Millennials infografica

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IDEE DI INVESTIMENTO

Con i portafogli modello di Online Sim è possibile gestire i propri investimenti in mobilità. Il servizio è infatti specificamente ottimizzato per l’utilizzo con smartphone e tablet. Il primo livello di flessibilità è la possibilità di cambiare velocità con la quale seguire le strategie proposte. Il secondo è la possibilità di modificare i pesi delle varie asset class proposte, che generalmente non viene fatto. l terzo livello invece è la possibilità di fare scelte autonome affiancando al portafoglio modello il dossier fondi libero. Grazie ad una dashboard, il cliente ha sott’occhio sempre tutta la gestione aggregata degli investimenti presso Online Sim.

Scopri la Guida per utilizzare i portafogli modello e risparmiare nel lungo termine secondo la soluzione più adatta.

Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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