La colonna sonora delle obbligazioni europee nei prossimi mesi potrebbe essere St. Tropez Twist di Peppino di Capri e a dirigere l’orchestra e le danze sarebbe il governatore della Banca Centrale Europea (BCE) Mario Draghi. Si fanno sempre più concrete, infatti, le possibilità che Draghi lanci una manovra detta Operation Twist, che ha come obiettivo l’abbattimento dei rendimenti a lungo termine dei titoli di Stato dell’Eurozona. Dietro a questa operazione di cui si parla da giugno 2018, c’è la volontà di difendere l’Europa dopo la fine del Quantitave Easing (QE) prevista a dicembre.

L’Operation Twist prende davvero il nome dal ballo della mattonella nato negli anni 60’ ma non è un’idea italiana. A lanciarlo per prima fu la Federal Reserve (FED) americana nel 1961 sotto il governo di John Fitzgerald Kennedy per contenere i tassi a lungo termine in modo da agevolare sia i mutui delle famiglie, sia i prestiti alle aziende. In che modo? Vendendo i titoli a breve termine che la FED aveva in pancia e acquistando nello stesso momento titoli a lungo termine. La FED ha riproposto questo schema anche nel 2011 avendo come finalità la stabilizzazione del mercato dei bond. Per l’Europa sarebbe la prima volta.

Perché proprio adesso? Le ragioni che spingono Draghi verso l’Operation Twist e come funziona in 5 punti chiave:

  1. Nelle ultime settimane il sell-off, ovvero la vendita indiscriminata di Titoli del Tesoro americani (Treasury) ha avuto come effetto collaterale il rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato europei e anche asiatici, spingendo al ribasso i mercati azionari dei Paesi Emergenti. Per fare un esempio, i rendimenti dei BTP decennali sono sopra quota 3% e il Bund tedesco è sui massimi.
  2. Contenere i rendimenti di lungo termine delle obbligazioni diventa, in questo scenario, un’operazione di difesa della crescita economica europea, in un contesto macroeconomico caratterizzato dalla guerra commerciale con gli Stati Uniti, mentre la Brexit si avvia alla conclusione e il Quantitative Easing (QE) ha le ore contate. Tutto questo crea forte volatilità sui mercati obbligazionari mondiali e ha un impatto diretto sui rendimenti a lungo termine.
  3. La BCE ha già in pancia circa 2 mila miliardi di titoli di Stato che fanno capo a tutti i Paesi dell’Eurozona, Italia compresa, e in proporzione al peso della loro economia. Al momento la BCE si è impegnata da gennaio 2019 a ricomprare i titoli che vanno in scadenza, senza aumentare quindi gli asset, ma semplicemente sostituendo le emissioni scadute con nuove emissioni. Il twist di Draghi consisterebbe nell’acquistare titoli di Stato con una scadenza più lunga nel momento in cui scadono le vecchie emissioni con l’obiettivo di stabilizzare il mercato.
  4. L’effetto più evidente dell’Operation Twist di Draghi è quello di abbassare i rendimenti a lungo termine, contenendo il rischio di una recessione che generalmente si verifica quando i tassi dei titoli di Stato a breve sono più alti di quelli a lunga scadenza. Ma non c’è solo questo. Nelle intenzioni delle BCE c’è l’obiettivo di mantenere comunque basso il costo del denaro per i finanziamenti dell’Eurozona (mutui alle famiglie e prestiti per le aziende). La stabilizzazione dei rendimenti dei titoli di Stato allungherebbe i tempi di un rialzo dei tassi europei – il primo dal 2011 – che, al momento, secondo il consensus degli analisti è atteso nell’autunno del 2019.
  5. L’Operation Twist, che ha come obiettivo primario la stabilizzazione dei rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona, porta benefici prima di tutto ai Paesi indebitati, Italia compresa, ma anche al sistema finanziario e in particolare alle banche che sono le più grandi detentrici di debito pubblico dell’Eurozona.

IDEE DI INVESTIMENTO

Il contesto macroeconomico è meno favorevole alle azioni, secondo l’analisi di Pictet e Axa Investment Managers, e spinge a riconsiderare l’investimento in fondi obbligazionari nel secondo semestre del 2018. Nel medio termine (6-18 mesi), gli strumenti esposti al rischio preoccupano di più rispetto all’andamento dei tassi.

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Note
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