La discesa delle borse di oltre il 30% da gennaio, lo spread che si allarga sulle obbligazioni, la Banca centrale (BCE) che prima tentenna e poi usa il bazooka per sostenere l’economia e il virus che contagia ormai tutta l’Europa. Il Panic-selling e la volatilità sono i protagonisti del mercato da ormai 5 settimane, eppure queste correzioni possono essere un’opportunità. I primi a crederci sono i manager delle grandi aziende della’area Ue che mai come oggi stanno comprando i titoli delle proprie aziende. Lo mostrano i dati di Liberum e Bloomberg che evidenziano come dalla fine di febbraio di 2020 a il rapporto tra acquisti discrezionali e vendite nell’indice Stoxx Europe 600 è salito al massimo dal 2015, e sono i manager delle aziende che sono scese di più i primi ad acquistare. Il dato lancia un messaggio agli investitori globali: l’Europa può ripartire dall’Europa mettendo in campo una strategia congiunta tra imprese, politica monetaria e fiscale.

Non c’è dubbio che la diffusione del Coronavirus abbia cancellato circa 4 mila miliardi di euro di valore di mercato dell’indice Stoxx 600 e che in un mese si siano cancellati quasi 8 anni di guadagni, ma il valore reale delle imprese non è tornato indietro di 8 anni. Gli acquisti dei manager sono un segnale di fiducia nel futuro che segue il ritrovato interventismo della BCE. Dopo il tentennamento iniziale, condito anche dalla gaffe di retorica del Presidente Christine Lagarde, è arrivato il bazooka della BCE, che nella notte del 18 marzo ha annunciato un massiccio piano di acquisti per ulteriori 750 miliardi di euro, senza alcun limite per emissione. Il nuovo programma si chiama Pandemic Emergency Purchase Program (Pepp), e proseguirà fino alla fine del 2020. Sarà accompagnato dal precedente programma da 120 miliardi e dal rinnovo dei 2.800 miliardi di euro di titoli già acquistati durante le precedenti iniziative portate avanti durante il mandato di Draghi. Secondo l’analisi di Pictet asset management, questa iniezione di fiducia non è ancora abbastanza perché si è persa un’occasione importante: ricorrere a un intervento centralizzato di politica fiscale Ue con l’obiettivo di una maggiore integrazione tra i Paesi membri. La scelta è stata quella di proporre una deroga sul patto di stabilità e questo porterà a una conseguenza certa: un aumento del debito pubblico di tutti gli Stati membri.

L’aumento del debito pubblico con il benestare dell’Ue è funzionale per finanziare una serie di ammortizzatori. Si moltiplicano i piani di sostegno a destinazione delle imprese, in particolare attraverso le garanzie statali fornite ai prestiti bancari, il differimento – o addirittura la cancellazione – dei canoni di affitto e delle scadenze fiscali. Saranno aiutate, in Europa, le aziende sull’orlo del fallimento, o forse nazionalizzate come potrebbe succedere per le compagnie aeree, vedi Alitalia. Secondo l’analisi di La Financiere de l’Echiquier gli importi superano ogni immaginazione e al momento il prezzo pagato per uscire dalla crisi del Coronavirus attraverso il debito pubblico acquistato dalle banche centrali, non fa troppo male finché i tassi sono bassi. Gli ingranaggi di questo meccanismo sono perfettamente oliati. Ma fa comunque impressione se ricordiamo che, a novembre 2019, l’indebitamento globale aveva già raggiunto il valore record di 251 mila miliardi di dollari, equivalenti al 320% del PIL mondiale.

IDEE DI INVESTIMENTO

I mercati sono da quasi cinque settimane in terapia intensiva. Colpiti dalla sfiducia, dalla riduzione degli effetti leva e da condizioni operative delicate e hanno subito uno choc di volatilità storico con l’indice Vix sceso ai livelli del 2008. Una gestione attiva del portafoglio in queste fasi di mercato consente di domare la volatilità, investendo a piccole dosi ma in maniera continuativa.

  • Sul mercato azionario, la strategia “buy and hold” ovvero “compra e aspetta” teorizzata da Warren Buffet è in questo momento una medicina possibile per il mercato azionario. Ma funziona solo se ci si pone un obiettivo di lungo periodo. Per attuarla uno strumento utile è il Piano di accumulo (PAC) consente un ingresso graduale sul mercato e dà la possibilità di attutire la volatilità al ribasso, ma anche al rialzo.
  • Sul fronte obbligazionario le pressioni al momento sono elevate soprattutto sull’asset delle obbligazioni corporate e high yield che era indicato dal consensus dei gestori come il favorito del 2020. Il programma di acquisto di bond deciso dalla BCE dovrebbe gradualmente allentare la tensione. Anche in questo caso è preferibile affidarsi a un gestore attivo che possa fare un’attenta e graduale selezione dei titoli in portafoglio e acquistare a piccole dosi.

 

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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