Il 21 febbraio è la data che fa spartiacque e che possiamo indicare come era pre e post Coronavirus per i mercati finanziari. Da allora il contagio è uscito dai confini asiatici e la volatilità è tornata grande protagonista dei mercati con un rialzo quasi del 250%. L’indicatore principe per misurare la febbre delle Borse è l’indice Vix, acronimo del CBOE Volatility Index nato nel 1993 ed elaborato dal Chicago Board Options Exchange, che indica le aspettative sulla volatilità a breve termine dell’indice della Borsa americana S&P500. Nonostante sia focalizzato sulla Borsa americana, riflette in generale le aspettative globali sulla volatilità e, nell’ultima settimana, la più nera da quando è cominciata la crisi del Coronavirus è salito di oltre il 40%. In particolare, il 6 marzo 2020, l’indice Vix ha toccato quota 50 riportando indietro la memoria al 2008 e ai lunghi mesi di volatilità prima del fallimento Lehman Brothers quando il Vix superò addirittura quota 80. Non siamo in questa situazione: la prova è che il 6 marzo 2020 l’indice Vix ha chiuso verso un più rassicurante 41 punti

Al di là del punteggio del Vix che, secondo il consensus degli analisti di Bloomberg, continuerà a oscillare in un range compreso tra 50 – con possibili sforamenti al rialzo – e 40 punti, il sentiment che si respira oggi sui mercati finanziari è improntato all’incertezza, anche perché siamo lontani dai 20 punti che sono considerati il livello veramente rassicurante del Vix, la cosiddetta area sicura che solitamente porta le Borse a nuovi rialzi. Cosa fare in questi casi? Bisogna imparare a gestire la volatilità che è una caratteristica tipica dei mercati azionari e si muove sia in base al punto in cui ci troviamo nel ciclo economico, sia in base agli choc esterni. Solo per fare un esempio, dopo il fallimento di Lehman Brothers il Vix impiegò circa un anno prima di tornare sul livello di sicurezza. Ecco alcune regole chiave per non farsi prendere dal panico:

  • L’aumento della volatilità non è un’indicazione a vendere. I tempi per un ritorno alla normalità saranno lunghi. In questi casi, vale sempre la regola che in perdita non si vende ed è estremamente difficile, anche per gli investitori professionali, prevedere i timing giusto alla vendita con una precisione necessaria per trarre un vero profitto.
  • Una corretta valutazione del rischio è sempre la scelta giusta. Controllare il proprio portafoglio per valutarne il rischio è la scelta gusta in questo momento. Un portafoglio ben bilanciato nel lungo termine consente sempre di mediare le perdite.
  • Non perdere di vista il proprio obiettivo. Quando si investe ci si pone sempre un obiettivo temporale e di guadagno che guida la strategia di portafoglio a prescindere dalle prospettive di mercato. Se l’obiettivo è vicino, può avere senso diminuire il rischio di portafoglio e viceversa.

IDEE DI INVESTIMENTO

In questa fase di mercato la migliore strategia è investire a lungo termine avendo un orizzonte temporale tra cinque e dieci anni secondo il consensus dei gestori che analizzano giorno per giorno la crisi Coronavirus e non hanno cambiato le previsioni per il 2020. Le azioni da compiere in questa fase di mercato sono semplici: valutare il rischio di portafoglio e bilanciare nella maniera migliore gli asset su cui investire (azioni, obbligazioni, liquidità) e se, necessario, sfruttare la volatilità a proprio vantaggio. Ci sono due modi per farlo:

  • Il modo più semplice di gestire la volatilità quando il rischio sul mercato aumenta è cercare di mediare le oscillazioni dei prezzi di ingresso utilizzando i Piani di Accumulo del Capitale (PAC), con i quali è infatti possibile ridurre il rischio di entrare nei mercati al momento sbagliato. È inoltre possibile integrare una polizza assicurativa.
  • Per chi vuole osare e salire sul carro della volatilità, è possibile diversificare una parte del portafoglio su fondi che scommettono sul rialzo e sul ribasso della volatilità usando l’indice VIX (Categoria Morningstar Alternative Volatility) e adottano una strategia direzionale. Si tratta di fondi alternativi che utilizzano future sull’indice Vix per coprirsi dagli alti e bassi delle Borse. Oltre ai future, tra gli strumenti più comuni che utilizzano questi gestori ci sono le obbligazioni convertibili o le opzioni per dominare le aspettative future. Ci sono sul  m mercato italiano tre prodotti di questo tipo disponibili agli investitori non professionali. Il migliore in assoluto è Seeyond Volatility Equity Strategies classe R Acc di Natixis asset Management che rende l’11,30% da gennaio a marzo 2020 (+6,23% da marzo 2019 a marzo 2020) seguito dalle soluzioni offerte da Amundi con Amundi Funds Absolute Volatility World Equities Classe Su che rende il 10,82% da gennaio a marzo 2020 (+3,95% da marzo 2019 a marzo 2020) Amundi Funds Absolute Volatility Euro Equities Classe Se che rende il 10,20% da gennaio a marzo 2020 (+0,86% da marzo 2029 a marzo 2020).

Per valutare il rischio di portafoglio e bilanciare nella maniera migliore gli asset su cui investire (azioni, obbligazioni, liquidità), questo è il momento ideale per scoprire i vantaggi di un portafoglio modello ben equilibrato.

Note
Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

 

Articolo precedente

Analisi di mercato: prove di rimbalzo dopo il contagio Coronavirus

Articolo successivo

Chi sale e chi scende: le classifiche dei migliori fondi a febbraio 2020

Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *