La fine del primo semestre 2018 coincide con un giro di boa importante per i mercati finanziari. Dopo anni di tassi prossimi allo zero, inflazione contenuta e rendimenti azionari interessanti siamo entrati in una nuova stagione caratterizzata da tassi in ascesa, ripresa dell’inflazione e il ritorno della volatilità.
Questo è il momento ideale per fare il check up al portafoglio investito o per impostare una corretta pianificazione che parta dall’analisi dei bisogni e sia funzionale al raggiungimento dei propri obiettivi.

Ecco cosa imparerai sugli investimenti a lungo termine:

Lungo termine o breve termine: il tempo per investire

Per orientare al meglio le proprie scelte e rendere efficiente la pianificazione di portafoglio bisogna, in primo luogo, stabilire le priorità e darsi degli obiettivi in un tempo desiderato. L’orizzonte temporale di investimento consente anche di selezionare gli strumenti più indicati per raggiungere il traguardo desiderato. In generale, possiamo individuare tre obiettivi finanziari a cui corrispondono altrettanti orizzonti temporali:

  • Breve termine che risponde a delle logiche di risparmio mordi e fuggi, alla voglia di speculare e alla necessità di avere sempre liquidità a disposizione. Fa riferimento a un periodo temporale inferiore a un anno;
  • Medio termine risponde a logiche di pianificazione più elaborate come, per esempio, accumulare un capitale per l’acquisto di una casa, e vincola il risparmio a un orizzonte temporale superiore a 12 mesi e fino a un massimo di 5 anni;
  • Lungo termine è la formula di investimento che guarda avanti per soddisfare bisogni di crescita del patrimonio, può avere un’ottica previdenziale o di accantonamento per la propria famiglia, e consente di diversificare al meglio il rischio con un orizzonte temporale superiore a 5 anni.

Per definizione, un orizzonte temporale più lungo consente di proteggere meglio le scelte di investimento quando si ha un’idea ben chiara su obiettivi ed esigenze personali di liquidità su cui elaborare la corretta strategia d’investimento. Tra le cose da fare prima di investire c’è la misurazione del rischio che si è in grado di sostenere e per quanto tempo si è disposti a sostenerlo. Bisogna poi tenere conto dei costi a cui si vuole andare incontro: una buona strategia di lungo periodo è senza dubbio meno onerosa di una strategia di breve termine impostata sulla speculazione e sulle fluttuazioni di mercato al rialzo e al ribasso.

Investire a lungo termine: istruzioni per l’uso

Warren Buffett, il guru di Omaha e fondatore di Berkshire Hathaway, è il prototipo dell’investitore di lungo periodo. Tanto che consiglia di acquistare un’azione solo se si pensa di tenerla in portafoglio minimo 10 anni, altrimenti non conviene averla nemmeno un giorno.
La regola generale, infatti, è che quanto più a lungo resta investito il capitale, tanto maggiore è il rischio che si può sostenere. In pratica, le obbligazioni portano a minori oscillazioni e rischi e a rendimenti più bassi rispetto alle azioni, pertanto gli investitori che hanno un orizzonte temporale d’investimento uguale o superiore a 5 anni possono permettersi di investire una quota più elevata del loro portafoglio in azioni e puntare sulla crescita del patrimonio.

Quali sono i pro dell’investimento a lungo termine

  • La pianificazione di lungo periodo consente di mettere in portafoglio gli strumenti migliori con lo stesso profilo di rischio e consente anche di aumentare il profilo di rischio diminuendo la possibilità di subire delle perdite.
  • La pianificazione di lungo periodo consente una diversificazione ottimale di portafoglio calibrata a seconda della strategia e degli obiettivi, anche grazie al reinvestimento degli interessi ottenuti nel corso del tempo.
  • Avere come obiettivo temporale il lungo periodo mette al riparo dall’ansia della volatilità e dalle decisioni prese sull’onda degli choc di mercato. Consente di comprare e aspettare il risultato, senza monitorare quotidianamente le performance.
  • Investire nel lungo termine consente di puntare su tematiche macroeconomiche di lungo periodo che sono al riparo dalle oscillazioni di breve termine.

Quali sono i contro dell’investimento nel lungo termine

  • Il principale svantaggio dell’investimento a lungo termine è il rischio dell’erosione del capitale da parte dell’inflazione, che difficilmente può essere evitato: un rialzo eccessivo dell’inflazione porta a svalutare il valore del capitale iniziale, abbassando drasticamente l’effettiva convenienza dell’investimento.
  • L’immobilizzazione del capitale per un lungo periodo gioca a sfavore di un investimento pluriennale: questo è un fattore che va calcolato in sede preventiva, misurando bene il bisogno di liquidità.
  • Cambiare strategia in corso mette a rischio tutti i pro dell’investimento di lungo periodo. Le performance dei prodotti nel corso del tempo cambiano la ponderazione: rimanere fedeli alla strategia compensa le oscillazioni.

Come diversificare l’investimento nel lungo termine

Prevedere cosa accade nel lungo periodo e massimizzare il profitto è un esercizio difficile da sempre. L’economista inglese John Maynard Keynes che è passato alla storia anche per la battuta: “Nel lungo periodo saremo tutti morti”, voleva mettere in guardia dai trend secolari e dalla fallibilità delle previsioni, pur affermando che spesso si rivelano esatte. Per mettersi al riparo da previsioni errate la soluzione è la massima diversificazione di portafoglio che consente anche di calcolare bene il rischio che si corre in funzione del rendimento atteso.

Fondi comuni: perché offrono la massima diversificazione

Una strategia di investimento sicuramente errata è investire tutto su un singolo titolo obbligazionario o azionario, oppure su un unico prodotto finanziario. Adottare una corretta diversificazione vuol dire investire un capitale ingente su tanti strumenti finanziari diversi, ma una soluzione c’è: i fondi comuni di investimento offrono la possibilità, a fronte di un investimento contenuto, di beneficiare del grado di diversificazione massima grazie a un portafoglio molto ampio.

Nella selezione degli asset da mettere in portafoglio i gestori di fondi comuni adottano sempre una strategia di lungo periodo, individuando i trend che possono rendere di più con un orizzonte temporale decennale. In particolare, oggi investire a lungo termine sembra ancora più difficile rispetto al passato perché l’economia mondiale è nel bel mezzo di uno sconvolgimento strutturale che il World Economic Forum (WEF) ha definito “Quarta rivoluzione industriale”. Robotica, intelligenza artificiale ed economia digitale stanno cambiando abitudini di vita e lavoro.

Il tema conta: investire sui megatrend di lungo termine

Il digitale è solo uno dei trend identificabili ed è trasversale a tutte le attività. Misurare le conseguenze dei trend sta alla base degli investimenti a tema, che sono un mattone essenziale per costruire un portafoglio a lungo termine. Gli investimenti a tema sono a loro volta alla base di strategie d’investimento e sempre più spesso sono legati a megatrend, o trend secolari, che hanno un ciclo di minimo di investimento di 7 anni. La comprensione e lo studio dei megatrend è il primo passo per investire con successo sulle forze di cambiamento sociale, demografico, ambientale e tecnologico che stanno trasformando il nostro mondo e che avvengono contemporaneamente. Per gli investitori i megatrend rappresentano un’opportunità nel lungo termine.

Tra i megatrend secolari individuati dai gestori per esempio ci sono:

Investire a lungo termine: ad ognuno il suo obiettivo

Nella scelta di un investimento a lungo termine conta l’obiettivo per cui si decide di accantonare risparmio. La crescita del patrimonio è il traguardo comune a tutte queste forme di investimento. Tra le ragioni del risparmio a lungo termine c’è la necessità di investire per il futuro dei propri figli valutando tutti gli strumenti finanziari a disposizione, ma ci sono sempre di più anche esigenze di accantonamento previdenziale e obiettivi di mantenimento del proprio tenore di vita nel lungo periodo.

IDEE DI INVESTIMENTO

Alcuni esempi scelte di investimento a lungo termine che utilizzano i prodotti del risparmio gestito:

  • Piano pensionistico integrativo
    Una buona ragione per investire nel lungo periodo è costruire un assegno previdenziale che possa affiancarsi a quello principale. In questo senso, i fondi pensione sono una buona scelta che rende bene. Nel 2017 il Trattamento di fine rapporto (TFR) si è rivalutato, al netto dell’imposta sostitutiva, dell’1,7% contro il 2,6% dei fondi negoziali e il 3,3% dei fondi aperti. Se si guarda il rendimento a 10 anni, la media annua composta dei fondi pensione ha battuto il TFR: 3,3% per i fondi negoziali, 3% per i fondi aperti contro il 2,1% del trattamento di fine rapporto.
  • Piani Individuali di Risparmio
    Una formula nuova per il mercato italiano è quella dei Piani individuali di risparmio (PIR) che hanno un anno e mezzo di vita. Hanno rendimenti interessanti e hanno incontrato il gradimento delle famiglie italiane perché sono prodotti di semplice comprensione. Le caratteristiche dei PIR hanno dato un contributo importante allo sviluppo economico delle Pmi italiane e hanno introdotto un nuovo modello di risparmio che, grazie anche un vantaggio fiscale consistente, ha avvicinato molti italiani al risparmio gestito di lungo periodo. Sono già 800 mila gli italiani che nel 2017 hanno deciso di investire i propri risparmi in PIR e oltre 11 miliardi di euro la raccolta.
  • Piani di Accumulo del Capitale
    La forma più facile e accessibile per investire nel lungo termine è il Piano di accumulo di capitale (PAC) che consente con una piccola somma mensile di accantonare risparmio, consentendo di mediare il rischio e domare la volatilità. Una caratteristica a favore del PAC è che dà una disciplina di investimento a chi risparmia e aiuta a pianificare i risparmi. Per gestire il rischio sul mercato, il PAC in fondi offre una protezione in più grazie al fatto che il denaro in un fondo d’investimento è investito in modo da diversificare il rischio grazie a una gestione professionale.

Scopri come investire in fondi sulla piattaforma Online SIM.

Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Articolo precedente

Addio al QE: cosa significa per l'Italia. Dove investire

Articolo successivo

Se i dazi diventano la nuova economia. Come investire

Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

Nessun commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *