Per decenni il valore di un’azienda è stato legato soprattutto ai suoi prodotti, agli impianti o alla quota di mercato. Oggi una parte crescente del valore dipende da fattori immateriali: la capacità di proteggere i dati, garantire la sicurezza delle transazioni, utilizzare in modo responsabile l’intelligenza artificiale e costruire relazioni credibili con clienti e investitori. In un’economia sempre più digitale la fiducia diventa un’infrastruttura essenziale, proprio come lo sono state l’energia per la rivoluzione industriale o Internet per quella digitale. L’Edelman Trust Barometer mostra come la fiducia influenzi sempre più le scelte economiche di consumatori e investitori. Le aziende considerate affidabili tendono a fidelizzare maggiormente i clienti, ad attrarre talenti e a difendere meglio i propri margini anche nei momenti di incertezza.

Per un investitore questo significa guardare oltre il prodotto venduto da un’azienda e chiedersi quale ruolo svolga nella costruzione dell’economia digitale.

Le cinque infrastrutture della fiducia

Se la fiducia è il nuovo motore dell’economia digitale, quali sono i settori che possono beneficiarne maggiormente?

  1. Cybersecurity

Non esiste economia digitale senza sicurezza. La crescita degli attacchi informatici sta spingendo aziende e governi ad aumentare gli investimenti nella protezione delle reti, dei dati e delle infrastrutture critiche. Secondo il World Economic Forum, la cybersecurity è ormai una priorità strategica per la competitività delle imprese.

  1. Identità digitale

Dall’accesso ai servizi pubblici ai pagamenti online, cresce la necessità di verificare in modo sicuro chi siamo. Biometria, autenticazione multifattore e identità digitale rappresentano uno dei segmenti più dinamici della trasformazione digitale.

  1. Pagamenti elettronici

Ogni transazione digitale è un atto di fiducia. Carte, wallet digitali e sistemi di pagamento istantanei richiedono infrastrutture tecnologiche sempre più sicure, veloci e affidabili.

  1. Cloud e gestione dei dati

L’economia digitale produce quantità enormi di informazioni. Proteggere questi dati, archiviarli in modo sicuro e garantirne l’integrità è diventato un business sempre più rilevante.

  1. Intelligenza artificiale affidabile

L’AI non avrà successo solo perché è potente, ma perché sarà considerata affidabile. Cresce quindi l’interesse per le aziende che sviluppano software per la governance dell’intelligenza artificiale, la qualità dei dati, la tracciabilità degli algoritmi e la conformità alle normative.

Come investire nell’economia della fiducia con i fondi comuni

Per un investitore è difficile individuare in anticipo le singole aziende che guideranno questa trasformazione. I fondi comuni permettono invece di investire contemporaneamente in decine di società che operano lungo tutta la filiera della fiducia digitale, riducendo il rischio di concentrazione. Tra le strategie che possono offrire un’esposizione a questo megatrend ci sono i fondi tematici in:

  • tecnologia globale;
  • cybersecurity;
  • trasformazione digitale;
  • fintech e pagamenti elettronici;
  • software e cloud computing;
  • semiconduttori e infrastrutture digitali.

Molti fondi tematici, inoltre, investono contemporaneamente in più segmenti della filiera, offrendo un’esposizione più ampia rispetto all’acquisto di singoli titoli.

Per saperne di più scopri come investire a tema.

IDEE DI INVESTIMENTO

Per molti anni gli investitori hanno cercato di individuare il prossimo settore destinato a crescere. Oggi la domanda potrebbe essere diversa: quali aziende renderanno possibile il funzionamento dell’economia digitale? Secondo lo studio EY Megatrends 2026, la risposta passa dall’economia della fiducia che racchiude temi in crescita nel lungo periodo, ma non dovrebbe sostituire il nucleo principale del portafoglio. Per la maggior parte degli investitori può essere più efficace utilizzarla come componente satellite, affiancandola a un portafoglio ben diversificato composto da fondi azionari globali e obbligazionari. Gli investimenti graduali, come i Piani di Accumulo del Capitale (PAC), possono essere uno strumento utile per costruire nel tempo un’esposizione a questi comparti, riducendo l’impatto della volatilità.

Per partecipare alla crescita di megatrend strutturali senza concentrare eccessivamente il rischio su un unico settore tecnologico scopri i portafogli modello costruiti con diverse asset class e sviluppati sulla base di metodologie quantitative. Ogni portafoglio ha un grado di rischio differente e adotta strategie di investimento diverse puntando su settori, strumenti e Paesi. I portafogli modello sono offerti dalle migliori società di gestione (UBS, Pictet Asset Management, Mc Advisory, Natixis Investment Managers, 4Timing Sim) comprese quelle specializzate in investimenti ESG.

Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Articolo precedente

L’AI non consuma solo chip ma anche elettricità, acqua e rete

Articolo successivo

Questo è l'articolo più recente

Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

Competenze:
Giornalista segue da oltre 20 anni le dinamiche del mercato del risparmio gestito, della consulenza finanziaria e dei protagonisti del mondo degli investimenti. Per Online SIM scrive di scenari e storie di mercato, megatrend e idee di investimento, educazione finanziaria.

Esperienza:
É stata caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vicecaporedattore di Panorama Economy (Gruppo Mondadori).
Nel 2015, dopo la lunga carriera nella carta stampata economica, è passata alla comunicazione come responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content occupandosi di progetti editoriali in diversi settori (risparmio, finanza, assicurazioni).
Dal 2015 cura la redazione dei contenuti del Blog di Online SIM, che oggi conta oltre 1200 articoli.

Formazione:
Ha una laurea in lingue e letterature straniere e una specializzazione in giornalismo.

Link ai social:

Nessun commento

Lascia un commento


Il periodo di verifica reCAPTCHA è scaduto. Ricaricare la pagina.