I Piani individuali di risparmio (PIR) sono senza ombra di dubbio il prodotto del 2017. Il settore del risparmio gestito è il primo ad aver credito in questo nuovo prodotto e già una decina di Società di gestione del risparmio (SGR) hanno avviato il collocamento di fondi legati ai Piani individuali di risparmio esentasse. L’ultima in ordine di tempo è stata a fine marzo 2017 Amundi con Amundi Valore Italia PIR e Amundi Dividendo Italia, due prodotti che si vanno ad aggiungere a quelli di Anthilia, Anima, Arca, Eurizon, Ersel, Pioneer, Sella Gestioni e Zenit. Ma non è finita per le SGR e adesso anche le assicurazioni vogliono essere della partita.

La prima compagnia a rompere il ghiaccio riuscendo a conciliare l’investimento in azioni, che dovrebbe essere prevalente, dei Pir con la tutela del capitale richiesta nelle polizze è stata Cnp Partners, società del gruppo francese Cnp Assurances attiva in Italia nei settori del risparmio, degli investimenti e della protezione della persona.
In rampa di lancio c’è Cnp Investment Insurance SolutionPir, polizza multiramo che rientra tra le soluzioni destinate ai Piani di risparmio individuali e consente di unire ai vantaggi fiscali dei Pir previsti dalla legge di Bilancio 2017 quelli propri dei prodotti assicurativi.

PIR: piacciono l’esenzione fiscale e i vantaggi in caso di successione

Insieme con le assicurazioni anche i fondi indicizzati sono entrati nel mercato dei PIR. A farlo è stata Lyxor che ha lanciato il primo Etf PIR. Si chiama Lyxor FTSE Italia Mid Cap UCITS ETF, ha un track record di quasi 3 anni ed è ora formalmente e ufficialmente PIR. Pertanto, si legge in una nota, ha cambiato denominazione in Lyxor FTSE Italia Mid Cap PIR UCITS ETF. L’Etf investe principalmente nelle 60 società italiane a media capitalizzazione, non inserite nell’indice FTSE MIB e quotate su Borsa Italiana ed uno strumento utile per si rivolge principalmente agli intermediari che stanno realizzando per soluzioni PIR come fondi, assicurazioni, unit linked, gestioni patrimoniali.

Il primo beneficio dei PIR è l’esenzione fiscale prevista dalla normativa per gli investimenti in Pir fino a 30 mila euro l’anno, per un massimo di 150 mila euro in cinque anni, se il Pir è strutturato secondo quanto stabilito dalla legge di bilancio 2017 (scopri qui la Guida ai PIR di Online sim). L’obiettivo del Governo è stata la necessità di convogliare una fetta di risparmio privato verso le small cap, utilizzando la leva del vantaggio fiscale, ovvero la totale esenzione fiscale sul capital gain (26%) oltre che l’esenzione da imposte di successioni e donazioni. Ecco perché vista c’è anche l’allargamento del pubblico dei sottoscrittori dei PIR ai minori, proprio con una logica successoria.

IDEE DI INVESTIMENTO

Il MEF è molto positivo sul buon esito dei PIR e prevede due miliardi di raccolta già dal 2017, ma queste previsioni potrebbero essere polverizzate. Il prodotto PIR non è una novità in Europa. Negli anni ’90 questi prodotti sono stati lanciati prima in Gran Bretagna con il nome di Individual Saving Accounts (ISA) e poi in Francia con il nome di Plan d’Epargne Action (PEA). E hanno avuto un ottimo successo di raccolta.

I PIR sono sulla piattaforma Online SIM. Scopri l’offerta di Piani individuali di risparmio e come si apre un Conto PIR.

Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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