Il rinvio delle Olimpiadi di Tokyo 2020 alla primavera del 2021 non è un problema solo del Giappone. Il Paese guidato da Shinzo Abe puntava tutto sui Giochi Olimpici per dare una spinta decisiva alla ripresa dopo il devastante terremoto del 2011 e con l’obiettivo di un deciso rilancio economico dopo oltre due decenni di crescita anemica. Tanto che, gli organizzatori di Tokyo 2020 si erano assicurati la cifra record di 3,3 miliardi di dollari solo di sponsorizzazioni di aziende giapponesi e avevano previsto di vendere almeno 800 milioni di dollari di biglietti per assistere alle gare. Spostare i giochi di un anno consentirà di mantenere le stesse cifre? Nessuno può dirlo in questo momento. Accettando il rinvio al 2021, il primo in 124 anni di storia delle Olimpiadi moderne, gli organizzatori, gli sponsor, gli atleti di Tokyo 2020 hanno davanti una serie di sfide economiche e logistiche.

Di sicuro c’è solo che gli investimenti fin qui fatti per preparare le Olimpiadi non potranno essere ripagati prima di un anno. E considerando che occorrono molti anni e diversi miliardi di dollari per ospitare i giochi bisogna mettere in conto un anno di perdite in più rispetto al previsto. Tuttavia, rispetto all’annullamento definitivo delle competizioni o al tentativo di far disputare una versione diluita, il rinvio era la migliore delle opzioni per Tokyo, che si aspettava una crescita del 73% delle entrate da turismo. Per ora c’è l’obiettivo del 2021 ma la variabile Covid 19 resta un’incognita: il percorso della pandemia è al di fuori del controllo degli organizzatori di qualsiasi evento e, se dovesse ripresentarsi il prossimo inverno, gli organizzatori delle Olimpiadi potrebbero dover tornare di nuovo al tavolo per riprogrammare i Giochi.

Non sarà facile, dunque, rimettere in moto la pioggia di miliardi che era attesa prima del virus perché il rischio che alcune aziende sponsor possano ritirarsi è reale. Non dovrebbe essere così per i 66 big spender giapponesi che saranno sicuramente mossi dall’orgoglio nazionale con Toyota, birra Asahi, le sneaker Asics e il broker Nomura in prima fila. Per questi marchi c’è la possibilità di continuare a promuovere i giochi nel momento in cui i consumatori ritorneranno a uscire e a spendere. Il discorso può essere diverso per le aziende non giapponesi. Ci sono, per esempio, gli sponsor globali di alto livello del CIO – il comitato organizzatore dei giochi – un elenco esclusivo di 14 aziende. Tra queste ci sono Coca-Cola e Visa che pagano oltre 1 miliardo ogni quattro anni per essere associati ai giochi e sono sponsor certi per le Olimpiadi fino al 2032 e anche Omega (Swatch) ha confermato l’impegno fino al 2032. Ma tra i big sponsor ci sono anche aziende come General Electric e Procter & Gamble che avevano accordi in scadenza alla fine del 2020 e andranno rinegoziati.
Se il CIO pensa di riuscire a tenere i grandi marchi attaccati alle Olimpiadi magari ridiscutendo le cifre, è molto più difficile prevedere cosa accadrà con i contratti delle centinaia di sponsor legati a ogni squadra olimpica nazionale. E soprattutto c’è il tema dei diritti televisivi già assegnati: le emittenti delle Olimpiadi non pagheranno la maggior parte dei loro diritti fino a quando i giochi non si faranno. E questo per il CIO si traduce da subito in una perdita dal 5-10% di incassi attesi nel 2020 e rimandati al 2021.

IDEE DI INVESTIMENTO

Secondo il consesus degli economisti di Bloomberg le conseguenze di questo primo, e si spera ultimo, rinvio delle Olimpiadi ha già prodotto alcuni effetti economici rilevanti:

  • Il rischio che l’economia del Giappone rimanga in territorio negativo per un anno intero a causa di un ritardo delle Olimpiadi. Si tratta di una possibilità concreta e in contrasto con la crescita stabile promessa del Primo Ministro Shinzo Abe quando ha lanciato il suo programma di Abenomics oltre sette anni fa.
  • Con il virus che sta sconvolgendo la vita in tutto il mondo e i Paesi che si trovano ad affrontare una recessione economica, sarà difficile realizzare delle Olimpiadi di successo. La durata della pandemia è al momento sconosciuta e quando alla fine si terranno i Giochi – probabilmente nell’estate del 2021 – potrebbero esserci nazioni che ancora lottano contro il virus o hanno appena iniziato a riprendersi.
  • Se si guarda al passato, dopo un grande choc le Olimpiadi sono state sempre all’insegna dell’austerità. Accadde a Londra 1948 – tenutasi dopo una pausa di 12 anni a causa della seconda guerra mondiale – e accadde per Belgio 1920, subito dopo la prima guerra mondiale.

Per valutare il rischio di portafoglio e bilanciare nella maniera migliore gli asset su cui investire (azioni, obbligazioni, liquidità), questo è il momento ideale per scoprire i vantaggi di un portafoglio modello ben equilibrato.

Note
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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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