C’è un dato di fatto con cui gli investitori devono fare i conti adesso: nessun Paese è immune agli choc del mercato globale causati dal Covid 19, neppure i mercati emergenti. Ma secondo il consensus dei gestori è proprio dai mercati emergenti che potrebbe ripartire la ripresa se si adotta un’ottica di lungo periodo.

“Nonostante questa crisi del mercato sembri essere sotto diversi aspetti simile a quella del 2008, la volatilità potrebbe offrire agli investitori a lungo termine l’opportunità di aprire posizioni in società a elevata qualità, caratterizzate da buone valutazioni e in grado di beneficiare delle attuali condizioni del mercato” secondo l’analisi di Aberdeen Standard Investments.

Perché gli emergenti sono più promettenti rispetto al resto del mercato?

  • Politiche monetarie molto accomodanti nei mercati emergenti, con il numero netto di banche centrali che operano tagli che si attesta al 63% e azioni ai livelli massimi dalla crisi finanziaria globale. L’allentamento monetario tende a produrre effetti sull’attività per almeno otto mesi.
  • Nei mercati emergenti, le risposte dei governi alla richiesta di liquidità sono incisive e i bilanci dei Paesi emergenti pre-crisi sono in buone condizioni e fanno ben sperare riguardo alla ripresa. Anche i programmi di riforma, in particolare in Brasile, sono motivo di incoraggiamento.
  • Nel lungo periodo, i rischi per l’economia globale sono chiaramente più elevati. Se il coronavirus rappresenta un ostacolo significativo alla crescita a breve termine, l’impatto complessivo sul PIL globale è gestibile a lungo termine.
  • Gli emergenti devono affrontare gli stessi messaggi contrastanti dell’economia globale, ma il percorso di crescita strutturale rimane intatto, trainato dall’urbanizzazione, da una middle class in crescita e dalla digitalizzazione.
  • Secondo il consensus dei gestori, la pandemia non cambia la visione costruttiva sui mercati emergenti: l’aumento del divario di crescita tra i mercati emergenti e i mercati sviluppati è stato semplicemente rimandato.

Secondo l’analisi di Flossbach von Storch Research Institute, tuttavia, le economie dei mercati emergenti non si trovano di fronte a un temporale. Devono affrontare un uragano di gravi difficoltà finanziarie, nonostante l’allentamento della pressione sul dollaro dovuto alle ultime iniezioni di liquidità da parte della Federal Reserve e alle misure che i governi locali potranno adottare. “Senza una rapida ripresa a breve della domanda globale (Europa e Stati Uniti sono ancora in quarantena), il FMI e la Banca Mondiale dovrebbero essere pronti a intervenire con fondi sufficienti per aiutare le economie dei mercati emergenti in difficoltà finanziaria” ha detto Pablo Duarte, Senior Research Analyst, Flossbach von Storch Research Institute.

Molto dipenderà dalla risposta della politica fiscale all’epidemia. Il governo cinese, per esempio, sta aiutando i settori dell’economia più colpiti e sta dando priorità alla spesa per le infrastrutture, scelta che dovrebbe garantire che l’impatto sulla crescita sarà temporaneo. Basterà?

Secondo l’analisi di Pictet Asset Management, la politica fiscale assumerà il ruolo di guida nell’aiutare le aziende cinesi a sopravvivere a questa crisi diffusa e dopo un’ipotesi di ribasso dell’1,9% del PIL cinese nel primo trimestre dovrebbe seguire una forte ripresa nel secondo trimestre, che determinerà un impatto negativo sull’intero anno dello 0,3% (crescita al 5,6% rispetto alle precedenti previsioni del 5,9%).
La Cina è il Paese guida dei mercati emergenti e da qui si riparte. La preoccupazione maggiore secondo Pictet asset management riguarda l’Asia (Vietnam, Singapore, Taiwan e Thailandia) mentre India e Indonesia appaiono meno vulnerabili, e l’impatto sul resto dei mercati emergenti dovrebbe rimanere limitato ai grandi partecipanti alla filiera produttiva globale (Ungheria) o ai grandi partner commerciali della Cina (Russia).

IDEE DI INVESTIMENTO

L’attenzione dei gestori verso i mercati emergenti si focalizza su temi strutturali di lungo periodo che sono legati alla tecnologia (5G, digitalizzazione, IoT), al cambiamento del settore finanziario, alla sanità, alla crescita della classe media che incide sui consumi e alle infrastrutture. Tutti questi trend secondo il consensus dei gestori potranno mitigare l’attuale incertezza economica che deriva non solo dalla diffusione globale del virus, ma anche dalla debolezza del petrolio e dei mercati delle materie prime e dai possibili problemi di qualità del credito.

Per investire sui mercati emergenti con una buona dose di diversificazione e un’ottica di lungo periodo ci sono fondi azionari specializzati (Categoria Morningstar: Azionari Paesi Emergenti).

La Top 10 dei fondi azionari mercati emergenti

ProdottoRendimento 1yRendimento 3y
Capital Group Emerging Markets Growth Fund (LUX) Xd26,85%9,06%
Lo Funds Emerging Equity Factor Enhanced (usd) Classe R7,41%1,91%
BNP Paribas Emerging Equity Classe Classic Usd Acc0,07%5,24%
HSBC GIF Global Emerging Markets Equity-3,95%4,66%
Morgan Stanley Emerging Leaders Equity AH EUR-16,98%-5,1%
Nordea 1 - Emerging Markets Focus Equity Fund Classe BP Eur-5,69%2,91%
Amundi Funds - Emerging Markets Equity Focus I USD AD (D)-6,84%---
Nordea 1 - Emerging Stars Equity Fund Classe BP Eur-7,83%1,51%
Carmignac Emergents Classe A Eur Acc-9,66%-3,59%
Goldman Sachs Emerging Markets Equity Portfolio Other Currency Inc GBP-10,12%0,44%
Nella tabella, i migliori fondi azionari che investono sui mercati emergenti ordinati per rendimento a un anno. Dati annualizzati in euro aggiornati ad aprile 2020. Fonte: Morningstar.

Per valutare il rischio di portafoglio e bilanciare nella maniera migliore gli asset su cui investire (azioni, obbligazioni, liquidità), questo è il momento ideale per scoprire i vantaggi di un portafoglio modello ben equilibrato.

Note
Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

 

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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