Secondo il Fondo Monetario Internazionale (FMI) l’Europa deve pensare a un piano di emergenza per fermare una possibile recessione. La ragione? Secondo l’ultimo outlook del FMI la politica monetaria ha quasi esaurito il suo arsenale e la diffusione dei rischi, ha avvertito il fondo, sta diventando sistemica. «Dati gli elevati rischi al ribasso, i piani di emergenza dovrebbero essere pronti per l’attuazione», scrivono gli economisti del FMI nell’outlook per l’Europa. «Potrebbe essere necessaria una risposta fiscale sincronizzata». Il pericolo per l’Europa arriva dal protezionismo commerciale, dalla Brexit che è ancora in alto mare e dalle tensioni geopolitiche. Il forte avvertimento del FMI arriva dopo che gli ultimi dati hanno mostrato come l’economia dell’area dell’euro si stia dimostrando, in ogni caso, più resistente del previsto, guidata da una forte espansione in Paesi come la Francia. Tuttavia, la Germania sta entrando in una recessione tecnica e il mercato del lavoro nella più grande economia del continente ha iniziato a deteriorarsi: nel terzo trimestre del 2019, secondo la Bundesbank, il Prodotto interno lordo (PIL) avrà una flessione dello 0,1% e la crisi del settore automobilistico tedesco ha portato a un’emorragia dei posti di lavoro a ottobre.

In particolare, l’FMI ha individuato Germania e Paesi Bassi come i Paesi chiave per stimolare la crescita in Europa. In che modo? Attraverso “un’espansione fiscale misurata” che potrebbe avere una ricaduta positiva su tutta l’area euro, arrestando il rallentamento e allo stesso tempo riducendo gli squilibri esterni. «A livello globale, la crescita dell’economia è in una fase di rallentamento, ma non siamo ancora in una fase recessiva. Sebbene i ritmi di crescita delle varie aree geografiche siano diversi, è indubbio che la decelerazione sia un fattore comune a tutti i Paesi» ha detto Dave Lafferty, Chief Market Strategist di Natixis Investment Managers. «Negli USA il tasso di crescita è vicino al 2%, in Europa all’1%, mentre per il Giappone è pari a zero. Il pericolo di una recessione è tuttavia più forte in Europa che continua a disattendere le aspettative che, nel frattempo, sono state riviste al ribasso».

Secondo l’analisi degli economisti del FMI, la Germania ha già una politica fiscale «molto espansiva» ma conserva ancora margini di manovra in caso di una vera crisi economica, e anche i Paesi con deficit e debito elevati, some l’Italia, dovrebbero considerare un «ritmo temporaneamente più lento di consolidamento fiscale o un’espansione temporanea» se si materializzeranno scenari negativi. Nel frattempo, i governi dovrebbero considerare le «opzioni di gestione del debito» per trarre vantaggio dai rendimenti ultra bassi per migliorare le loro esigenze di finanziamento nei prossimi anni. E, anche per questo, l’FMI ha raccomandato alle banche centrali di mantenere la loro posizione accomodante per arginare il rallentamento. Si tratta di un assist importante per Christine Lagarde che, appena arrivata sulla poltrona della BCE, ha diverse sfide da affrontare. Il rapporto è l’ultimo a consegnare munizioni alla Banca centrale europea, che sta combattendo un persistente contraccolpo contro le sue nuove misure di stimolo.

IDEE DI INVESTIMENTO

Secondo il consensus degli analisti di Bloomberg, l’Europa si trova in una fase di rallentamento che non si può definire ancora recessione. Sul fronte degli investimenti, secondo l’analisi di Natixis Investment Managers, questo vuol dire una cosa sola: cautela su azioni e obbligazioni perché le valutazioni dei titoli quotati in Borsa sono alte su tutti i mercati, soprattutto in America; anche i prezzi delle obbligazioni sono alti, soprattutto se si considera il rischio tassi e la duration. Per Frédéric Jeanmaire, European Equities Portfolio Manager di Columbia Threadneedle Investments per restare sul mercato europeo servono alcune accortezze per costruire un portafoglio che punta sull’Europa:

  • selezionare e valutare i titoli i in maniera metodica;
  • individuare i prossimi titoli di qualità e con buone propositive di crescita fra quelli che non sono ancora stati valorizzati e rivalutati dal mercato;
  • identificare i titoli di qualità fra quelli ciclici che sono stati eccessivamente puniti dal mercato e che possono raggiungere un valore interessante.

Per restare in Europa da tempo i gestori consigliano di puntare su titoli di valore e qualità guardando agli utili. In una fase come questa dove occorre cautela è bene rivedere la propria asset allocation di lungo periodo in base ai propri obiettivi e al rischio di portafoglio.

Per fare il check-up di portafoglio e scoprire come migliorare il tuo investimento in fondi visita il sito Online SIM.

Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

 

 

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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