La notizia migliore di questo inizio 2020 è la ripartenza dell’industria e una stabilizzazione della crescita economica della Cina dopo un anno duro. Gli analisti stanno già guardando ai prossimi driver che porteranno la Cina a riprendere la sua corsa che dovrebbe portare nel 2020 a una crescita del Prodotto Interno lordo (PIL) del 6% secondo il consensus degli analisti di Bloomberg. Da dove può arrivare la spinta? Secondo le analisi degli esperti di ING e di Morgan Stanley la prossima fase di crescita della Cina potrebbe venire dalle super città intelligenti alimentate dalla connettività 5G, dalle reti intelligenti, dalle energie rinnovabili e dai trasporti moderni.

In particolare, la Cina da oltre un anno sta costruendo le infrastrutture 5G del Paese e rappresenta un modello da esportare in altre economie asiatiche. Secondo le stime di ING entro il 2020 sul territorio cinese ci saranno oltre 170 milioni di abbonati 5G pari al 12% dell’intera popolazione e i marchi di smartphone cinesi, per esempio Huawei, sono già entrati da protagonisti nel mercato 5G che sta dando vita a nuovi servizi di streaming video e, soprattutto, all’Internet delle cose.

Questa rivoluzione tecnologica fa da acceleratore ad un altro trend di lungo periodo definito dagli analisti di Morgan Stanley come la nuova era dell’urbanizzazione fatta da grandi città super intelligenti. Se si guarda al passato, nel corso degli ultimi 40 anni, il primo programma di urbanizzazione massiccia della Cina ha avuto un ruolo chiave nella trasformazione economica del Paese. Così mentre le popolazioni rurali migravano verso le città, i centri di produzione seguivano, aumentando le opportunità, la produttività e stimolando la crescita della classe media del paese. Oggi siamo di fronte a un nuovo salto con la nascita di gigantesche città hub circondate da grandi città satellite che potrebbero essere la chiave per dare alla Cina una nuova spinta alla crescita, attirando grandi investitori.

La prova è che oltre 500 città cinesi hanno chiesto di diventare smart secondo un percorso previsto dal Governo cinese e che 90 di esse sono entrate a far parte del progetto pilota. Secondo i calcoli della società di consulenza Frost & Sullivan questa trasformazione ha già cominciato ad attirare investimenti che solo per device, software e sistemi associati allo sviluppo delle smart cities dovrebbero arrivare a oltre 2 mila miliardi entro il 2025. Sempre secondo i calcoli di Frost & Sullivan il 50% delle città intelligenti che nasceranno in Asia sarà in Cina e progetti di smart city genereranno oltre 320 miliardi di dollari per l’economia cinese entro il 2025.

IDEE DI INVESTIMENTO

Gli analisti azionari di Morgan Stanley in diversi settori affermano che la transizione della Cina verso un modello di super città urbanizzata presenta tre interessanti temi di investimento che possono essere trasversali in un portafoglio azionario che punta sull’economia cinese:

  • L’Internet delle cose sta migrando da un utilizzo prettamente consumer a un utilizzo più industriale e tocca settori come telecomunicazioni, internet, hardware e software tecnici.
  • Digitalizzazione della vecchia economia significa velocizzare i processi di settori oggi considerati maturi come auto, logistica, servizi pubblici, banche, assicurazioni, agroalimentare.
  • La smart city cambia lo stile di vita e le abitudini e riguarda i trasporti, proprietà con l’affermarsi della sharing economy, consumi, istruzione, assistenza sanitaria, e turismo.
  • Praticamente tutti questi temi dipendono dall’espansione delle reti wireless 5G che è la rivoluzione attesa per dare a Internet una capacità superiore di almeno 10 volte a quella che conosciamo oggi.

Per investire sulla nuova urbanizzazione della Cina anche in chiave tecnologica e infrastrutturale ci sono due possibili scelte per diversificare il portafoglio. La prima punta sui fondi azionari specializzati in infrastrutture che danno più peso all’Asia in portafoglio (Categoria Morningstar: Azionari Settore Infrastrutture) la seconda mira ai fondi azionari Cina che danno più peso in portafoglio alla tecnologia (Categoria Morningstar: Azionari Cina).

La Top 5 dei fondi che investono infrastrutture puntando sull'Asia

ProdottoPeso Asia in portafoglioRendimento 1yRendimento 3y
Aberdeen Standard Sicav I - Emerging Markets Infrastructure Equity Fund Classe S Usd Acc66,28%16,94%3,40%
Legg Mason RARE EM Infras A USD Acc56,40%14,74%---
Fidelity Global Infras A-Dis-EUR34,01%18,81%2,88%
Raiffeisen-Infrastruktur-Aktien VT26,92%16,23%2,76%
First State Glbl Lstd Infras A Acc EUR18,19%6,62%8,34%
Nella tabella, i migliori fondi azionari che investono sulle infrastrutture e danno all'Asia un peso maggiore in portafoglio. Fonte: Morningstar Direct. Dati di rendimento al 31 dicembre 2019. I rendimenti a 3 anni sono annualizzati. Dati di portafoglio al 30 novembre 2019.

La Top 5 dei fondi che investono in Cina e puntano sulla tecnologia

ProdottoPeso tecnologia in portafoglioRendimento 1yRendimento 3y
Barings Hong Kong China A USD Inc23,85%28,20%12,63%
Julius Baer EF China Evolution Usd Classe B20,36%20,82%10,48%
First State China Focus I USD Acc19,33%29,58%10,20%
New Capital China Equity USD Ord Acc18,20%25,68%7,90%
HSBC GIF Chinese Equity18,07%24,66%10,78%
Nella tabella, i migliori fondi azionari che investono in Cina e danno alla tecnologia un peso maggiore in portafoglio. Fonte: Morningstar Direct. Dati di rendimento al 31 dicembre 2019. I rendimenti a 3 anni sono annualizzati. Sono stati esclusi i fondi con portafogli non aggiornati nel 2019.

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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