Il 2020 si è aperto all’insegna di notizie contrastanti per i mercati: da una parte c’è la conferma della ripresa delle Cina, motore dell’economia dei mercati emergenti e globale, e di una risalita dell’Europa; dall’altra c’è l’esplosione dalla crisi in Medio Oriente e il timore di una guerra Usa-Iran che potrebbe diventare globale dopo le tensioni del secondo semestre 2019. Per gli investitori, il minimo comun denominatore di queste notizie porta a una necessità: un’attenta valutazione del rischio che, in ogni caso, nel 2020 è in aumento con una corretta asset allocation di portafoglio. Questo ha riportato sotto i riflettori le materie prime e in particolare l’oro, il bene rifugio per eccellenza, e il petrolio, il più colpito dalla crisi mediorientale e al centro della battaglia politica verso le elezioni americane di novembre.

In questo scenario di venti di guerra e di continue esternazioni del presidente americano Donald Trump, le Borse hanno reagito prima con una correzione intorno al 4% e una conseguente ripresa tornando sui valori di fine dicembre 2019, l’oro si è spinto sui massimi – attorno a 1.570 dollari l’oncia, sui livelli più alti degli ulti sette anni – mentre il petrolio ha visto ripartire le quotazioni arrivando oltre i 63 dollari al barile. Cosa c’è da aspettarsi adesso? Conviene puntare sulle materie prime o restare sulle azioni? Per gli analisti di Goldman Sachs, l’oro è sicuramente una scelta migliore rispetto al petrolio in questa fase di mercato per una questione di fondamentali: secondo gli esperti della banca d’affari americana, infatti, il greggio a 63 dollari è giustamente prezzato, mentre l’oro può arrivare comodamente oltre 1.600 dollari.

Gli analisti di Citigroup sono d’accordo sulla possibilità di salita dell’oro che vedono verso 2.000 dollari l’oncia entro un paio di anni, mentre JP Morgan Chase è una voce fuori dal coro e reputa più interessante l’investimento in azioni rispetto all’oro in questa fase di mercato. La ragione? I dati macroeconomici con la conferma della Cina in ripresa e le politiche delle banche centrali che spingono a rischiare di più e a non rifugiarsi nell’oro. L’altra materia prima sotto i riflettori è il petrolio che risente direttamente dei venti di guerra ma anche delle elezioni politiche americane attese a novembre 2020. La prova è la campagna delle lobby del petrolio appena lanciata dal principale gruppo di pressione dell’industria petrolifera per contrastare gli attacchi dei candidati democratici che promettono di eliminare gradualmente i combustibili fossili. Il futuro dell’energia sarà al centro del dibattito elettorale e l’American Petroleum Institute ha intenzione di contrastare l’avanzare delle energie rinnovabili con una massiccia campagna di spot pubblicitari. Le previsioni 2020 sul prezzo del barile sono cambiate dopo lo scoppio della crisi mediorientale e il consensus degli analisti di Bloomberg è adesso sopra i 70 dollari.

IDEE DI INVESTIMENTO

L’oro è una tentazione forte in questo momento per gli investitori che sono a caccia di un rifugio. Il rally del metallo giallo è davvero anomalo anche perché sta avvenendo con mercati azionari sui massimi. In parte la corsa si spiega con la debolezza del dollaro ma gli analisti si sono divisi sulle prospettive per il 2020. Sul futuro incombono tante incertezze: le relazioni Usa-Cina, le modalità della Brexit, gli esiti delle crescenti tensioni geopolitiche a cui ora si è aggiunta la mina del Medio Oriente. Non c’è dubbio però che i metalli preziosi tra le materie prime sono quelli che continuano a correre di più anche grazie alla performance del palladio – vale oltre 2 mila dollari l’oncia – che sale data la scarsità della materia e a prescindere da fattori macroeconomici.

Per puntare sulla crescita dei metalli preziosi si può diversificare una parte del portafoglio su fondi specializzati (Categoria Morningstar: Azionari Settore Metalli Preziosi) che vanno alla ricerca di tutte le opportunità legate a queste materie prime e non solo all’oro.

La Top 10 dei fondi che investono in metalli preziosi

ProdottoRendimento 1yRendimento 3y
Franklin Gold & Precious Metals Fund A(Ydis)EUR45,86%1,53%
Edmond de Rothschild Goldsphere R44,05%4,84%
Franklin Gold & Precious Metals Fund Classe A Acc USD43,08%3,59%
Schroder International Selection Fund Global Gold A1 Accumulation USD40,78%8,16%
Amundi Funds CPR Global Gold Mines Classe FU Usd39,76%5,01%
Investec Global Strategy Fund - Global Gold Fund A Acc USD36,67%10,90%
Bgf World Gold Fund Eur Classe A235,55%1,36%
Bgf World Gold Fund Eur Classe E2 EUR (€)32,87%2,80%
Lo Funds World Gold Expertise (usd) Classe R31,30%6,43%
Lo Funds World Gold Expertise (eur) Classe R30,58%5,79%
Nella tabella, i migliori fondi azionari che investono sul settore dei metalli preziosi ordinati per rendimento a un anno. Dati in euro aggiornati al 7 gennaio 2020. Fonte: Morningstar.

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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