Il contesto globale in cui operano i mercati finanziari è sempre più complesso. Accanto a fattori geopolitici ed economici, stanno emergendo con forza anche i rischi ambientali, in particolare quelli legati alle catastrofi naturali. A richiamare l’attenzione su questo tema è il World Economic Forum, che nel suo Global Risks Report 2026 colloca gli eventi climatici estremi tra i principali rischi globali, sia nel breve sia nel lungo periodo. Un’indicazione importante anche per gli investitori, perché questi fenomeni possono incidere in modo concreto sull’economia reale e, di riflesso, sui mercati.

Cosa emerge dal Global Risks Report 2026

Il Global Risks Report è uno studio annuale che raccoglie le valutazioni di oltre 1.300 esperti, leader economici e responsabili del rischio a livello internazionale. Nell’edizione 2026 emerge un messaggio chiaro:

  • nel breve termine (2 anni) gli eventi meteorologici estremi sono già tra i rischi più rilevanti
  • nel lungo termine (10 anni) diventano il rischio numero uno in termini di impatto potenziale

Secondo il World Economic Forum, l’aumento della frequenza e dell’intensità di alluvioni, incendi, ondate di calore e tempeste rappresenta un fattore strutturale di instabilità, capace di influenzare infrastrutture, produzione, commercio e crescita economica globale.

Catastrofi naturali: dati recenti e impatto economico

Le analisi del World Economic Forum trovano conferma nei dati più recenti:

  • nel 2025 i danni economici causati da catastrofi naturali a livello globale hanno superato i 220 miliardi di dollari, secondo le stime di Munich Re
  • negli Stati Uniti, nel 2024 si sono registrati 27 eventi climatici estremi con danni superiori al miliardo di dollari ciascuno (fonte NOAA)
  • a livello mondiale, le perdite economiche complessive nel 2024 sono state stimate intorno ai 300 miliardi di dollari, ben oltre la media storica

Numeri che mostrano come le catastrofi naturali non siano più eventi eccezionali, ma fenomeni ricorrenti con effetti economici significativi.

Cosa significa per il portafoglio

Per chi investe in fondi comuni, il rischio legato alle catastrofi naturali non va letto come un elemento di allarme, ma come una variabile strutturale del contesto di mercato. In particolare, questo può tradursi in:

  • maggiore volatilità di breve periodo, soprattutto nei settori più esposti agli eventi climatici estremi
  • impatti indiretti sui rendimenti, attraverso l’aumento dei costi energetici, assicurativi o delle materie prime
  • differenze crescenti tra settori e aree geografiche, che rendono ancora più importante la diversificazione

IDEE DI INVESTIMENTO

Il Global Risks Report 2026 del World Economic Forum indica le catastrofi naturali come uno dei principali rischi globali per i prossimi anni. Per l’investitore in fondi comuni, conoscere questo trend significa rafforzare la propria educazione finanziaria e affrontare con maggiore serenità le fasi di volatilità dei mercati. In un contesto in cui il rischio climatico è sempre più centrale, può essere utile:

  • verificare se i fondi in portafoglio integrano i rischi ambientali nei processi di investimento
  • comprendere l’esposizione a settori particolarmente sensibili agli eventi climatici
  • seguire l’evoluzione delle strategie orientate a resilienza, sostenibilità e transizione energetica

Non si tratta di prevedere eventi imprevedibili, ma di investire con maggiore consapevolezza, tenendo conto del contesto globale.

Per investire nel lungo termine in fondi che abbiano come focus la resilienza climatica Online SIM offre un percorso guidato attraverso i portafogli modello costruiti con diverse asset class e sviluppati sulla base di metodologie quantitative. Ogni portafoglio ha un grado di rischio differente e adotta strategie di investimento diverse puntando su settori, strumenti e Paesi.

I portafogli modello sono offerti dalle migliori società di gestione (UBS, Pictet Asset Management, Mc Advisory, Natixis Investment Managers, 4Timing Sim) comprese quelle specializzate in investimenti ESG e in fondi passivi Vanguard. Tra i portafogli in particolare uno è dedicato a combattere il cambiamento climatico. Scoprilo qui.

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

Competenze:
Giornalista segue da oltre 20 anni le dinamiche del mercato del risparmio gestito, della consulenza finanziaria e dei protagonisti del mondo degli investimenti. Per Online SIM scrive di scenari e storie di mercato, megatrend e idee di investimento, educazione finanziaria.

Esperienza:
É stata caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vicecaporedattore di Panorama Economy (Gruppo Mondadori).
Nel 2015, dopo la lunga carriera nella carta stampata economica, è passata alla comunicazione come responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content occupandosi di progetti editoriali in diversi settori (risparmio, finanza, assicurazioni).
Dal 2015 cura la redazione dei contenuti del Blog di Online SIM, che oggi conta oltre 1200 articoli.

Formazione:
Ha una laurea in lingue e letterature straniere e una specializzazione in giornalismo.

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