La ricerca Global Investment Survey 2017 dell’asset manager Legg Mason ha rivelato come le famiglie italiane siano le più evolute d’Europa quando si parla di nuove soluzioni di investimento e di gestione del patrimonio. La prova è che almeno il 22% degli italiani scarica App che sono legate al risparmio, oltre il 30% legge blog dedicati, e ben il 21% si affida a un robo advisor quando cerca consulenza per i propri risparmi. In questo ultimo caso, in particolare, gli italiani sono secondi solo agli americani – il 27% delle famiglie che vivono in America utilizza normalmente i robo advisor –  mentre battono inglesi e spagnoli (17%), Francia e Germania (11%) e Belgio (9%).

A leggere i dati di Legg Mason gli italiani non solo sono pronti, ma sono degli early adopter della consulenza robotizzata. Una fotografia che non sembra emergere dall’indagine Multifinanziaria Retail Market (2° wave 2017) sulle scelte finanziarie delle famiglie italiane, condotta da Gfk. Anzi, la ricerca evidenzia come ci sia una conoscenza ancora contenuta e circoscritta da parte degli investitori verso le nuove formule di investimento come i PIR, che hanno però fatto il boom di raccolta nel 2017, e ancora una certa diffidenza verso robo advisor e chatbot, ovvero i software che parlano con l’utente. In particolare, secondo GFK il servizi di robo advisory interessano a una clientela di nicchia a cui piace sperimentare.

Cosa serve alla robo advisory per sfondare davvero? Secondo l’analisi di Accenture occorre una certa dose di umanità. Secondo l’indagine della società di consulenza, che è stata condotta su un campione di oltre 30 mila consumatori in 18 Paesi, il 70% dei consumatori a livello globale è favorevole all’utilizzo di servizi di consulenza finanziaria automatizzata, anche senza interazione umana, ma ben due terzi preferisce un’interazione umana perché rassicura, soprattutto quando ci sono operazioni complesse. E anche in questo caso gli italiani sono sopra la media: il 71% degli intervistati è disponibile a utilizzare esclusivamente un servizio di robo advisory, la quota sale al 79% in Italia.

IDEE DI INVESTIMENTO

La curiosità della famiglie italiane verso nuove forme di consulenza e verso nuovi strumenti finanziari emerge in tutte le ricerche di mercato che evidenziano anche come ci sia bisogno di educazione finanziaria ai nuovi strumenti e al loro utilizzo. E questo è ancora più vero quando si parla di robo advisory su cui c’è ancora poca cultura.

Per non farsi disorientare ecco quali sono i clienti tipo di una piattaforma di consulenza automatizzata:

  • I consulenti finanziari indipendenti che hanno una responsabilità fiduciaria nei confronti dei loro clienti e che vogliono rendere più efficiente la gestione. In questa gestione ibrida, il consulente può gestire compiti che un robot non è deputato a fare come la pianificazione delle scadenze patrimoniali e il budgeting.
  • I Millennials sono nativi digitali, hanno poco tempo da dedicare alla gestione del proprio patrimonio e una fiducia innata nelle macchine. Sono degli investitori a cui piace l’intelligenza artificiale più di quella umana, guardano molto ai costi e ai margini di errore nella pianificazione.
  • La generazione over 50 che si avvicina alla pensione ma, dopo le recenti riforme del sistema pensionistico, vede allontanarsi sempre di più il momento di lasciare il lavoro e ha le necessità di diversificare parte del proprio patrimonio su strumenti e forme di consulenza innovativa e automatizzata.

Online SIM, società d’intermediazione mobiliare leader di mercato in Italia nel collocamento di fondi online che fa capo al Gruppo Ersel, è entrata nel segmento con RoboBox di Online SIM, la prima piattaforma italiana di robo advisor, che nasce con l’obiettivo di offrire una selezione di robo advisor per consentire ai clienti di scegliere il servizio più adatto alle proprie esigenze di investimento: un posizionamento unico per il mercato. Tanto che RoboBox si è aggiudicata il Sigillo di Qualità come migliore servizio di robo advisor in Italia per il 2017/2018.

 

Il sigillo è stato dato dall’Istituto Tedesco Qualità e Finanza secondo l´analisi sviluppata dall’Università Goethe di Francoforte, che si basa su oltre 133.000 giudizi di consumatori italiani. Questo premio qualifica ancora di più Online SIM e la sua piattaforma come principale attore per i servizi di consulenza finanziaria automatizzata, ai quali la società affianca una componente umana molto forte data da un Servizio Clienti dedicato composto unicamente da dipendenti di Online SIM altamente formati.

 

Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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