Mentre tutti gli occhi del mondo sono puntati sulla Corea del Nord e sulla bozza di sanzioni che gli Usa hanno preparato per contrastare le manovre di Kim Jong-un, la Russia di Vladimir Putin, ago della bilancia della crisi tanto quanto la Cina, lancia un ponte verso l’Asia passando per il Giappone. Tokyo e Mosca, infatti, collaboreranno strettamente sulla questione della Corea del Nord, in particolare all’interno del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Ma non c’è solo questo. Putin ha intenzione di avvicinare anche in maniera logistica il Giappone, costruendo una ferrovia che arrivi nell’isola di Sakhalin, estremo oriente russo.

L’amore di Putin verso Shinzo Abe e il Giappone sembra avere spento quello su cui, per Donald Trump e gli Stati Uniti, il mercato ha puntato fortemente dopo l’elezione americana, proprio mentre si sono riaccese le polemiche per un’ingerenza russa sulla nomina del presidente americano. Secondo Bloomberg, è in corso un’indagine del Congresso Usa su alcuni spazi pubblicitari che Facebook avrebbe venduto a una società russa durante le elezioni del 2016.

Russia: auto e farmaceutica sono i settori che attirano di più

Intanto, l’economia russa non perde un colpo: la produzione industriale è cresciuta del 9% circa nel secondo trimestre 2017, l’aumento più significativo da sette anni, secondo un’analisi di Raiffaisen. Il merito è anche delle aziende straniere che continuano a credere del mercato russo e a investire milioni di dollari. Un esempio? Dmg Mori, azienda tedesco-giapponese specializzata in macchine per la fresatura e tornitura di metallo che ha spostato la produzione in Russia a settembre del 2016, anche grazie a un contratto con il Ministero dell’Industria e del Commercio russo, e ha delocalizzato il 70% del lavoro nello stabilimento di Uljanovsk sul Volga.

A credere nella Russia come mercato su cui delocalizzare è stata anche la società automobilistica tedesca Daimler. Mercedez-Benz ha aperto uno stabilimento vicino a Mosca e ha investito quasi 300 milioni di dollari per produrre più di 20 mila veicoli all’anno, con oltre mille assunzioni. In questo modo Mercedes è ufficialmente un produttore russo e questo darà all’azienda l’accesso agli ordini statali. La stessa strategia è stata adottata dai cinesi di Haval, specializzata in Suv, e della controllate Great Wall Motors che hanno investito in Russa oltre 500 milioni di dollari. La produzione cinese prevista nella regione di Tula dovrebbe partire nel 2018 con la creazione di quasi 3 mila posti di lavoro per produrre 150 mila auto all’anno.

Prima dei cinesi, nel 2016, erano arrivati gli indiani di Sun Pharma, la più grande azienda farmaceutica del Paese, grazie all’acquisizione della russa Biosintez per 60 milioni di dollari e prima ancora era stata la volta di McDonald’s che ormai da quasi due anni produce tutti gli ingredienti in Russia: entro la fine del 2017 il 90% della linea produttiva del colosso americano del fast food sarà made in Russia, patatine comprese.

 

IDEE DI INVESTIMENTO

Nell’ultimo trimestre, i mercati azionari russi hanno registrato guadagni inferiori alla media e il rublo ha addirittura perso valore contro un dollaro altrimenti debole nel confronto mondiale. Il motivo sarebbe da ricercarsi a Washington, secondo gli analisti di Raiffaisen. La ragione è semplice: il parlamento USA ha imposto nuove sanzioni contro la Russia e, di conseguenza, ha convertito in legge a tempo indeterminato il decreto sulle sanzioni dell’ex presidente Obama. In questo modo non può più essere revocato con un decreto presidenziale. Questo passo è stato giustificato soprattutto con le accuse, finora non provate, di una presunta interferenza della Russia nelle elezioni presidenziali USA. Ma, secondo Raiffeisen, le sanzioni hanno più probabilmente l’obiettivo di spianare la strada in Europa all’olio di scisto USA meno competitivo sul piano dei prezzi e rendere impossibile un eventuale avvicinamento del presidente Trump alla Russia.
Il premier Medvedev non ha usato mezze misure e ha parlato apertamente di una «guerra commerciale di vaste proporzioni degli USA contro la Russia» e che, di conseguenza, sarebbero svanite le speranze di un miglioramento dei rapporti con la nuova amministrazione americana. L’UE ha criticato l’azione isolata degli USA definendola illegale, vede in pericolo vitali interessi economici e della sicurezza dell’Europa e sta valutando contromisure. Vale ancora la pena investire in Russia? Per gli analisti di Raiffaisen, gli effetti di lungo periodo sono da vedere, perché gli USA non detengono affatto più il dominio economico globale che avevano ancora 20-30 anni fa. Non a caso l’indice MICEX a Mosca ha guadagnato circa il 2% a luglio, l’indice RTS in dollari USA invece ha chiuso quasi invariato.

Per investire sulla ripresa russa la scelta più indicata è un fondo azionario specializzato sulla Russia (Categoria Morningstar Azionari Russia). Ecco i migliori tre per rendimento a tre anni:

 

  • Parvest Equity Russia Opportunities Classe N rende il 7,53% da agosto 2014 ad agosto 2017 (-4,39% da gennaio 2017). Il fondo gestito da Dan Fredrikson investe in azioni di società con sede legale o che svolgono una parte significativa delle proprie attività in Russia.
    Parvest Equity Russia Opportunities Classe N rende il 7,53% da agosto 2014 ad agosto 2017 (-4,39% gennaio 2017).
    Parvest Equity Russia Opportunities Classe N rende il 7,53% da agosto 2014 ad agosto 2017 (-4,39% gennaio 2017).

     

  • Pictet – Russian Equities Classe R Eur rende il 7,31% da agosto 2014 ad agosto 2017 (-8,51% gennaio 2017). Il fondo gestito da Dan Fredrikson Il team di gestione guidato da Klaus Bockstaller cerca di individuare società che operano prevalentemente sul mercato russo che siano sottovalutate e dotate di fondamentali solidi.
    Pictet - Russian Equities Classe R Eur rende il 7,31% da agosto 2014 ad agosto 2017 (-8,51% gennaio 2017).
    Pictet – Russian Equities Classe R Eur rende il 7,31% da agosto 2014 ad agosto 2017 (-8,51% gennaio 2017).

     

  • Prosperity Capital Management SICAV – Russian Prosperity Fund (Luxembourg) B USD rende il 7,26% da agosto 2014 ad agosto 2017 (4,69% gennaio 2017). Il fondo gestito da Alexey Krivoshapko investe in azioni russe e adotta uno stile value.
    Prosperity Capital Management SICAV - Russian Prosperity Fund (Luxembourg) B USD rende il 7,26% da agosto 2014 ad agosto 2017 (4,69% gennaio 2017).
    Prosperity Capital Management SICAV – Russian Prosperity Fund (Luxembourg) B USD rende il 7,26% da agosto 2014 ad agosto 2017 (4,69% gennaio 2017).

     

Per capire come investire visita il sito di Online SIM.

Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.
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