A meno di 24 ore dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina è cominciata anche un’altra guerra parallela. Questa però si combatte nel cyber spazio. A lanciare la guerra cyber contro la Russia è stato Anonymous. Movimento di hacktivismo fondato nel 2003, unisce hacker di tutto il mondo per raggiungere un obiettivo concordato.

Adesso l’obiettivo è fermare la Russia, sabotando i suoi sistemi informatici per isolarla dal mondo e renderla debole anche nella guerra combattuta sul campo. La guerra informatica si combatte a colpi di codici e rivendicazioni Twitter. Questa volta, la mobilitazione di hacker e cyberattivisti in ogni parte del mondo è stata massiccia. Sono tutti pronti a difendere l’Ucraina dalle proprie tastiere, creando danni alla Russia.

Ma la guerra cyber si combatte sul fronte russo. L’invasione dell’Ucraina, infatti, secondo l’analisi di Microsoft riportata da Bloomberg, è stata accompagnata da un’ondata di attacchi informatici offensivi e distruttivi diretti contro l’infrastruttura digitale dell’Ucraina. All’inizio del mese di febbraio, le banche e i siti web della difesa ucraini erano stati messi offline con attacchi che, secondo il governo degli Stati Uniti, sono da attribuire allo stato russo.

Il conflitto russo-ucraino mette in evidenza la crescente importanza degli attacchi digitali come parte di una guerra ibrida. Affermata soprattutto negli ultimi anni. Era già accaduto nel 2014 con il primo attacco russo all’Ucraina. Allora gli hacker avevano preso di mira i sistemi informatici della rete elettrica ucraina, interrompendo temporaneamente l’alimentazione e dimostrando le capacità cyber della Russia.

La guerra cyber

Finora la guerra cyber non ha avuto attacchi distruttivi come nel 2014 con la rete elettrica ucraina o l’attacco di NotPetya del 2017. Episodi che le agenzie di intelligence occidentali hanno descritto come una mossa russa contro obiettivi ucraini finito con causare anche danni significativi alle società a livello globale. C’è però la possibilità di una pericolosa escalation cyber. Questa con azioni più distruttive se il conflitto a terra andrà avanti per molto tempo.

Come si combatte la guerra cyber e quali sono le forze in campo? Vediamo alcuni punti chiave.

  • Russia, Iran, Cina e Stati Uniti sono i Paesi più forti ed esperti nella guerra cyber. Secondo un’analisi di Bloomberg, l’hacking è stato usato da questi Paesi per ottenere vantaggi strategici o militari interrompendo o distruggendo dati o infrastrutture fisiche. Il Council on Foreign Relations americano afferma che dal 2005 ben 34 nazioni sono sospettate di aver sponsorizzato attacchi informatici. Almeno tre quarti di questi attacchi sono da imputarsi a Cina, Russia, Iran e Corea del Nord.
  • Gli Stati Uniti sono di gran lunga il principale obiettivo di attacchi informatici significativi. Seguiti da Regno Unito e India, secondo i dati del Center for Strategic & International Studies.
  • A differenza del combattimento con proiettili e bombe, la guerra informatica è silenziosa e improvvisa. L’avvertimento della Russia di “conseguenze” per i Paesi che interferiscono con la sua invasione militare dell’Ucraina ha sollevato allarmi per possibili attacchi informatici nei Paesi nemici, tra cui l’Italia.
  • Gli obiettivi della guerra informatica sono: disabilitare i servizi essenziali, come le telecomunicazioni o l’elettricità, montare campagne di disinformazione.
  • La forma più comune di cyber guerra utilizza virus (ransomware e malware i più comuni) o bachi (worm) per infettare un sistema informatico, disabilitarlo con un flusso di messaggi (un attacco denial of service) o rubare dati.

IDEE DI INVESTIMENTO

Nessuno finora aveva mai assistito a una vera guerra informatica, con attacchi e contrattacchi crescenti nel regno digitale accompagnati da combattimenti militari nel mondo reale. Il conflitto Russia-Ucraina è il primo campo di battaglia digitale e reale. Inoltre è anche un banco di prova per governi e aziende che secondo il report Cybersecurity at a crossroad 2021 di IDG sentono di dover investire di più nei sistemi di protezione di dati.

Secondo i dati raccolti da Statista, si prevede che le dimensioni del mercato globale della sicurezza informatica cresceranno fino a 345,4 miliardi di dollari entro il 2026. Solo nel 2021 gli Usa hanno speso 14 miliardi di dollari nel 2021 che diventeranno 72,5 miliardi di dollari nel 2026. Il mercato europeo della sicurezza informatica è stato stimato a 17,29 miliardi di euro nel 2019. Dovrebbe ancora crescere con un tasso di crescita annuale composto del 22,6% entro il 2025 secondo dati Centre for the Promotion of Imports from developing countries (CBI).

infografica GUERRA CYBER

Investire sulla cyber security

Per investire sulla cyber security che è una priorità per governi e società e un megatrend di lungo termine la scelta migliore ci sono fondi azionari tematici con una vita relativamente breve presenti sulla piattaforma di Online SIM:

  • Pictet – Security Classe R Eur è un azionario internazionale che investe in società attive nei seguenti campi: sicurezza su internet, telecomunicazioni, materiale informatico, software, sicurezza fisica e protezione della salute, sicurezza degli accessi e delle identificazioni, del traffico, dell’ambiente, del lavoro e della difesa dello stato. Il fondo è il più longevo della categoria: partito nel 2006 e rende a tre anni il 12,96% ma ha perso il 13,93% da inizio anno (dati Morningstar aggiornati marzo 2022. Tecnologia e beni industriali sono i primi settori in portafoglio, il mercato Usa pesa il 90%.
  • Allianz Global Investors – Cyber Security Classe AT Eur è un azionario settore tecnologia partito a febbraio 2021. A un anno ha reso il 15,32% ma da inizio anno ha perso il 16,73% (dati Morningstar aggiornati a marzo 2022). Il fondo investe nei mercati azionari globali con un focus su società la cui attività dovrebbe beneficiare o è attualmente correlata al tema della sicurezza informatica: computer e ripristino di emergenza alla formazione degli utenti finali. Tecnologia (90%) e servizi alla comunicazione (7,4%) sono i primi settori in portafoglio, il mercato Usa vale il 90%.
  • Anima Patrimonio Globale & Cyber Security 2026 è un fondo bilanciato flessibile a cedola che consente di costruire in modo graduale un’esposizione verso indici azionari di società che operano nel mercato globale e società che operano nei settori legati alle tematiche della sicurezza informatica. Investe in strumenti monetari, obbligazionari e azionari, anche attraverso l’investimento in prodotti multi-asset sia attraverso l’investimento in strumenti derivati su indici azionari. Il fondo consente di incassare 4 cedole erogate con cadenza annuale (l’ammontare della cedola è calcolato sulla base della performance realizzata nel periodo di riferimento di ogni anno (1° gennaio – 31 dicembre), con un minimo dello 0,5% e un massimo del 2,5% sul primo giorno lavorativo del periodo di riferimento. Partito a ottobre 2021 ha un rendimento negativo del 3,66% da inizio anno (dati Morningstar aggiornati a marzo 2022).

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Note

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

Giornalista segue da oltre 20 anni le dinamiche del mercato del risparmio gestito, della consulenza finanziaria e dei protagonisti del mondo degli investimenti. Prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vicecaporedattore di Panorama Economy (Gruppo Mondadori).
Nel 2015, dopo la lunga carriera nella carta stampata economica, è passata alla comunicazione come responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content occupandosi di progetti editoriali in diversi settori (risparmio, finanza, assicurazioni).
Dal 2015 cura, inoltre, la redazione dei contenuti del Blog di Online SIM, che oggi conta oltre 1200 articoli.

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