Il dibattito sulla transizione energetica è tutto incentrato su un tema chiave: l’energia verde è necessaria per affrontare il cambiamento climatico. Le famiglie e le imprese ne trarranno vantaggio grazie alla riduzione dei prezzi. Secondo l’economista Isabel Schnabel, membro del consiglio di amministrazione della Banca Centrale Europea (BCE), non è così. Infatti ha spostato il dibattito sul fronte opposto: la transizione verso l’energia verde è necessaria, ma è probabile che crei inflazione. Da qui nasce il termine greenflation, ovvero l’inflazione che deriva dalla transizione energetica.

Questo scenario porterà ad un aumento dei prezzi e non a una diminuzione. Del resto, che il processo di transizione energetica non sarebbe stato indolore e avrebbe portato ad una crisi di sistema era già stato sottolineato da Daniel Yergin, il più influente degli analisti energetici a livello globale.

Non c’è solo il petrolio a influenzare l’inflazione. Il conflitto Russia-Ucraina e l’aumento vertiginoso dei prezzi del gas naturale in Europa hanno confermato i timori inflazionistici da energia. A questo si deve aggiungere l’accelerazione della transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio. Secondo l’analisi di Bnp Paribas Asset Management questo porterà ad un aumento dei prezzi di molte materie prime chiave utilizzate nella tecnologia a basse emissioni di carbonio.

Come fare fronte alla greenflation? Secondo l’analisi di Schnabel, saranno le banche centrali a doversi fare carico di domare i prezzi dell’energia. La ragione? In passato i prezzi dell’energia spesso sono diminuiti con la stessa rapidità con cui sono aumentati, ma la necessità di intensificare la lotta al cambiamento climatico e la guerra non possono fare altro che portare i prezzi al rialzo.

Per le banche centrali si tratta di un cambio di prospettiva. In particolare, fino a oggi la BCE si era concentrata sull’impatto dei cambiamenti climatici sulla stabilità finanziaria. L’attuale impennata dei prezzi di petrolio, carbone, gas naturale ed elettricità però porterà le banche centrali ad agire. Secondo l’analisi di Schnabel, riportata da Bloomberg, anche i governi dovranno fare la loro parte sostenendo famiglie e imprese stritolate dai prezzi dell’energia.

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Il megatrend in atto nel settore energetico è usare l’elettricità per far funzionare tutto: dal riscaldamento alla guida fino all’industria. Per questo le materie prime necessarie per alimentare la transizione verde sono sempre più richieste e, quindi, sempre più costose. Tra queste il litio, elemento chiave per le batterie delle auto elettriche, e il rame che è necessario per qualsiasi cavo elettrico. La greenflation è anche questo.

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Note

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

Giornalista segue da oltre 20 anni le dinamiche del mercato del risparmio gestito, della consulenza finanziaria e dei protagonisti del mondo degli investimenti. Prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vicecaporedattore di Panorama Economy (Gruppo Mondadori).
Nel 2015, dopo la lunga carriera nella carta stampata economica, è passata alla comunicazione come responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content occupandosi di progetti editoriali in diversi settori (risparmio, finanza, assicurazioni).
Dal 2015 cura, inoltre, la redazione dei contenuti del Blog di Online SIM, che oggi conta oltre 1200 articoli.

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