Alla fine di un’estate volatile e in vista di un autunno incerto, la creazione di un portafoglio difensivo può aiutare a sostenere le performance e a ridurre i rischi durante i periodi di stress del mercato. I grandi investitori iniziano a contemplare il rallentamento della crescita e una frenata della Borsa. È arrivato il momento di giocare in difesa? Per gli analisti di Morgan Stanley Research non ci sono dubbi perché nonostante i mercati abbiano goduto di una delle più lunghe espansioni mai registrate, c’è il rischio di un passaggio alla recessione nei prossimi dodici mesi.

In vista del cambiamento, Morgan Stanley Research ha analizzato 25 anni di modelli storici per identificare le industrie e i settori pronti a resistere a una recessione del mercato azionario. I risultati non sono sempre ciò che gli investitori potrebbero aspettarsi. Lo studio combina i dati storici e le analisi fondamentali per valutare se ciò che era difensivo in passato continuerà ad esserlo in futuro. Ecco i parametri chiave su cui sono stati valutati i settori:

  • Il primo è la performance difensiva, ovvero quanto hanno reso i settori considerati durante il periodo di stress delle Borse;
  • La stabilità aziendale è il secondo parametro chiave e tiene in considerazione fattori quali il flusso di cassa e la volatilità della crescita delle vendite;
  • Il reddito degli investitori è l’ultimo parametro di riferimento, con gli analisti che ritengono che le azioni che restituiscono liquidità sotto forma di dividendi agli azionisti abbiano una spinta maggiore rispetto alle oscillazioni di prezzo.

Dall’analisi prospettica degli analisti di Morgan Stanley emergono due classi di settori difensivi:

  • I classici da difesa
    Includono settori tradizionalmente resistenti quando le condizioni del mercato diventano problematiche e alcuni altri che prosperano anche in tempi difficili (aerospaziale, food, sanità, servizi pubblici, petrolio e gas). Si tratta di industrie che rappresentano prodotti e servizi su cui i consumatori e i governi fanno affidamento, indipendentemente dalle circostanze economiche, o sono sostenuti da tendenze demografiche, come l’invecchiamento della popolazione;
  • I difensivi selettivi
    In questa categoria rientrano i settori che non sono del tutto affidabili, spesso a causa delle nuove tendenze del mercato che scompaginano le pratiche commerciali tradizionali (chimica, gas industriale e immobiliare).

 

IDEE DI INVESTIMENTO

Alcuni settori considerati una volta classicamente difensivi potrebbero non funzionare in modo affidabile oggi. Per esempio, l’industria dei prodotti alimentari è storicamente difensiva ma oggi si trova ad affrontare una pressione dei ricavi a causa del cambiamento delle preferenze dei consumatori verso gli elementi organici e naturali, dell’aumento dei costi dovuto all’aumento dei prezzi per il trasporto e dell’aumento delle richieste di servizio clienti.
Questi fattori diminuiscono la natura difensiva del settore alimentare, esattamente come è accaduto per i prodotti farmaceutici, altro settore difensivo per eccellenza minacciato da prezzi instabili e da uno spostamento degli investimenti dell’industria verso le medicine utili a combattere le malattie di nicchia. «Le aspettative di una crescita globale più forte hanno portato a una discrepanza nella valutazione tra titoli ciclici e difensivi», ha detto Chris Kinder, Gestore del Fondo Threadneedle (Lux) UK fund. «Riteniamo che ciò abbia fornito opportunità nei settori difensivi, dove le valutazioni relativamente basse coincidono con una stabilizzazione dei fondamentali azionari sottostanti: se dovessimo vedere un’inversione di tendenza nei mercati globali, la maggiore esposizione del mercato britannico ai titoli difensivi rispetto ai titoli ciclici dovrebbe fornire resilienza». Per Massimo Saitta, Direttore Investimenti di Intermonte Advisory e Gestione, la stagione dei risultati appena conclusa ha visto un marginale impatto dei dazi e delle incertezze politiche sui numeri aziendali, ma è probabile che già nel terzo trimestre 2018 si vedano i primi effetti sui bilanci aziendali. «Ecco perché le attese sono per una ripresa difficile dopo il periodo della pausa estiva: l’unica ricetta che esiste in questo caso è quella di tenere del margine di liquidità per approfittare di eventuali marcate oscillazioni dei mercati e della rotazione settoriale che con ogni probabilità continuerà ad essere una caratteristica delle borse in questa fase» ha detto Saitta.

L’autunno è il momento migliore per fare un check-up del portafoglio e capire se sia meglio stare in difesa con una rotazione di portafoglio dai settori growth come la tecnologia a comparti che controllano meglio il rischio.

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

 

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