A quasi 10 anni dal primo iPhone presentato da Steve Jobs siamo arrivati alla versione 7 del melafonino che continua a essere l’oggetto tecnologico più influente di sempre, anche se è tallonato da vicino dalla concorrenza cinese e coreana. E chi si aspettava che il 7 fosse lo smartphone della nuova era di Cupertino, quello del rilancio tanto invocato da Tim Cook e dagli analisti di Wall Street, si deve ricredere.

La ragione? Secondo i rumors del mercato hi tech la vera rivoluzione del melafonino è attesa nel 2017 con una modello che potrebbe adottare lo scanner per l’iride come dispositivo di sicurezza. 
Insomma una nuova frontiera rispetto alle novità, che sono già stata catalogate come “aggiustamenti” rispetto ai modelli del passato, dell’iPhone 7 come l’assenza del jack audio per inserire le cuffie, una doppia fotocamera, un pulsante Home ridisegnato, la resistenza all’acqua e i 5 colori oro, oro rosa, argento, nero scuro e nero lucido, quest’ultimo denominato Jet Black è già un cult introvabile prima del lancio che in Italia è previsto il 16 settembre.

Il modello iPhone 7 è arrivato in un momento particolare per Apple, dopo la pesante batosta fiscale da 13 miliardi di euro assestata dall’Ue alla holding che fu di Steve Jobs, e per la telefonia in generale. Il mercato, infatti, per la prima volta in dieci anni è in flessione, secondi i dati degli analisti della società IDC: nel 2016 la crescita del settore sarà solo dell’1,6% con 1,46 miliardi di pezzi venduti rispetto al 2015, quando si era registrato un solido +10,6% sull’anno precedente.

Secondo gli analisti, la crescita del mercato si basa sempre di più sulla sostituzione dei vecchi apparecchi piuttosto che sui nuovi utenti e sulla tecnologia che, sempre di più, deve stupire e sempre meno è funzionale al miglioramento del servizio telefonico in senso stretto. In termini di sistema operativo, secondo le stime, Android detiene sempre il primato (con l’85,3%), al secondo posto iOS di Apple che si attesta al 13,9% (in calo del 12% sul 2015).

Smartphone: la realtà virtuale è la vera sfida

La saturazione del mercato Android, paradossalmente, può giocare a favore di Apple e di Tim Cook che è condannato a crescere anche senza iPhone, insieme con la batosta di Samsung, storica rivale, che da qualche giorno ha sospeso le vendite del suo Galaxy Note 7, a causa di seri malfunzionamenti della sua batteria, che in alcuni casi è esplosa. Secondo l’analisi di IDC è possibile una ripresa nel 2017 e gli iPhone potrebbero raggiungere quasi 250 milioni di unità entro il 2020. Una crescita, seppur modesta, del settore smartphone potrebbe arrivare dai mercati emergenti, mentre per le aree più sviluppate (Stati Uniti, Canada, Giappone ed Europa occidentale), il declino sarà maggiore.

Per gli analisti la vera novità potrebbe arrivare dalla realtà virtuale. Un esempio di queste nuove tecnologie si è avuto a IFA 2016 di Berlino, che si è tenuto all’inizio di settembre, dove Alcatel con il lancio del dispositivo Vision, uno dei primi visori VR completamente autonomi sul mercato perché funziona indipendentemente da collegamenti a console, computer o smartphone e i contenuti sono caricati direttamente all’interno del visore via wi-fi, bluetooth o SD, ha sfidato sul “virtuale” il Gear 360 di Samsung, una telecamera appena più grande di una palla da golf, che si connette allo smartphone via Wi-Fi.

Sulla sfida virtuale Nokia si gioca la carta del rientro alla grande nella telefonia mentre Google con la piattaforma Daydream che vuole agganciare al sistema Android punta ad un ingresso trionfale. Sullo sfondo, per nulla inermi, ci sono i cinesi di Huawei che stanno giocando una partita importante, rosicchiando di trimestre in trimestre quote di mercato sia ad Apple sia a Samsung. La loro strategia è mantenere un rapporto qualità-prezzo anche sui modelli top di gamma. Ma in un settore saturo, la sfida del futuro si gioca anche sui servizi, dalla musica all’entertainment, dall’intelligenza artificiale ai pagamenti, dal cloud al riconoscimento vocale, dalla smart home all’auto connessa. E Apple ha dalla sua la forza di un ecosistema davvero integrato.

IDEE DI INVESTIMENTO

Se le vendite degli smartphone non sono più la gallina dalle uova d’oro per il settore della tecnologia, la realtà virtuale ha un potenziale quasi illimitato dato che può essere applicata a diversi campi dell’industria: dal turismo, passando per la medicina, fino ai servizi dell’entertainment come film e videogiochi, di cui PokemonGo è un esempio.

Tanto che, secondo una stima degli analisti Goldman Sachs, questa tecnologia è destinata a cambiare i consumi che sempre più spesso passano dallo smartphone. Goldman Sachs stima che oggi ci siano già 10 milioni di visori in circolazione e potrebbero diventare circa 100 mila entro il 2020, con un mercato potenziale per le aziende della tecnologia che vale circa 80 miliardi di dollari, e livelli di crescita simili a quelli degli smartphone negli ultimi dieci anni. Per calavalcare la nuova tendenza tecnologica, la scelta migliore è un fondo azionario specializzato in tecnologia.

Ecco i migliori fondi azionari specializzati in tecnologia

  • Polar Capital Global Technology Fund R EUR Hedged rende l’11,94% da gennaio a fine settembre 2016. Il fondo gestito da Nick Evans ha Samsung, Facebook e Amazon come primi titoli in portafoglio. La tecnologia vale l’87% del portafoglio.
    Polar Capital Global Technology Fund R EUR Hedged rende rende l’11,94% da gennaio a fine settembre 2016. Fonte: Morningstar.
    Polar Capital Global Technology Fund R EUR Hedged rende rende l’11,94% da gennaio a fine settembre 2016. Fonte: Morningstar.

     

  • Pictet – Digital Communication Classe R Eur è gestito da Nolan Hoffmeyer e rende il 9,6% da gennaio a settembre 2016 (+17,59% a tre anni). La tecnologia vale il 60% del portafoglio, seguito con il 22% dai servizi alla comunicazione.
    Pictet - Digital Communication Classe R Eur rende il 9,6% da gennaio a settembre 2016. Fonte: Morningstar.
    Pictet – Digital Communication Classe R Eur rende il 9,6% da gennaio a settembre 2016. Fonte: Morningstar.

     

  • Fidelity Global Technology Fund Classe E (acc) rende il 7,78% da gennaio a settembre 2016 (20,90% a tre anni) ed è gestito da HyunHo Sohn che investe il 93,7% in tecnologia. Apple, Samsung, Intel sono tra i primi cinque titoli in portafoglio.
    Fidelity Global Technology Fund Classe E (acc) rende il 7,78% da gennaio a settembre 2016. Fonte: Morningstar.
    Fidelity Global Technology Fund Classe E (acc) rende il 7,78% da gennaio a settembre 2016. Fonte: Morningstar.

     

    Note

    Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

 

 

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