I titoli tecnologici che 20 anni dopo la bolla Internet scoppiata sul Nasdaq americano e poi propagatasi in tutto il mondo sono ancora qui. Capita che l’anniversario di uno dei più grandi shock del mercato avvenga proprio nel bel mezzo di una pandemia che ha buttato giù le Borse e poi le ha fatte risalire talmente veloci che ora l’indice Nasdaq 100 è ai massimi di sempre. In particolare, il listino americano che ha la più alta concentrazione tecnologica del mondo negli ultimi tre mesi è arrivato a quota 12 mila punti, ben tre volte il livello che toccò nel 2000 subito prima dello scoppio della bolla Internet.

Non stupisce quindi che, data la situazione macroeconomica, il dubbio che una correzione violenta sul settore della tecnologia sia dietro l’angolo è venuto a più di un operatore. La ragione? Ci sono titoli che hanno raggiunto livelli elevati: Tesla, per esempio, la società di Elon Musk è scambiata oltre 800 volte i guadagni attesi; Facebook scambia a circa 30 volte gli utili attesi per i prossimi 12 mesi, Google a 33, Netflix a 64, Amazon a 132.

Il grande timore degli orsi del mercato è che questo straordinario rialzo delle azioni non solo si stia verificando durante una pandemia che ha provocato la peggiore crisi economica dalla Grande Depressione, ma non sia sostenibile. Ma il mercato non è più quello di 20 anni fa e la tecnologia e le aziende del settore sono ben più solide. Tanto che il consensus degli analisti e dei gestori sentiti da Bloomberg afferma che proprio il virus abbia alimentato il dominio delle grandi aziende tecnologiche.

Resta una sola preoccupazione: gran parte della crescita del Nasdaq è già stata prezzata in aziende come Facebook, Amazon e Apple. Secondo l’analisi di JpMorgan ciò che gli investitori devono aspettarsi adesso è un consolidamento dei titoli del settore perché le grandi aziende tecnologiche hanno raggiunto profitti a lungo termine. JpMorgan esclude il rischio di una bolla, ma pone il tema di un cambiamento di leadership all’interno del settore. Cosa significa? I titoli che oggi hanno raggiunto una maturità di bilancio potrebbero non essere i leader del comparto tecnologico di domani.

IDEE DI INVESTIMENTO

Prevedere quali siano i vincitori di domani è, come sempre, l’esercizio più difficile per analisti e gestori che esattamente come 20 anni fa non hanno un modello di valutazione standard per il settore tecnologico. I parametri a cui si affidano per scegliere una società da mettere in portafoglio al momento sono: un indebitamento sostenibile, profitti sani e un core business che può avere la spinta del virus.

Nella valutazione delle aziende tecnologiche la cosa più difficile è dare un prezzo ai cosiddetti beni intangibili come l’abilità nella ricerca in innovazione, la gestione del personale, l’attenzione ai temi della sostenibilità.

Secondo l’analisi di Pictet Asset Management, per cercare i vincitori della spinta digitale impressa dal virus ci sono da tenere d’occhio alcuni settori: e-commerce, pagamenti digitali, software, food delivery, telemedicina e intrattenimento in streaming.

Per investire sulla spinta digitale impressa dal virus con un buon grado di diversificazione, la scelta migliore è un fondo azionario specializzato in azioni tecnologiche (Categoria Morningstar: Azionari Settore Tecnologia).

La Top 5 dei fondi azionari tecnologia

ProdottoRendimento 1yRendimento YTD
BGF World Technology Fund Classe E258,27%45,09%
Bgf World Technology Fund Classe E2 Usd57,07%44,40%
JPM US Technology A (dist) USD53,68%44,77%
Jpm Europe Technology D (acc) - Eur52,50%43,97%
Jpm Us Technology D (acc) - Usd52,15%43,80%
Nella tabella, i migliori fondi azionari che investono in tecnologia a livello globale ordinati per rendimento a un anno. Dati in euro aggiornati al 31 agosto 2020. Fonte: Morningstar.

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

 

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Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

E' responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content. Ha seguito per anni il settore del risparmio gestito prima come caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vice caporedattore di Panorama Economy (gruppo Mondadori). E' stata chief content web manager di News 3.0.

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