Scopri quali sono i diversi Titoli di Stato italiani disponibili, le loro caratteristiche e i loro rendimenti per scegliere il più adatto a te.

Cosa sono i Titoli di Stato italiani e come funzionano

I Titoli di Stato italiani sono obbligazioni emesse dalla Repubblica Italiana attraverso il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) in collaborazione con la Banca d’Italia che si occupa del collocamento. L’obiettivo è finanziare le attività istituzionali e della pubblica amministrazione dello Stato in cambio di un rendimento a chi le sottoscrive. Sono tante le formule a disposizione degli investitori e possono essere suddivise in base alla durata, all’indicizzazione e alla modalità di pagamento degli interessi.

I buoni del tesoro italiani generano rendimento in due modi:

  • attraverso la cedola periodica, cioè gli interessi pagati durante la vita del titolo;
  • tramite la differenza tra prezzo di acquisto e valore di rimborso alla scadenza.

Quando un titolo viene emesso, infatti, può essere collocato:

  • alla pari (100);
  • sotto la pari (per esempio 98);
  • sopra la pari (per esempio 102).

Alla scadenza, salvo default dell’emittente, il capitale viene rimborsato a 100. Questo significa che il rendimento effettivo dipende non solo dalla cedola, ma anche dal prezzo pagato sul mercato.

Chi vuole approfondire come si muovono i rendimenti obbligazionari può leggere anche l’analisi di Online SIM sui rendimenti dei Titoli di Stato.

Elenco Titoli di Stati italiani

L’universo delle obbligazioni italiane comprende diverse tipologie di strumenti, pensati per esigenze differenti.

BOT: cosa sono e quando possono avere senso

Sono le obbligazioni statali a breve termine per antonomasia. Le emissioni vanno da una scadenza minima di 3 mesi fino a un massimo di 12 mesi. Le emissioni hanno un calendario annuale fissato da MEF e i collocamenti solitamente sono alla metà del mese per i titoli con scadenze a 12 mese e a fine mese per i titoli con scadenza a 6 mesi. Le emissioni a 3 mesi hanno un calendario flessibile. Questa obbligazioni sono quotate sul mercato telematico delle obbligazioni e dei Titoli di Stato (MOT) di Borsa Italiana.

I BOT possono avere senso per chi cerca:

  • una durata breve;
  • minore esposizione alla volatilità dei tassi;
  • parcheggio di liquidità temporaneo.

Negli ultimi anni, con il rialzo dei tassi BCE, anche i BOT hanno visto aumentare i rendimenti, tornando interessanti per gli investimenti a basso rischio.

BTP italiani: caratteristiche, scadenze e differenze rispetto ai BOT

I BTP italiani (Buoni del Tesoro Poliennali) sono i titoli di Stato più conosciuti e diffusi. A differenza dei BOT hanno durata medio-lunga, pagano cedole fisse semestrali e sono più sensibili alle variazioni dei tassi. Le principali scadenze vanno da 3 a 50 anni.

Chi investe in BTP italiani riceve:

  • una cedola periodica;
  • il rimborso del capitale a scadenza.

Sul mercato secondario, però, il prezzo dei BTP oscilla continuamente. Se i tassi salgono, il prezzo dei vecchi BTP tende a scendere. Se i tassi calano, il prezzo tende a salire. Per questo motivo andamento BTP italiani e rendimento si muovono spesso in direzione opposta.

BTP Short Term: il segmento breve dei BTP

I BTP Short Term sono Titoli di Stato italiani con durata compresa tra 18 e 36 mesi. Sono nati per sostituire i vecchi CTZ e rappresentano una soluzione intermedia tra BOT e BTP tradizionali.

Offrono:

  • cedola fissa;
  • scadenza relativamente breve;
  • minore volatilità rispetto ai BTP lunghi.

Possono interessare chi vuole ottenere rendimento senza esporsi troppo al rischio tassi.

CCTeu: i Titoli di Stato italiani a cedola variabile

I CCTeu sono obbligazioni italiane a tasso variabile. La cedola è indicizzata ai tassi del mercato monetario europeo (Euribor) più uno spread fisso.

Questo significa che:

  • in caso di rialzo dei tassi, la cedola tende ad aumentare;
  • la sensibilità ai movimenti dei tassi è inferiore rispetto ai BTP a cedola fissa.

I CCTeu possono risultare interessanti nelle fasi di incertezza sui tassi di interesse.

  • Certificati del Tesoro Zero Coupon (CTZ). Erano le obbligazioni senza cedola a durata più lunga dei BOT con scadenza pari a 24 mesi. Dal 2021 lo Stato italiano ha deciso di non emetterli più sostituendoli con il Buono Poliennale del Tesoro (BTP) a breve termine che ha una scadenza a 30 mesi. Il BTP a breve termine a differenza del CTZ paga una cedola periodica. L’ultima emissione collocata a giugno 2023 con scadenza 2025 ha un rendimento del 3,71%.

BTP indicizzati all’inflazione

I BTP indicizzati all’inflazione sono strumenti progettati per proteggere il potere d’acquisto del capitale.

Esistono due principali categorie:

  • BTP Italia. Sono obbligazioni a tasso variabile con scadenza minima 4 anni. Offre una protezione contro l’aumento del livello dei prezzi in Italia. Il capitale e le cedole semestrali sono rivalutati in base all’andamento dell’inflazione italiana calcolate dall’indice ISTAT sui prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati (FOI). Le obbligazioni sono quotate sul MOT. Sono stati pensati soprattutto per il pubblico retail.
  • BTP€i. Sono obbligazioni a tasso variabile con scadenza a medio-lungo termine (5, 10, 15, 30 anni). Sono emessi alla fine di ogni mese e offrono una protezione contro l’aumento del livello dei prezzi in Europa. Il capitale rimborsato a scadenza e le cedole semestrali di questi titoli sono rivalutati in base all’andamento dell’inflazione europea, misurato dall’Indice Armonizzato dei Prezzi al Consumo nell’area dell’euro (IAPC) con esclusione del tabacco. Sono negoziati sul mercato MOT.

Sono maggiormente utilizzati dagli investitori istituzionali ma accessibili anche ai risparmiatori privati. In uno scenario di inflazione persistente, questi bond italiani possono offrire maggiore protezione rispetto ai BTP tradizionali.

BTP Green: cosa sono e a chi possono interessare

Sono obbligazioni a tasso fisso di finanza sostenibile. Sono identici ai BTP nella forma ma cambia l’obiettivo della raccolta: finanziare la transizione ecologica dell’Italia su progetti specifici. Per esempio, gestione dei rifiuti riduzione delle emissioni di Co2, mobilità sostenibile. Le scadenze sono superiori a 10 anni, la cedola è semestrale. Sono adatti a un pubblico di investitori attento ai criteri ESG.

BTP retail: BTP Valore, BTP Più e BTP Futura

  • BTP Valore è un Titolo di Stato a tasso variabile. Lanciato a giugno 2023 con scadenza a 4 anni ha la particolarità di avere cedole annuali crescenti che premiano chi tiene l’obbligazione fino a scadenza. Non c’è un tasso unico ma una progressione che va dal 3,25% per i primi due anni fino al 4% per il terzo e quarto anno a cui si aggiunge un premio fedeltà finale pari allo 0,5%. il BTP Valore è quotato sul MOT.
  • BTP Più è un Titolo di Stato italiano di nuova generazione dedicato ai piccoli risparmiatori con durata di 8 anni e meccanismo a tassi crescenti. Le cedole sono trimestrali con tassi fissi che aumentano nella seconda metà del periodo (es. 2,85% annuo per i primi 4 anni e 3,7% annuo per i successivi 4). Il rimborso anticipato è garantito: c’è la possibilità di richiedere la restituzione del capitale investito al valore nominale (100) dopo il quarto anno.
  • BTP Futura, partito nel 2021 con scadenza 2033, è stato il primo esperimento del Tesoro con emissioni riservate solo alle famiglie e non agli investitori istituzionali. Ha un tasso di cedole semestrali crescente nel tempo: il minimi garantito è dello allo 0,75% dal primo al quarto anno; all’1,25% dal quinto all’ottavo anno; all’1,70% dal nono al dodicesimo anno. Il rendimento lordo a scadenza è 4,27%. Per incentivare il possesso fino a scadenza c’è un premio fedeltà da aggiungere.

 

Rendimenti dei Titoli di Stato italiani: come leggerli davvero

Quando si parla di rendimento Titoli di Stato italiani è importante distinguere diversi concetti. In particolare:

  • Cedola. È l’interesse periodico pagato dal titolo. Non coincide necessariamente con il rendimento reale dell’investimento.
  • Rendimento lordo. Tiene conto delle cedole, del prezzo di acquisto e del rimborso finale.
  • Rendimento netto. È il rendimento dopo la tassazione, che per i Titoli di Stato italiani è agevolata al 12,5%.
  • Prezzo sul mercato secondario. I BTP italiani rendimenti possono cambiare ogni giorno perché il prezzo del titolo oscilla sul mercato. Chi compra sotto 100 può ottenere un rendimento maggiore. Chi compra sopra 100 potrebbe invece vedere ridotto il rendimento effettivo.
  • Rendimento a scadenza È il dato più completo perché considera: cedole, prezzo di acquisto, durata residua e rimborso finale. Per questo motivo è spesso il parametro più utile per confrontare le obbligazioni italiane.

Andamento BTP italiani: da cosa dipendono prezzo e rendimento

L’andamento BTP italiani dipende da diversi fattori macroeconomici e finanziari. I principali sono:

  • livello dei tassi BCE;
  • inflazione;
  • crescita economica;
  • sostenibilità del debito pubblico;
  • spread BTP-Bund;
  • fiducia degli investitori.

Quando i mercati percepiscono maggiore rischio sull’Italia, i rendimenti BTP italiani tendono a salire e i prezzi a scendere. Al contrario, in fasi di stabilità economica e tassi in calo, i prezzi dei bond italiani possono salire.

Per diversificare il rischio geografico, alcuni investitori guardano anche ai Titoli di Stato esteri su cui investire.

Rischio BTP e Titoli di Stato italiani

Anche se spesso percepiti come strumenti prudenti, i Titoli di Stato italiani non sono privi di rischio. Il rischio Titoli di Stato italiani comprende:

  • rischio tassi;
  • rischio inflazione;
  • rischio emittente;
  • rischio di volatilità di mercato.

Il rischio BTP italiani aumenta soprattutto sulle scadenze lunghe, perché questi strumenti reagiscono maggiormente alle variazioni dei tassi. Un altro elemento è il rating dell’Italia e il livello dello spread con i Bund tedeschi.

Chi cerca un approccio più prudente può approfondire anche come investire a basso rischio.

Come comprare Titoli di Stato italiani

Per acquistare i Titoli di Stato italiani ci sono due modalità:

  • in asta, al momento dell’emissione sul mercato primario;
  • sul mercato secondario MOT dove sono scambiati quotidianamente.

In ogni caso, è necessario rivolgersi alla propria banca o a un intermediario finanziario abilitato. Il calendario annuale delle aste dei Titoli di Stato è pubblicato sul sito del Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento del Tesoro. È possibile prenotare titoli almeno un giorno prima della data fissata per l’asta.

Per garantire gli investitori, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha fissato con decreto le norme per la trasparenza nel collocamento presso il pubblico dei Titoli di Stato. Si tratta di 10 regole che banche e intermediari finanziari devono rispettare.

Quali Titoli di Stato italiani scegliere in base all’obiettivo

Non esiste un titolo migliore in assoluto. La scelta dipende dagli obiettivi dell’investitore. In particolare, per chi cerca:

  • stabilità e breve durata può orientarsi sui BOT o sui BTP Short Term;
  • reddito periodico può preferire i BTP tradizionali;
  • protezione dall’inflazione può valutare BTP Italia o BTP€i;
  • sostenibilità ESG può guardare ai BTP Green;
  • strumenti retail dedicati può considerare BTP Valore o BTP Futura.

Per molti investitori, inoltre, gli investimenti Titoli di Stato italiani possono rappresentare una componente difensiva all’interno di un portafoglio più ampio e diversificato.

Domande frequenti

I Titoli di Stato italiani sono sicuri?

I titoli di Stato italiani sono considerati strumenti relativamente prudenti perché garantiti dallo Stato italiano. Tuttavia esistono rischi legati a tassi, inflazione e andamento dei mercati.

Quali Titoli di Stato italiani scegliere per una scadenza breve?

Per una durata breve vengono spesso considerati BOT e BTP Short Term, che tendono ad avere minore volatilità rispetto ai BTP lunghi.

Quali Titoli di Stato italiani proteggono dall’inflazione?

I principali strumenti indicizzati all’inflazione sono BTP Italia e BTP€i, che rivalutano capitale e cedole in base all’andamento dei prezzi.

Da cosa dipende l’andamento dei BTP italiani?

L’andamento BTP italiani dipende soprattutto da tassi BCE, inflazione, spread, crescita economica e fiducia degli investitori verso il debito pubblico italiano.

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Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

*Articolo pubblicato a luglio 2023 e sottoposto a successive revisioni

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