Per oltre un secolo il valore di un’azienda è stato legato soprattutto a ciò che possedeva: stabilimenti, macchinari, brevetti, flotte di mezzi o punti vendita. Più grande era il patrimonio, più difficile era per i concorrenti recuperare terreno. Oggi questo modello si sta trasformando. Apple è una delle aziende più redditizie al mondo, ma non possiede gli stabilimenti dove vengono assemblati gli iPhone. Nvidia è diventata protagonista della rivoluzione dell’intelligenza artificiale senza produrre direttamente i server che utilizzano i suoi chip. Amazon crea valore mettendo in relazione milioni di clienti, venditori e sviluppatori, mentre Visa gestisce miliardi di transazioni senza concedere prestiti né raccogliere depositi. Il loro vero patrimonio non è rappresentato dagli impianti, ma dalle reti che hanno costruito.

Secondo lo studio EY Megatrends 2026, questo modello è destinato a diventare sempre più diffuso. Le imprese evolveranno da organizzazioni gerarchiche a piattaforme capaci di orchestrare persone, dati, intelligenza artificiale e partner esterni. È il concetto di Superfluid Enterprise, una delle grandi trasformazioni destinate a ridefinire la competitività delle aziende nel prossimo decennio. Per gli investitori significa imparare a guardare oltre il prodotto o il bilancio: il valore di lungo periodo dipenderà sempre di più dalla capacità di creare ecosistemi difficili da replicare.

Dal possedere al connettere: come cambia il capitalismo

La trasformazione descritta da EY non riguarda soltanto la tecnologia. Cambia il modo stesso in cui le imprese creano valore. Secondo McKinsey, gli ecosistemi digitali potrebbero arrivare a generare fino a 80 mila miliardi di dollari di ricavi entro il 2030, pari a circa un terzo dell’economia mondiale. Il motivo è semplice: le aziende che riescono a collegare clienti, fornitori, sviluppatori e partner all’interno della stessa piattaforma possono crescere molto più rapidamente rispetto a quelle che operano in modo tradizionale. In questo scenario il vantaggio competitivo non deriva più soltanto dal possesso di un brevetto o di una fabbrica, ma dalla capacità di mettere in relazione soggetti diversi e creare effetti rete.

Apple: il prodotto è l’ecosistema

Apple è forse l’esempio più evidente. L’iPhone rappresenta solo il punto di ingresso in un ecosistema che comprende App Store, Apple Pay, iCloud, Apple Music, Apple TV+, Apple Watch e milioni di sviluppatori che ogni giorno realizzano nuove applicazioni. Anche la produzione è il risultato di una rete globale che coinvolge aziende come TSMC per i semiconduttori e Foxconn per l’assemblaggio. Ogni nuovo utente aumenta il valore dell’intero ecosistema, rendendolo più attraente sia per gli sviluppatori sia per i consumatori. Il vantaggio competitivo non nasce quindi soltanto dall’hardware, ma dalla rete di relazioni costruita nel tempo.

Nvidia: il chip conta, ma l’ecosistema conta di più

La stessa logica vale per Nvidia. Il successo dell’azienda non dipende esclusivamente dalla qualità dei suoi processori grafici. Nel corso degli anni Nvidia ha costruito un ecosistema che comprende software proprietario, piattaforme di sviluppo come CUDA, partnership con Microsoft, Amazon Web Services, Google Cloud e Oracle, oltre ai principali produttori di server. Chi sviluppa applicazioni di intelligenza artificiale non sceglie soltanto un chip, ma un’intera piattaforma di strumenti e competenze. È proprio questo effetto rete a rendere molto difficile sostituire Nvidia con un concorrente.

Amazon, Visa e Microsoft: quando il valore nasce dalle connessioni

Amazon è molto più di un retailer online. Attraverso il marketplace mette in relazione milioni di venditori con centinaia di milioni di clienti, mentre AWS è diventata una delle principali infrastrutture del cloud mondiale. Visa rappresenta un altro esempio di rete. L’azienda non concede prestiti né gestisce conti correnti, ma collega banche, commercianti e consumatori attraverso uno dei più grandi sistemi di pagamento del mondo. Più utenti entrano nella rete, maggiore diventa il valore del circuito per tutti gli altri partecipanti. Anche Microsoft sta evolvendo nella stessa direzione. Secondo il Work Trend Index 2025, le imprese stanno entrando nell’era della Frontier Firm, organizzazioni nelle quali persone e agenti di intelligenza artificiale lavorano insieme. Microsoft parla della nascita dell’“agent boss”, un lavoratore che coordina team composti sia da persone sia da AI. È un modello molto vicino alla visione della Superfluid Enterprise descritta da EY.

Perché gli effetti rete interessano gli investitori

Gli economisti definiscono questo fenomeno network effect, o effetto rete. Significa che il valore di un prodotto o di un servizio aumenta con il crescere del numero di utenti che lo utilizzano. Per un investitore è una caratteristica importante perché può tradursi in vantaggi competitivi difficili da replicare. Un nuovo prodotto può essere copiato. Una rete composta da milioni di clienti, sviluppatori, partner commerciali e fornitori richiede invece molti anni per essere costruita. È anche per questo motivo che molte delle società con le maggiori capitalizzazioni di Borsa condividono una caratteristica comune: hanno costruito piattaforme che diventano sempre più preziose man mano che crescono.

IDEE DI INVESTIMENTO

Per un investitore individuare le aziende che costruiranno i grandi ecosistemi del futuro non è semplice. Un’alternativa è investire attraverso fondi comuni che selezionano società attive nei principali segmenti del megatrend della trasformazione digitale. Tra i comparti che possono beneficiare maggiormente di questa evoluzione rientrano:

  • tecnologia globale;
  • software e servizi cloud;
  • semiconduttori;
  • intelligenza artificiale;
  • infrastrutture digitali;
  • pagamenti elettronici;
  • cybersecurity.

L’obiettivo non è puntare su una singola azienda vincente, ma partecipare alla crescita di un modello economico che, secondo EY e McKinsey, è destinato a diventare sempre più centrale. Come per tutti gli investimenti tematici, queste strategie dovrebbero rappresentare una componente del portafoglio, mantenendo un’adeguata diversificazione tra settori, aree geografiche e classi di attivo.

Per puntare sui megatrend economici scopri come investire con i fondi di investimento disponibili sulla piattaforma Online SIM e come costruire un portafoglio modello.

Note

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Articolo precedente

La valigia perfetta esiste anche negli investimenti

Articolo successivo

Questo è l'articolo più recente

Autore

Roberta Caffaratti

Roberta Caffaratti

Competenze:
Giornalista segue da oltre 20 anni le dinamiche del mercato del risparmio gestito, della consulenza finanziaria e dei protagonisti del mondo degli investimenti. Per Online SIM scrive di scenari e storie di mercato, megatrend e idee di investimento, educazione finanziaria.

Esperienza:
É stata caporedattore di Bloomberg Investimenti e poi vicecaporedattore di Panorama Economy (Gruppo Mondadori).
Nel 2015, dopo la lunga carriera nella carta stampata economica, è passata alla comunicazione come responsabile delle attività di editoria aziendale e di content marketing di Lob Pr+Content occupandosi di progetti editoriali in diversi settori (risparmio, finanza, assicurazioni).
Dal 2015 cura la redazione dei contenuti del Blog di Online SIM, che oggi conta oltre 1200 articoli.

Formazione:
Ha una laurea in lingue e letterature straniere e una specializzazione in giornalismo.

Link ai social:

Nessun commento

Lascia un commento


Il periodo di verifica reCAPTCHA è scaduto. Ricaricare la pagina.