Lo scenario attuale si mostra forte di un quadrimestre decisamente brillante. In particolare, nel corso delle ultime sedute è stato possibile assistere a nuovi importanti record sul mercato azionario, cioè a nuovi massimi assoluti e relativi sui principali listini mondiali. Tra questi non possiamo non annoverare il Nasdaq 100, che ha raggiunto per la prima volta i 7850 punti, e lo S&P 500, anch’esso su nuovi massimi storici dopo aver superato i 2940 dello scorso autunno. Veri e propri primati, accompagnati dai risultati importanti registrati anche in Europa ed in Asia.

L’Euro Stoxx 50 sta infatti proseguendo il rapido recupero che sta caratterizzando un po’ tutte le piazze e da inizio anno ha macinato un bel +17% fino a raggiungere un’area piuttosto complessa dal punto di vista grafico, ma può contare sull’atteggiamento ancora accomodante della Bce e sull’indebolimento dell’Euro, che lo rende più conveniente rispetto a qualche tempo fa. L’overview dei mercati nazionali mette in luce le prestazioni eccellenti degli indici greco, italiano, francese ed irlandese, nonché l’impostazione strutturalmente positiva delle piazze scandinave.
Anche dall’Oriente le soddisfazioni non mancano. L’indice cinese è ancora il migliore su scala mondiale dall’inizio dell’anno, a +30%, e questo nonostante le ultime settimane abbiano avuto segno negativo.

Anche sui mercati obbligazionari è possibile individuare un trend positivo, alimentato da buoni volumi in acquisto non solo dei titoli di Stato ma anche e soprattutto degli high yield ed i convertibili, trascinati dall’equity. Un ulteriore fattore di successo è rappresentato dal dollaro in rafforzamento, a vantaggio dei bond esposti al biglietto verde.

Maggio si apre quindi sotto l’insegna della crescita sui mercati, ed anche i dati macroeconomici configurano uno scenario complessivamente positivo. Il Pil risulta infatti diffusamente in espansione, in alcuni casi oltre le aspettative. Consumi e occupazione, in particolare negli Usa, rimangono stabili o con variazioni positive. Anche in Europa la congiuntura macroeconomica evidenzia diversi segni di miglioramento. Il dato debole rimane, ovunque, l’inflazione, poco tonica ed a macchie di leopardo.

L’inflazione fiacca suggerisce, come molto probabile, il proseguimento dell’attuale politica monetaria accomodante, e quindi il mantenimento di elevati livelli di liquidità in circolazione con potenziali effetti positivi su tutte le asset class, sia azionarie che obbligazionarie.

Il primo maggio ne abbiamo avuto conferma: la Federal Reserve ha lasciato invariati i tassi di interesse tra il 2,25% e il 2,50%, un intervallo considerato neutrale e quindi compatibile con l’attuale impostazione dove la crescita è solida ma priva di segni di surriscaldamento. Certo, il mancato accoglimento delle istanze di Donald Trump, desideroso di vedere un taglio significativo dei tassi, ha generato un lieve ritracciamento sui mercati, in concomitanza con una breve pausa dei trend. In ogni caso, pur con i dovuti accorgimenti – dopo forti rally è lecito attendersi importanti prese di profitto – l’outlook rimane positivo per il breve e medio termine.

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Note

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